SANZIONI e REATI PENALI

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 26866 depositata il 16 giugno 2019 – Per il reato di indebita compensazione, oltre al superamento del limite previsto, il momento del reato si consuma va individuato nella presentazione dell’ultimo modello F24 relativo all’anno interessato

Per il reato di indebita compensazione, oltre al superamento del limite previsto, il momento del reato si consuma va individuato nella presentazione dell’ultimo modello F24 relativo all’anno interessato

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 27848 depositata il 24 giugno 2019 – Il delitto di riciclaggio si consuma con la realizzazione dell’effetto dissimulatorio conseguente alle condotte tipiche previste dall’art. 648 bis, primo comma, cod. pen. (sostituzione, trasferimento o altre operazioni volte ad ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa di denaro, beni o altre utilità), non essendo invece necessario che il compendio “ripulito” sia restituito a chi l’aveva movimentato

il delitto di riciclaggio si consuma con la realizzazione dell'effetto dissimulatorio conseguente alle condotte tipiche previste dall'art. 648 bis, primo comma, cod. pen. (sostituzione, trasferimento o altre operazioni volte ad ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa di denaro, beni o altre utilità), non essendo invece necessario che il compendio "ripulito" sia restituito a chi l'aveva movimentato

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 27766 depositata il 24 giugno 2019 – E’ legittima la condanna dell’imputato per omessa presentazione della dichiarazione Iva qualora la decisione del giudice tributario favorevole al contribuente le valutazioni ivi contenute non potevano comunque essere considerate prove nuove o sopravvenute, anche per la considerazione che non si tratta di accertamenti fattuali, ma dell’interpretazione giuridica di residenza fiscale ed esterovestizione con un’interpretazione che non vincola il giudice penale, che può procedere autonomamente alla valutazione della fattispecie

E' legittima la condanna dell’imputato per omessa presentazione della dichiarazione Iva qualora la decisione del giudice tributario favorevole al contribuente le valutazioni ivi contenute non potevano comunque essere considerate prove nuove o sopravvenute, anche per la considerazione che non si tratta di accertamenti fattuali, ma dell'interpretazione giuridica di residenza fiscale ed esterovestizione con un’interpretazione che non vincola il giudice penale, che può procedere autonomamente alla valutazione della fattispecie

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 28158 depositata il 27 giugno 2019 – Il professionista contabile rischia una condanna penale per frode fiscale per il solo fatto di essere a conoscenza di gravi anomalie contabili del cliente. Per tale reato risponde anche a titolo di dolo eventuale e cioè accettando il rischio della condotta poco limpida dell’imprenditore

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 28158 depositata il 27 giugno 2019 Frode fiscale - Concorso del commercialista - A titolo di dolo eventuale - Sussiste RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza emessa in data 5 luglio 2017, la Corte di appello di Napoli ha parzialmente riformato la sentenza pronunciata dal Giudice per le [...]

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 28171 depositata il 27 giugno 2019 – L’incongruità dell’accantonamento del Tfm da erogare all’amministratore, ai fini della configurazione del reato di dichiarazione fraudolente, non dev’essere parametrata solo al compenso ma anche al volume d’affari dell’azienda

L’incongruità dell’accantonamento del Tfm da erogare all’amministratore, ai fini della configurazione del reato di dichiarazione fraudolente, non dev’essere parametrata solo al compenso ma anche al volume d’affari dell’azienda.

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 28573 depositata il 2 luglio 2019 – Ai fini del presupposto ostativo alla configurabilità della causa di non punibilità prevista dall’art. 131-bis c.p., il comportamento è abituale quando l’autore, anche successivamente al reato per cui si procede, ha commesso almeno due illeciti, oltre quello preso in esame

Ai fini del presupposto ostativo alla configurabilità della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis c.p., il comportamento è abituale quando l'autore, anche successivamente al reato per cui si procede, ha commesso almeno due illeciti, oltre quello preso in esame

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 29079 depositata il 3 luglio 2019 – Può essere disposto il sequestro preventivo, funzionale alla confisca per equivalente di cui all’art. 322 ter c.p., dell’intera somma di denaro depositata su un conto corrente bancario cointestato con un soggetto estraneo al reato, senza che assumano rilievo le presunzioni o i vincoli posti dal codice civile, ferma restando la successiva possibilità di procedere a un effettivo accertamento dei beni che siano di esclusiva proprietà di terzi estranei al reato

Può essere disposto il sequestro preventivo, funzionale alla confisca per equivalente di cui all'art. 322 ter c.p., dell'intera somma di denaro depositata su un conto corrente bancario cointestato con un soggetto estraneo al reato, senza che assumano rilievo le presunzioni o i vincoli posti dal codice civile, ferma restando la successiva possibilità di procedere a un effettivo accertamento dei beni che siano di esclusiva proprietà di terzi estranei al reato

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 29400 depositata il 5 luglio 2019 – La definizione di reati “della stessa indole”, posta dall’art. 101 c.p. e rilevante per l’applicazione della recidiva ex art. 99 c.p., comma 2, n. 1, prescinde dalla identità della norma incriminatrice e fa riferimento ai criteri del bene giuridico violato o del movente delittuoso, che consentono di accertare, nei casi concreti, i caratteri fondamentali comuni fra i diversi reati, e conseguentemente deve ritenersi corretta la decisione che con accertamento in fatto ha ritenuto della stessa indole i reati di omesso versamento IVA e delle ritenute certificate con il reato di omesso versamento di ritenute previdenziali

La definizione di reati "della stessa indole", posta dall'art. 101 c.p. e rilevante per l'applicazione della recidiva ex art. 99 c.p., comma 2, n. 1, prescinde dalla identità della norma incriminatrice e fa riferimento ai criteri del bene giuridico violato o del movente delittuoso, che consentono di accertare, nei casi concreti, i caratteri fondamentali comuni fra i diversi reati, e conseguentemente deve ritenersi corretta la decisione che con accertamento in fatto ha ritenuto della stessa indole i reati di omesso versamento IVA e delle ritenute certificate con il reato di omesso versamento di ritenute previdenziali

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