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Decadenza dalla NASPI: nel caso in cui il lavoratore beneficia dell’indennità di disoccupazione svolga contestualmente un attività economica senza comunicarlo all’INPS

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 11523 depositata il 30 aprile 2024, intervenendo in tema di decadenza della NASPI, ha statuito che "... l’art. 10, comma 1, d.lgs. n. 22/2015, stabilisce, per quanto qui rileva, che “il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce la NASpI intraprenda un'attività lavorativa autonoma o [...]

Il licenziamento per cosiddetto ‘scarso rendimento’ costituisce un’ipotesi di recesso del datore per notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore. Inoltre il contratto di lavoro subordinato non obbliga il lavoratore al raggiungimento di un risultato, ma alla sola messa a disposizione, in favore del datore

Il licenziamento per cosiddetto 'scarso rendimento' costituisce un'ipotesi di recesso del datore per notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore. Inoltre il contratto di lavoro subordinato non obbliga il lavoratore al raggiungimento di un risultato, ma alla sola messa a disposizione, in favore del datore

In tema di accertamento cd. sintetico, ove il contribuente deduca che la spesa effettuata deriva da risorse di natura non reddituale di cui ha goduto il proprio nucleo familiare, ai sensi dell’art. 38, comma 6, d.P.R. n. 600 del 1973 (applicabile “ratione temporis”), per consentire la riferibilità̀ della maggiore capacità contributiva a tali ulteriori redditi, è onerato della prova contraria in ordine alla loro disponibilità, alla loro entità̀ ed alla durata del relativo possesso è tenuto a produrre documenti da cui emergano elementi sintomatici del fatto che ciò sia accaduto o sia potuto accadere

In tema di accertamento cd. sintetico, ove il contribuente deduca che la spesa effettuata deriva da risorse di natura non reddituale di cui ha goduto il proprio nucleo familiare, ai sensi dell'art. 38, comma 6, d.P.R. n. 600 del 1973 (applicabile "ratione temporis"), per consentire la riferibilità̀ della maggiore capacità contributiva a tali ulteriori redditi, è onerato della prova contraria in ordine alla loro disponibilità, alla loro entità̀ ed alla durata del relativo possesso è tenuto a produrre documenti da cui emergano elementi sintomatici del fatto che ciò sia accaduto o sia potuto accadere

Autoriciclaggio: in tema di sequestro preventivo sussiste il fumus del delitto di autoriciclaggio nell’ipotesi di versamento di denaro per estinguere debiti ed ipoteche immobiliari ed è irrilevante che l’operazione sia tracciabile, ricorrendo comunque un ostacolo all’individuazione del compendio delittuoso

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 10663 depositata il 18 aprile 2024, intervenendo in tema di sequestro preventivo ed autoriciclaggio, ha ribadito il principio secondo cui "... in tema di sequestro preventivo, ricorre il "fumus" del delitto di autoriciclaggio nell'ipotesi di versamento di denaro, provento del delitto presupposto, presso un istituto [...]

La prova rigorosa del pagamento della retribuzione spetta al datore di lavoro, il quale se non può provare di aver corrisposto la retribuzione dovuta al dipendente mediante la normale documentazione liberatoria rappresentata dalle regolamentari buste paga recanti la firma dell’accipiente, deve fornire idonea documentazione dei relativi pagamenti; solo ove il lavoratore contesti la la corrispondenza tra la retribuzione effettivamente erogata e la busta paga , l’onere dimostrativo di tale non corrispondenza può incombere sul lavoratore

La prova rigorosa del pagamento della retribuzione spetta al datore di lavoro, il quale se non può provare di aver corrisposto la retribuzione dovuta al dipendente mediante la normale documentazione liberatoria rappresentata dalle regolamentari buste paga recanti la firma dell'accipiente, deve fornire idonea documentazione dei relativi pagamenti; solo ove il lavoratore contesti la la corrispondenza tra la retribuzione effettivamente erogata e la busta paga , l'onere dimostrativo di tale non corrispondenza può incombere sul lavoratore

Le perdite su crediti derivanti da accordi transattivi sono deducibili anche se derivando da operazioni astrattamente antieconomiche ma che, a ben vedere, si giustificano in base ad una strategia generale ed in ragione di ulteriori e diversi benefici, quale la prospettiva di sviluppo commerciale dei rapporti con la clientela

Le perdite su crediti derivanti da accordi transattivi sono deducibili anche se derivando da operazioni astrattamente antieconomiche ma che, a ben vedere, si giustificano in base ad una strategia generale ed in ragione di ulteriori e diversi benefici, quale la prospettiva di sviluppo commerciale dei rapporti con la clientela

L’art. 7 L. n. 604/1966 consente al datore di lavoro di comunicare il licenziamento, una volta appunto che sia fallito il tentativo di conciliazione che gli è ora imposto di chiedere di percorrere oppure dopo che sia decorso il termine entro il quale la direzione territoriale del lavoro deve trasmettere alle parti la convocazione per l’incontro a fini conciliativi su richiesta del datore di lavoro

L'art. 7 L. n. 604/1966 consente al datore di lavoro di comunicare il licenziamento, una volta appunto che sia fallito il tentativo di conciliazione che gli è ora imposto di chiedere di percorrere oppure dopo che sia decorso il termine entro il quale la direzione territoriale del lavoro deve trasmettere alle parti la convocazione per l’incontro a fini conciliativi su richiesta del datore di lavoro

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