PROCEDURE CONCORSUALI

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 4269 del 4 marzo 2016 – La liquidazione del compenso spettante al difensore che abbia patrocinato la curatela in un giudizio, effettuata dal giudice delegato ex art. 25 l.fall., può essere inferiore a quanto corrispondentemente disposto, in favore della curatela

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 4269 del 4 marzo 2016 FALLIMENTO - ORGANI PREPOSTI - GIUDICE DELEGATO - PROVVEDIMENTI - DIFENSORE DELLA CURATELA - LIQUIDAZIONE DEL COMPENSO - POSSIBILITÀ DI TENER CONTO DI QUANTO AL FALLIMENTO LIQUIDATO NEL GIUDIZIO IN CUI È STATO PATROCINATO DA QUEL DIFENSORE - CONDIZIONI SVOLGIMENTO DEL PROCESSO L'avv. D.B.N. propose reclamo L. [...]

Vendite sotto costo e distrazione fallimentare – Cassazione sentenza n. 17819 del 2017

Se realizzata in fase diversa da quella della crisi dell’impresa e distante dalla dichiarazione di fallimento, la vendita “sottocosto” dei beni aziendali per pagare i creditori sociali non integra distrazione fallimentare, ove difetti

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 maggio 2017, n. 12338 – Attività di agente di commercio – Presupposti soggettivi per l’assoggettamento a procedure concorsuali quale imprenditore commerciale

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 17 maggio 2017, n. 12338 Attività di agente di commercio - Presupposti soggettivi per l'assoggettamento a procedure concorsuali quale imprenditore commerciale Ragioni della decisione Con sentenza del 21.7.2015 la Corte di Appello di Catania respingeva il reclamo proposto da A.G. avverso la sentenza dichiarativa di fallimento n. 77/15 emessa dal [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 17819 del 7 aprile 2017 – Non sempre la vendita sottocosto costituisce distrazione fallimentare

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 17819 del 7 aprile 2017 RITENUTO IN FATTO 1. Ha proposto ricorso per cassazione Luigi Palitta avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma in data 17 settembre 2015 con la quale è stata confermata quella di primo grado, emessa all'esito di giudizio abbreviato, di condanna in ordine al reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale. 2. Dal Gup la responsabilità era stata affermata limitatamente, per quanto qui di interesse, alla condotta consistita nell'atto di cessione di un immobile, perfezionato nel 2003 quando la società cominciava a manifestare uno stato di crisi finanziaria: cessione reputata di natura distrattiva in quanto l'immobile si riteneva oggetto di vendita sottocosto (per un prezzo di 20.883 euro - effettivamente versati nelle casse della società - e così contabilizzato in luogo del valore commerciale effettivo, calcolato dal giudice in 45.832 euro), per di più con modalità fraudolente in quanto l'alienazione era stata effettuata dal ricorrente ai propri suoceri i quali poi lo avevano conferito, a loro volta, in una società (Frilù), costituita nel 2005 ed amministrata dalla moglie del ricorrente stesso. L'imputato è stato chiamato a rispondere avendo rivestito, dal 1990 al 14 marzo 2005, varie cariche apicali nella compagine della s. r.l. Palitta Profumerie, fallita 1'8 marzo 2006 e specificamente per avere tenuto il comportamento distrattivo suddetto nella qualità di amministratore unico della società.

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 3954 del 29 febbraio 2016 – La legittimazione ad impugnare il decreto di omologazione del concordato preventivo discende unicamente dall’avere assunto l’impugnante la qualità di parte in senso formale nel giudizio

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 3954 del 29 febbraio 2016 FALLIMENTO - CONCORDATO PREVENTIVO - DELIBERAZIONE ED OMOLOGAZIONE - DECRETO DI OMOLOGAZIONE - IMPUGNAZIONE - LEGITTIMAZIONE - PRESUPPOSTI - QUALITÀ DI PARTE NEL GIUDIZIO DI OMOLOGAZIONE E SOCCOMBENZA - SUFFICIENZA - EFFETTIVA ESISTENZA DEL CREDITO - NECESSITÀ - ESCLUSIONE - FATTISPECIE SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Il [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 3955 del 29 febbraio 2016 – È revocabile, ai sensi dell’art. 67, comma 1, n. 2, l.fall., ed, in ogni caso, ex art. 67, comma 2, l.fall., la rimessa conseguente alla concessione di un mutuo garantito da ipoteca destinata a ripianare uno scoperto di conto

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 3955 del 29 febbraio 2016 FALLIMENTO - EFFETTI SUGLI ATTI PREGIUDIZIEVOLI AI CREDITORI - AZIONE REVOCATORIA FALLIMENTARE - ATTI A TITOLO ONEROSO, PAGAMENTI E GARANZIE - RIMESSA CONSEGUENTE ALLA CONCESSIONE DI MUTUO GARANTITO DA IPOTECA PER RIPIANARE UNO SCOPERTO DI CONTO CORRENTE - REVOCABILITÀ - CONDIZIONI - GARANZIA IPOTECARIA - [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 3987 del 29 febbraio 2016 – Il decreto ingiuntivo acquista efficacia di giudicato sostanziale, idoneo a costituire titolo inoppugnabile per l’ammissione al passivo, solo nel momento in cui il giudice, dopo averne controllato la ritualità della notificazione, lo dichiari, in mancanza di opposizione o di costituzione dell’opponente, esecutivo

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 3987 del 29 febbraio 2016 FALLIMENTO - ACCERTAMENTO DEL PASSIVO - FORMAZIONE DELLO STATO PASSIVO - DECRETO INGIUNTIVO - EFFICACIA DI GIUDICATO SOSTANZIALE ED IDONEITÀ A COSTITUIRE TITOLO PER L'AMMISSIONE AL PASSIVO - MANCANZA DI OPPOSIZIONE - DECRETO DI ESECUTORIETÀ - NECESSITÀ - OPPOSIZIONE - ESTINZIONE DEL GIUDIZIO E DECORSO [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza n. 3621 del 24 febbraio 2016 – Nell’ipotesi che dopo la dichiarazione di fallimento di un imprenditore individuale, si accerti che in realtà si tratta di una società di fatto la sentenza di estensione muta soltanto il titolo in virtù del quale l’altro socio è già stato dichiarato fallito, vale a dire non più quale imprenditore individuale ma come socio illimitatamente responsabile della società occulta

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza n. 3621 del 24 febbraio 2016 FALLIMENTO - SOCIETÀ E CONSORZI - SOCIETÀ CON SOCI A RESPONSABILITÀ ILLIMITATA - FALLIMENTO DEI SOCI - DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO INDIVIDUALE - SUCCESSIVA ESTENSIONE DEL FALLIMENTO A SOCIETÀ DI FATTO - REVOCA DEL FALLIMENTO INDIVIDUALE - CONSEGUENZE SUL FALLIMENTO DELLA SOCIETÀ - FONDAMENTO Il [...]

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