lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 marzo 2019, n. 6948 – Licenziamento e violazione dell’obbligo di repechage – Assunzione di un nuovo dipendente con contratto a tempo determinato e parziale

qualora la riorganizzazione imprenditoriale sia modulata, non già sulla soppressione tout court della posizione lavorativa, ma piuttosto sulla riduzione di personale in una porzione dell'ambito organizzativo, si pone una questione (invece inconferente nella diversa ipotesi di soppressione di posizione lavorativa: Cass. 7 giugno 2017, n. 14178) di valutazione comparativa tra lavoratori di pari livello, interessati dalla riduzione ed occupati in posizione di piena fungibilità (Cass. 21 dicembre 2016, n. 26467; Cass. 14 giugno 2007 n. 13876; Cass. 3 aprile 2006, n. 7752). E che essa deve essere compiuta nel rispetto del principio di correttezza e buona fede nell'individuare il dipendente da licenziare

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 marzo 2019, n. 6939 – Nei casi di controversie per malattia professionale allorquando un danno di cui si chiede il ristoro è determinato da più soggetti, ciascuno dei quali con la propria condotta contribuisce alla produzione dell’evento dannoso, si configura una responsabilità solidale ai sensi dell’art. 1294 c.c. fra tutti costoro, qualunque sia il titolo per il quale ognuno di essi è chiamato a rispondere

quando un medesimo danno è provocato da più soggetti, per inadempimenti diversi intercorsi rispettivamente fra ciascuno di essi ed il danneggiato, tali soggetti debbano essere considerati corresponsabili in solido e ciò non necessariamente sulla base dell'estensione alla responsabilità contrattuale della norma dell'art. 2055 cod. civ. dettata per la responsabilità extracontrattuale - come pure è stato sostenuto in dottrina - ma soprattutto perché sia in tema di responsabilità contrattuale che di responsabilità extracontrattuale, se un evento dannoso è imputabile a più persone - come è accaduto nel caso di specie - al fine di ritenere la responsabilità di tutte nell'obbligo risarcitorio, è sufficiente in base ai principi che regolano il nesso di causalità, soltanto il concorso di più cause efficienti nella produzione dell'evento, e cioè che le azioni od omissioni di ciascuno abbiano concorso in maniera efficiente, alla determinazione dello stesso

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 marzo 2019, n. 6936 – Ove una modifica normativa introduca un termine di decadenza prima non previsto, la nuova disciplina opera anche per le situazioni soggettive già in essere, ma la decorrenza del termine resta fissata con riferimento all’entrata in vigore della modifica legislativa

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 11 marzo 2019, n. 6936 Licenziamento orale - Accertamento - Nuova assunzione presso lo stesso datore di lavoro - Prova della natura subordinata del rapporto di lavoro Fatti di causa 1) Con sentenza 14.2.2007 n.673 la corte d'Appello di Trento, in parziale riforma della sentenza del tribunale della stessa città, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 marzo 2019, n. 6935 – Risoluzione anticipate del contratto a temine e mancato rispetto del più breve termine di preavviso previsto dal CCNL sopravvenuto

i rapporti di successione temporale tra contratti collettivi non sono regolati dall'art. 2077 cod. civ., ma dal principio della libera volontà delle parti stipulanti ed in particolare, con riguardo ai rapporti tra contratti collettivi di livello diverso (nazionali, regionali, provinciali e aziendali), ha escluso che si applichi il criterio gerarchico, che comporterebbe la prevalenza della disciplina di livello superiore, o quello temporale, che è determinante solo nell'ipotesi di successione dei contratti collettivi con identità di soggetti stipulanti, evidenziando che ciò che rileva è il principio di autonomia (e, reciprocamente, di competenza) alla stregua del collegamento funzionale che le associazioni sindacali, nell'esercizio della loro autonomia, pongono, mediante statuti o altri idonei atti di limitazione, fra i vari gradi o livelli della struttura organizzativa e della corrispondente attività

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 marzo 2019, n. 6225 – Accertamento della intercorrenza tra le parti rapporto di un rapporto di lavoro subordinato ed illegittimità del licenziamento verbale

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 04 marzo 2019, n. 6225 Licenziamento verbale - Sussistenza di un rapporto di un rapporto di lavoro subordinato - Socio - Accertamento Rilevato che con sentenza del 20- 28 febbraio 2017 numero 468 la Corte d'Appello di Bari confermava la sentenza del Tribunale di Foggia e, per l'effetto, respingeva la [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 08 marzo 2019, n. 6870 – Il riconoscimento degli ANF ai lavoratori somministrati anche nella fase di disponibilità risponde alle caratteristiche peculiari del lavoro somministrato a tempo indeterminato ed alla ratio dell’istituto degli assegni al nucleo familiare

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 08 marzo 2019, n. 6870 Rapporto di lavoro - Assunzione a tempo indeterminato dalle agenzie di somministrazione - ANF - Corresponsione nei periodi di attesa di assegnazione Fatti di causa Con sentenza n. 557/2012 la Corte d'Appello di Brescia rigettava il gravame dell'Inps avverso la sentenza che aveva accertato il [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 08 marzo 2019, n. 6874 – Per l’esercizio dell’attività giornalistica di redattore ordinario è necessaria l’iscrizione nell’albo dei giornalisti professionisti e per il periodo in cui il rapporto ha avuto esecuzione, detta nullità non produce effetti ex art. 2126 c.c. ed il lavoratore ha diritto, ai sensi dell’art. 36 Cost., alla giusta retribuzione, la cui determinazione spetta al giudice di merito

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 08 marzo 2019, n. 6874 Rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato - Esercizio dell'attività giornalistica di redattore ordinario -Iscrizione nell'albo dei giornalisti professionisti Rilevato 1. Che con sentenza non definitiva il giudice di primo grado ha accertato la esistenza tra M.B. e il Gruppo Editoriale E. s.p.a. di un [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 marzo 2019, n. 6681 – Prova della natura subordinata del rapporto di lavoro ed il nomen iuris non può assumere valore dirimente di fronte ad elementi fattuali – quali la previsione di un compenso fisso, di un orario di lavoro stabile e continuativo, il carattere delle mansioni, nonché il collegamento tecnico, organizzativo e produttivo tra la prestazione svolta e le esigenze aziendali – che costituiscono indici rivelatori della natura subordinata del rapporto, anche se svolto per un arco temporale esiguo

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 07 marzo 2019, n. 6681 Lavoro - Mansioni di massaggiatrice - Collaborazione - Individuazione del progetto ex art. 61 D.Lgs. n. 276/2003 - Prova della natura subordinata del rapporto di lavoro Rilevato che 1. il Tribunale di Venezia aveva rigettato la domanda proposta da J. B., intesa all'accertamento della natura [...]

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