SANZIONI e REATI PENALI

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 37175 depositata il 23 dicembre 2020 – In tema di sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente, il valore dei beni da sottoporre a vincolo deve essere adeguato e proporzionato al prezzo o al profitto del reato e il giudice, nel compiere tale verifica, deve fare riferimento alle valutazioni di mercato degli stessi, avendo riguardo al momento in cui il sequestro viene disposto

In tema di sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente, il valore dei beni da sottoporre a vincolo deve essere adeguato e proporzionato al prezzo o al profitto del reato e il giudice, nel compiere tale verifica, deve fare riferimento alle valutazioni di mercato degli stessi, avendo riguardo al momento in cui il sequestro viene disposto

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 36229 depositata il 17 dicembre 2020 – Periodo di competenza e computo ricavi derivanti dalla cessione di immobili

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 36229 depositata il 17 dicembre 2020 Reati tributari - Omessa dichiarazione - Rilevanza penale - Imposte evase - Superamento della soglia di punibilità - Computo ricavi derivanti dalla cessione di immobili - Periodo di competenza Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 15 ottobre 2019, la Corte di [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 35719 depositata il 14 dicembre 2020 – Il reato ex art. 3 del Dlgs 74/2000 si configura allorquando, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, compiendo operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente ovvero avvalendosi di documenti falsi o di altri mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l’accertamento e ad indurre in errore l’amministrazione finanziaria, si indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi o crediti e ritenute fittizie, quando ricorrano le condizioni di cui alle lettere a) e b) del medesimo articolo

Il reato ex art. 3 del Dlgs 74/2000 si configura allorquando, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, compiendo operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente ovvero avvalendosi di documenti falsi o di altri mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l'accertamento e ad indurre in errore l'amministrazione finanziaria, si indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi o crediti e ritenute fittizie, quando ricorrano le condizioni di cui alle lettere a) e b) del medesimo articolo

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 36737 depositata il 21 dicembre 2020 – Responsabilità penale per l’omesso versamento delle ritenute previdenziali sulle retribuzioni versate ai dipendenti e prova dell’effettiva corresponsione delle retribuzioni

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 36737 depositata il 21 dicembre 2020 Omesso versamento delle ritenute previdenziali sulle retribuzioni versate ai dipendenti - Responsabilità penale - Prova dell’effettiva corresponsione delle retribuzioni - Contestazione del reato in qualità di imprenditore individuale ovvero di legale rappresentante di una società commerciale - Determinazione della pena per le [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale,  sentenza n. 34940 depositata il 9 dicembre 2020 – Responsabilità penale del legale rappresentante di società fallita per omesso versamento di ritenute operate e certificate

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale,  sentenza n. 34940 depositata il 9 dicembre 2020 Reati tributari - Sostituto d’imposta - Omesso versamento di ritenute operate e certificate - Responsabilità penale - Legale rappresentante di società fallita Ritenuto in fatto 1. Il sig. S.L. ricorre per l'annullamento della sentenza del 10/07/2019 della Corte di appello di Trento [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 34490 depositata il 3 dicembre 2020 – In materia di deducibilità dei costi d’impresa la derivazione dei costi da una attività che è espressione di distrazione verso finalità ulteriori e diverse da quelle proprie dell’attività dell’impresa, come in caso di operazioni oggettivamente inesistenti per mancanza del rapporto sottostante, comporta il venir meno dell’indefettibile requisito dell’inerenza tra i costi medesimi e l’attività imprenditoriale, inerenza che è onere del contribuente provare, al pari dell’effettiva sussistenza e del preciso ammontare dei costi medesimi

In materia di deducibilità dei costi d'impresa la derivazione dei costi da una attività che è espressione di distrazione verso finalità ulteriori e diverse da quelle proprie dell'attività dell'impresa, come in caso di operazioni oggettivamente inesistenti per mancanza del rapporto sottostante, comporta il venir meno dell'indefettibile requisito dell'inerenza tra i costi medesimi e l'attività imprenditoriale, inerenza che è onere del contribuente provare, al pari dell'effettiva sussistenza e del preciso ammontare dei costi medesimi.

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 33820 depositata il 30 novembre 2020 – Il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili ex art. 10 d.lgs. n. 74 del 2000 non è un reato proprio, perché può essere commesso da «chiunque», sicché è irrilevante, ai fini della sua configurabilità, se l’imputato sia o meno amministratore dell’ente cui si riferiscono i documenti e le scritture contabili che si assumono occultate (o distrutte)

Il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili ex art. 10 d.lgs. n. 74 del 2000 non è un reato proprio, perché può essere commesso da «chiunque», sicché è irrilevante, ai fini della sua configurabilità, se l'imputato sia o meno amministratore dell'ente cui si riferiscono i documenti e le scritture contabili che si assumono occultate (o distrutte)

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