LAVORO – GIURISPRUDENZA

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 31501 depositata il 3 dicembre 2025 – Il termine di prescrizione dell’azione di ripetizione del pagamento indebito – eseguito per il caso di mancanza originaria (e non sopravvenuta) della causa solvendi – decorre dal momento dell’erogazione e non da quello dell’accertamento dell’illegittimità del pagamento a seguito delle verifiche esperite

Il termine di prescrizione dell'azione di ripetizione del pagamento indebito - eseguito per il caso di mancanza originaria (e non sopravvenuta) della causa solvendi - decorre dal momento dell'erogazione e non da quello dell'accertamento dell'illegittimità del pagamento a seguito delle verifiche esperite

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 31854 depositata il 6 dicembre 2025 – La proposizione di censure prive di specifica attinenza al decisum della sentenza impugnata è assimilabile alla mancata enunciazione dei motivi, richiesta dall’art. 366 n.4 cod. proc. civ., e determina l’inammissibilità, in tutto o in parte del ricorso, rilevabile anche d’uffici

La proposizione di censure prive di specifica attinenza al decisum della sentenza impugnata è assimilabile alla mancata enunciazione dei motivi, richiesta dall'art. 366 n.4 cod. proc. civ., e determina l'inammissibilità, in tutto o in parte del ricorso, rilevabile anche d'uffici

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 31197 depositata il 30 novembre 2025 – La declaratoria di inammissibilità del ricorso esonera il Collegio dal disporre la rinnovazione della notificazione dello stesso, notificazione nulla poiché effettuata presso l’Avvocatura distrettuale anziché presso l’Avvocatura generale dello Stato, in applicazione del principio della ragionevole durata del processo

La declaratoria di inammissibilità del ricorso esonera il Collegio dal disporre la rinnovazione della notificazione dello stesso, notificazione nulla poiché effettuata presso l’Avvocatura distrettuale anziché presso l’Avvocatura generale dello Stato, in applicazione del principio della ragionevole durata del processo

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 32118 depositata il 10 dicembre 2025 – ll’ipotesi di rapporto di lavoro regolato dal contratto collettivo di diritto comune proprio di un settore non corrispondente a quello dell’attività svolta dell’imprenditore, il lavoratore non può aspirare all’applicazione di un contratto collettivo diverso, se il datore di lavoro non vi è obbligato per appartenenza sindacale, ma solo eventualmente richiamare tale disciplina come termine di riferimento per la determinazione della retribuzione ex art. 36 Cost., deducendo la non conformità al precetto costituzionale del trattamento economico previsto nel contratto applicato

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 32118 depositata il 10 dicembre 2025 Lavoro - Esecuzione appalto - Retribuzione al trattamento economico complessivo - Principio di proporzionalità - Decorrenza della prescrizione - Comparazione retributiva - Mansioni svolte - Accoglimento Fatti di causa 1. La Corte d’appello di Venezia ha accolto in parte l’appello principale della [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 32371 del’ 11 dicembre 2025 – Il compimento del periodo di assegnazione a mansioni superiori, cui consegue, ai sensi dell’art. 2103 c.c., il diritto del lavoratore alla cosiddetta promozione automatica, può risultare anche dal cumulo di vari periodi, quando le prestazioni di mansioni superiori abbiano assunto carattere di frequenza e di sistematicità, desumibile dal numero di assegnazioni e dal tempo intercorso fra un’assegnazione e l’altra; le norme contrattuali in materia vanno interpretate alla luce della suddetta disciplina legale, alla quale il contratto non può derogare se non in melius

Il compimento del periodo di assegnazione a mansioni superiori, cui consegue, ai sensi dell'art. 2103 c.c., il diritto del lavoratore alla cosiddetta promozione automatica, può risultare anche dal cumulo di vari periodi, quando le prestazioni di mansioni superiori abbiano assunto carattere di frequenza e di sistematicità, desumibile dal numero di assegnazioni e dal tempo intercorso fra un'assegnazione e l'altra; le norme contrattuali in materia vanno interpretate alla luce della suddetta disciplina legale, alla quale il contratto non può derogare se non in melius

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