SANZIONI e REATI PENALI

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 36419 depositata il 26 agosto 2019 – In tema di reati tributari, il prestanome non risponde dei delitti in materia di dichiarazione previsti dal d.lgs. n. 74 del 2000, solo se è privo di qualunque potere o possibilità di ingerenza nella gestione della società

in tema di reati tributari, il prestanome non risponde dei delitti in materia di dichiarazione previsti dal d.lgs. n. 74 del 2000, solo se è privo di qualunque potere o possibilità di ingerenza nella gestione della società

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 36387 depositata il 23 agosto 2019 – Il termine di prescrizione del reato di omessa dichiarazione, di cui all’art. 5, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, decorre dal novantunesimo giorno successivo alla scadenza del termine ultimo stabilito dalla legge per la presentazione della dichiarazione annuale

il termine di prescrizione del reato di omessa dichiarazione, di cui all'art. 5, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, decorre dal novantunesimo giorno successivo alla scadenza del termine ultimo stabilito dalla legge per la presentazione della dichiarazione annuale

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 36278 depositata il 21 agosto 2019 – Nel reato di omesso versamento dei contributi, l’imputato può invocare la assoluta impossibilità di adempiere il debito di imposta, quale causa di esclusione della responsabilità penale, a condizione che provveda ad assolvere gli oneri di allegazione concernenti sia il profilo della non imputabilità a lui medesimo della crisi economica che ha investito l’azienda, sia l’aspetto della impossibilità di fronteggiare la crisi di liquidità tramite il ricorso a misure idonee, da valutarsi in concreto

nel reato di omesso versamento dei contributi, l'imputato può invocare la assoluta impossibilità di adempiere il debito di imposta, quale causa di esclusione della responsabilità penale, a condizione che provveda ad assolvere gli oneri di allegazione concernenti sia il profilo della non imputabilità a lui medesimo della crisi economica che ha investito l'azienda, sia l'aspetto della impossibilità di fronteggiare la crisi di liquidità tramite il ricorso a misure idonee, da valutarsi in concreto

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 25730 depositata il 11 giugno 2019 – In tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali, l’ammissione al pagamento rateale del debitore che non ha provveduto all’integrale versamento del dovuto non esclude l’esistenza del reato, non incidendo l’intervenuta novazione sul disvalore penale del fatto

In tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali, l'ammissione al pagamento rateale del debitore che non ha provveduto all'integrale versamento del dovuto non esclude l'esistenza del reato, non incidendo l'intervenuta novazione sul disvalore penale del fatto

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 26196 depositata il 13 giugno 2019 – Ai fini della configurabilità dei reati in materia di I.V.A., la determinazione della base imponibile, e della relativa imposta evasa, deve avvenire solo sulla base dei costi effettivamente documentati, non rilevando l’eventuale sussistenza di costi non documentati

ai fini della configurabilità dei reati in materia di I.V.A., la determinazione della base imponibile, e della relativa imposta evasa, deve avvenire solo sulla base dei costi effettivamente documentati, non rilevando l'eventuale sussistenza di costi non documentati

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 26287 depositata il 14 giugno 2019 – Il destinatario di una fattura per un’operazione oggettivamente inesistente non può esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta in carenza del suo presupposto e cioè dell’acquisto di beni e servizi nell’esercizio dell’impresa

Il destinatario di una fattura per un'operazione oggettivamente inesistente non può esercitare il diritto alla detrazione dell'imposta in carenza del suo presupposto e cioè dell'acquisto di beni e servizi nell'esercizio dell'impresa

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 26271 depositata il 14 giugno 2019 – Il reato di violazione degli obblighi inerenti l’informazione e la formazione del lavoratore sono da ritenersi di durata poiché il pericolo per l’incolumità del lavoratore permane nel tempo, e continua in capo al datore di lavoro l’obbligo all’Informazione e alla corretta formazione

Il reato di violazione degli obblighi inerenti l'informazione e la formazione del lavoratore sono da ritenersi di durata poiché il pericolo per l'incolumità del lavoratore permane nel tempo, e continua in capo al datore di lavoro l'obbligo all'Informazione e alla corretta formazione

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