Archivi annuali: 2019

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 marzo 2019, n. 8726 – Furto di 81 biglietti – Pretesa, del datore di lavoro, di recuperare con trattenute mensili sulle retribuzioni la somma addebitata al dipendente

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 28 marzo 2019, n. 8726 Rapporto di lavoro - Qualifica di capotreno - Furto di 81 biglietti - Pretesa, del datore di lavoro, di recuperare con trattenute mensili sulle retribuzioni la somma addebitata al dipendente Rilevato che con sentenza del 23 marzo - 27 aprile 2017 numero 386 la Corte [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 marzo 2019, n. 8677 – Qualora in una causa l’avvocato assista e difenda più persone aventi la stessa posizione processuale l’onorario unico può essere aumentato per ogni parte del 20% fino ad un massimo di dieci e, ove le parti siano in numero superiore, del 5% per ciascuna parte oltre le prime dieci e fino ad un massimo di venti. La stessa disposizione trova applicazione, ove più cause vengano riunite, dal momento dell’avvenuta riunione

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 28 marzo 2019, n. 8677 Professionisti - Avvocato - Tariffe professionali - Liquidazione Rilevato che - il presente giudizio di legittimità trae origine dal ricorso notificato il 16 dicembre 2014 dalla avvocato F.T. nei confronti di G.L. per la cassazione della sentenza della Corte d'appello di Lecce sezione distaccata di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 marzo 2019, n. 8668- La prevista maggiorazione, da qualificarsi come accredito figurativo, sulla base di una interpretazione rispondente alla lettera ed alla ratio della norma, andava collocata temporalmente nel momento successivo alla cessazione del rapporto, nella specie intervenuta nell’anno 1995 e liquidata, secondo le regole del Fondo di provenienza, confermate in via transitoria, che prevedevano, ai fini del calcolo della pensione, tre distinte quote, di cui l’ultima relativa al periodo 1.1.1995/31.12.1995, cui risultava applicabile il coefficiente di rendimento del 2%

la prevista maggiorazione, da qualificarsi come accredito figurativo, sulla base di una interpretazione rispondente alla lettera ed alla ratio della norma, andava collocata temporalmente nel momento successivo alla cessazione del rapporto, nella specie intervenuta nell'anno 1995 e liquidata, secondo le regole del Fondo di provenienza, confermate in via transitoria, che prevedevano, ai fini del calcolo della pensione, tre distinte quote, di cui l'ultima relativa al periodo 1.1.1995/31.12.1995, cui risultava applicabile il coefficiente di rendimento del 2%

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 marzo 2019, n. 8665 – Il contratto di lavoro a progetto, disciplinato dall’art. 61 del d.lgs. n. 276/2003 cit., prevede una forma particolare di lavoro autonomo, caratterizzato da un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, prevalentemente personale, riconducibile ad uno o più progetti specifici, funzionalmente collegati al raggiungimento di un risultato finale determinati dal committente, ma gestiti dal collaboratore senza soggezione al potere direttivo altrui e quindi senza vincolo di subordinazione

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 28 marzo 2019, n. 8665 Lavoro - Contratto di collaborazione coordinata e continuativa - Assenza dello specifico progetto - Sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato - Diritto al superiore inquadramento Rilevato 1. Che la Corte di appello di Roma, in riforma della sentenza di primo grado ed in parziale [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 marzo 2019, n. 8658 – Il superamento del monte ore massimo previsto dalla contrattazione collettiva per il lavoro a tempo parziale, in difetto di previsione legale o contrattuale collettiva, non determina la trasformazione del rapporto in lavoro a tempo pieno

il superamento del monte ore massimo previsto dalla contrattazione collettiva per il lavoro a tempo parziale, in difetto di previsione legale o contrattuale collettiva, non determina la trasformazione del rapporto in lavoro a tempo pieno, salva la possibilità che, a causa della continua prestazione di un orario pari a quello previsto per il lavoro a tempo pieno, possa ritenersi che la trasformazione si sia verificata per fatti concludenti, trattandosi di una prestazione di un orario maggiore, tale da far venir meno la scelta contrattuale iniziale di un orario parziale, superabile solo in determinate circostanze

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 aprile 2019, n. 9588 – Ove vengano contestate al contribuente operazioni soggettivamente inesistenti, l’Amministrazione finanziaria ha l’onere di provare, non solo l’oggettiva fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del destinatario che l’operazione si inseriva in una evasione dell’imposta

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 05 aprile 2019, n. 9588 Tributi - Accertamento - Utilizzo di fatture relative ad operazioni soggettivamente inesistenti - Prova della consapevolezza del contribuente di partecipare ad un meccanismo fraudolento - Onere a carico dell’Ufficio - Valutazione del giudice Fatti di causa 1. Con avviso di rettifica n. 891157/97, notificato il [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 marzo 2019, n. 6633 – L’onere motivazionale dell’Ufficio non può essere soddisfatto mediante la produzione in giudizio delle stime Ute e l’allegazione delle caratteristiche strutturali che avevano condotto all’attribuzione di una maggiore rendita, elementi “probatori” prima non indicati nell’atto impositivo oppostola motivazione di un avviso di rettifica e di liquidazione ha la funzione, difatti, di delimitare l’ambito delle ragioni adducibili dall’Ufficio nell’eventuale successiva fase contenziosa, consentendo al contribuente l’esercizio del diritto di difesa

La mancata sottoscrizione dell'atto impositivo da parte del funzionario emittente è, dunque, irrilevante ai fini della validità dell'atto, in quanto, in tema di tributi regionali e locali, qualora l'atto di liquidazione o di accertamento sia prodotto mediante sistemi informativi automatizzati, la sottoscrizione di esso può essere legittimamente sostituita, ai sensi dell'art. 1, comma 87, della l. n. 549 del 1995, dall'indicazione a stampa del nominativo del soggetto responsabile.

CORTE DI CASSAZIONE, sentenza penale, Ordinanza n. 8847 depositata il 1° marzo 2019 – Illegittimità costituzionale dell’art. 216, r.d. n. 267/1942 in relazione alla quantificazione della durata delle pene accessorie

CORTE DI CASSAZIONE, sentenza penale, Ordinanza n. 8847 depositata il 1° marzo 2019 Fallimento ed altre procedure concorsuali - Bancarotta fraudolenta - Pene accessorie - Determinazione della durata - Art. 216, r.d. n. 267/1942 - Illegittimità costituzionale Ritenuto in fatto e considerato in diritto 1. Con la sentenza impugnata del 13 marzo 2018, il Giudice [...]

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