lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 febbraio 2019, n. 5761 – In caso di risoluzione per mutuo consenso è necessario che sia accertata una chiara e certa comune volontà delle parti medesime di porre definitivamente fine ad ogni rapporto lavorativo, sicché la valutazione del significato e della portata del complesso di tali elementi di fatto compete al giudice di merito, le cui conclusioni non sono censurabili in sede di legittimità se non sussistono vizi logici o errori di diritto

la norma, di cui all'art. 434 c.p.c., nel testo introdotto dall'art. 54 c. 1 lett. c) bis del D.L. 22 giugno 2012 n. 83, conv. nella L. 7 agosto 2012 n. 134, in coerenza con il paradigma generale contestualmente introdotto nell'art. 342 c.p.c. non richiede che le deduzioni della parte appellante assumano una determinata forma o ricalchino la decisione appellata con diverso contenuto, ma, in ossequio ad una logica di razionalizzazione delle ragioni dell'impugnazione, impone al ricorrente in appello di individuare in modo chiaro ed esauriente, sotto il profilo della latitudine devolutiva, il quantum appellatum e di circoscrivere l'ambito del giudizio di gravame, con riferimento non solo agli specifici capi della sentenza del Tribunale, ma anche ai passaggi argomentativi che li sorreggono".Ha aggiunto la Corte che "sotto il profilo qualitativo, le argomentazioni che vengono formulate devono proporre le ragioni di dissenso rispetto al percorso adottato dal primo Giudice ed esplicitare in che senso tali ragioni siano idonee a determinare le modifiche della statuizione censurata chieste dalla parte

INAIL – Circolare 26 febbraio 2019, n. 6 – Determinazione del Presidente dell’Inail 19 dicembre 2018, n. 527 – “Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro” in attuazione dell’art. 1, comma 166, legge 23 dicembre 2014, n. 190 – Modifiche agli articoli 5, 6 e 9

INAIL - Circolare 26 febbraio 2019, n. 6 Determinazione del Presidente dell’Inail 19 dicembre 2018, n. 527 - "Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro" in attuazione dell’art. 1, comma 166, legge 23 dicembre 2014, n. 190 - Modifiche agli articoli 5, 6 e 9 Quadro normativo - Legge [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 27 febbraio 2019, n. 5760 – Il licenziamento ingiurioso o vessatorio, lesivo della dignità e dell’onore del lavoratore, che dà luogo al risarcimento del danno, ricorre soltanto in presenza di particolari forme o modalità offensive o di eventuali forme ingiustificate e lesive di pubblicità date al provvedimento, le quali vanno rigorosamente provate da chi le adduce, unitamente al lamentato pregiudizio

qualora il lavoratore agisca in giudizio deducendo il motivo discriminatorio del licenziamento, "..l'eventuale carenza di giusta causa, pur ricavabile da circostanze di fatto allegate, integra un ulteriore e non già compreso motivo di illegittimità del recesso come tale non rilevabile d'ufficio dal giudice e neppure configurabile come mera diversa qualificazione giuridica della domanda"

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 27 febbraio 2019, n. 5759 – In caso di illegittimità del licenziamento, il diritto riconosciuto al lavoratore dall’art. 18, quinto comma, della legge n. 300 del 1970, di optare fra la reintegrazione nel posto di lavoro e l’indennità sostitutiva, in quanto atto negoziale autonomo nell’esercizio di un diritto potestativo derivante dalla declaratoria di illegittimità del licenziamento, non soggiace agli effetti espansivi della sentenza di riforma

l'errore non può riguardare la attività interpretativa e valutativa; deve avere i caratteri della assoluta evidenza e della semplice rilevabilità sulla base del solo raffronto tra la sentenza impugnata e gli atti di causa, senza necessità di argomentazioni induttive o di particolari indagini ermeneutiche; deve essere essenziale e decisivo nel senso che tra la percezione erronea e la decisione emessa deve esistere un nesso causale tale che senza l'errore la pronuncia sarebbe stata sicuramente diversa

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 febbraio 2019, n. 5756 – In tema di riscossione di contributi e premi, l’opposizione avverso la cartella esattoriale dà luogo ad un giudizio ordinario di cognizione sui diritti ed obblighi inerenti al rapporto previdenziale obbligatorio, con la conseguenza che la ritenuta illegittimità del procedimento d’iscrizione a ruolo non esime il giudice dall’accertamento, nel merito, della fondatezza dell’obbligo di pagamento dei premi e/o contributi

l'opposizione da luogo ad un ordinario, autonomo giudizio di cognizione, che, sovrapponendosi allo speciale e sommario procedimento monitorio (art. 633 c.p.c., art. 644 cod. proc. civ. e segg.), si svolge nel contraddittorio delle parti secondo le norme del procedimento ordinario (art. 645 cod. proc. civ.) sicché il giudice dell'opposizione è investito del potere-dovere di pronunciare sulla pretesa fatta valere con la domanda di ingiunzione e non può limitarsi ad accertare e dichiarare la nullità del decreto ingiuntivo emesso in assenza delle condizioni di legge.

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 febbraio 2019, n. 5755 – Omesso pagamento di contributi – Eredi di titolare di ditta individuale – Il chiamato all’eredità che, a qualsiasi titolo, è nel possesso dei beni ereditari deve fare l’inventario entro tre mesi dal giorno dell’apertura della successione o della notizia della devoluta eredità, in mancanza è considerato erede puro e semplice

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 27 febbraio 2019, n. 5755 Omesso pagamento di contributi - Eredi di titolare di ditta individuale - Verbale di accertamento ispettivo - Società di fatto - Accettazione esplicita dell'eredità - Non rileva - Erede puro e semplice colui che, in possesso dei beni ereditari, non abbia fatto dei beni ereditari [...]

ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO – Lettera circolare 25 febbraio 2019 n. 1881 – Indicazioni operative in ordine al rilascio di provvedimenti autorizzativi

ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO - Lettera circolare 25 febbraio 2019 n. 1881 Indicazioni operative in ordine al rilascio di provvedimenti autorizzativi Sono pervenute richieste di chiarimento circa la corretta applicazione dell’art. 4 della L. n. 300/1970 nelle ipotesi in cui, per intervenuti processi di modifica degli assetti proprietari (fusioni, cessioni, incorporazioni, affitto d’azienda o di [...]

TRIBUNALE DI PARMA – Sentenza 18 febbraio 2019, n. 383 – Licenziamento per giusta causa – Nullità della clausola appositiva del termine al contratto per non aver dimostrato di aver effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 4 d.lgs. n. 626/1994 e successive modificazioni

TRIBUNALE DI PARMA - Sentenza 18 febbraio 2019, n. 383 Licenziamento per giusta causa - Contratto a tempo determinato instaurato prima del 7 marzo 2015 - Conversione, in sede giudiziale, in rapporto a tempo indeterminato - Applicabilità della tutela ex art. 18, L. n. 300/1970 Con ricorso ex art. 1, comma 48, l. 92/2012 depositato [...]

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