lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 febbraio 2019, n. 5431 – Il danno professionale di natura patrimoniale consiste sia nel pregiudizio derivante dall’impoverimento della capacità professionale acquisita dal lavoratore e dalla mancata acquisizione di una maggiore capacità, ovvero nel pregiudizio subito per perdita di chance, ossia di ulteriori possibilità di guadagno

dall'inadempimento datoriale non derivi automaticamente l'esistenza del danno, non potendosi quest'ultimo ravvisare immancabilmente a causa della potenzialità lesiva dell'atto illegittimo. Deve quindi ribadirsi la distinzione tra "inadempimento" e "danno risarcibile" secondo gli ordinari principi civilistici di cui agli artt. 1218 e 1223 c.c.

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 febbraio 2019, n. 5425 – La fruizione del congedo, in altre parole, non rende insensibile il rapporto di lavoro ai fatti estintivi previsti dalla legge ma, al più, pone questione di sospensione degli effetti di detti fatti (id est: del recesso) fino al termine del congedo medesimo.

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 25 febbraio 2019, n. 5425 Licenziamento collettivo - Nullità - Fruizione del congedo straordinario per assistere il padre disabile - Diritto alla conservazione del posto di lavoro Fatti di causa 1. La Corte di appello di Roma, con sentenza del 2.3.2017 nr. 1167, rigettava il reclamo, proposto, ai sensi dell'art. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 gennaio 2019, n. 1634 – Licenziamento per giusta causa per appropriazione indebita – L’impugnazione deve contenere, a pena di inammissibilità, una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata e, con essi, delle relative doglianze, affiancando alla parte volitiva una parte argomentativa

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 22 gennaio 2019, n. 1634 Licenziamento per giusta causa - Appropriazione indebita - Intensità della violazione della buona fede contrattuale - Gravità della colpa Rilevato che 1. Il Tribunale di Nola aveva rigettato l'impugnativa di licenziamento proposta da F.A., dipendente della società S., al quale era stata contestata l'asportazione di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 febbraio 2019, n. 5372 – Il rapporto di lavoro dei dirigenti, anche dopo l’entrata in vigore della l. 108/90, non è assoggettato alle norme limitative dei licenziamenti individuali di cui agli artt. 1 e 3 I. 604/66, non avendo la suddetta legge n. 108 inciso sull’art. 10 della legge n. 604 del 1966 (…), tuttavia in caso di recesso – come nella specie – non affetto da nullità, ma soltanto ingiustificato, l’atto di recesso è inidoneo a realizzare la risoluzione del rapporto soltanto nell’ambito dell’area di operatività della stabilità reale

in tema di licenziamento ingiustificato (del dirigente) non sussiste un interesse all'affermazione dell'esistenza di una forma di illiceità piuttosto che di un'altra, sotto il profilo della non giustificatezza, ove la distinzione non produca effetti in ordine alle conseguenze dell'illegittimità del recesso" sicché, fermo che l'ingiustificatezza del licenziamento del dirigente - che, com'è noto, è licenziabile ad nutum - può non coincidere con l'assenza di giusta causa o di giustificato motivo, "al fine di accertare la configurabilità del diritto del dirigente all'indennità supplementare e di preavviso, l'ingiustificatezza del recesso datoriale può evincersi da una incompleta o inveritiera comunicazione dei motivi del licenziamento, ovvero da un'infondata contestazione degli addebiti, potendo tali condotte rendere quanto meno disagevole la verifica che il recesso sia eziologicamente riconducibile a condotte discriminatorie ovvero prive di adeguatezza sociale

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 febbraio 2019, n. 5437 – Quantificazione dei tempi di vestizione e svestizione

al fine di valutare se il tempo occorrente per le operazioni di vestizione o svestizione, debba essere retribuito o meno occorre far riferimento alla disciplina contrattuale specifica distinguendo l'ipotesi in cui tale operazione, con riguardo al tempo ed al luogo, sia soggetta al potere di conformazione del datore di lavoro dall'ipotesi in cui, per l'assenza di eterodirezione, le operazioni di vestizione e svestizione si configurino come atti di diligenza preparatoria all'esecuzione della prestazione e, come tali, non sono retribuiti; l’eterodirezione può, derivare dall'esplicita disciplina d'impresa o risultare implicitamente dalla natura degli indumenti, o dalla specifica funzione che devono assolvere, quando gli stessi siano diversi da quelli utilizzati o utilizzabili secondo un criterio di normalità sociale dell'abbigliamento

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 21 febbraio 2019, n. 5177 – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo per soppressione del posto di lavoro necessario la prova della crisi aziendale

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 21 febbraio 2019, n. 5177 Licenziamento per giustificato motivo oggettivo - Soppressione del posto di lavoro - Prova della crisi aziendale - Violazione della procedura ex lege n. 223/1991 Svolgimento del processo Con ricorso ex lege n. 92/12, M.C. conveniva in giudizio E. s.p.a. al fine ottenere: - in via [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 13 febbraio 2019, n. 4237 – In caso di appalto di opere o di servizi, la responsabilità del committente imprenditore o datore di lavoro con l’appaltatore, ai sensi dell’art. 29, secondo comma 276/2003, si applica, per la sua natura sostanziale, il regime di solidarietà vigente al momento di assunzione dell’obbligazione, e quindi di insorgenza del credito del lavoratore

Nella successione delle disposizioni diversamente regolanti, alla stregua di solidarietà in senso stretto ovvero sussidiaria (per la previsione di un beneficio di escussione), in caso di appalto di opere o di servizi, la responsabilità del committente imprenditore o datore di lavoro con l'appaltatore, ai sensi dell'art. 29, secondo comma 276/2003, si applica, per la sua natura sostanziale, il regime di solidarietà vigente al momento di assunzione dell'obbligazione, e quindi di insorgenza del credito del lavoratore

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