GIURISPRUDENZA – MASSIME

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 19398 depositata il 12 giugno 2026 – Ai fini del godimento dello sgravio, è ininfluente che le cooperative e i consorzi non operino in zone agricole svantaggiate o di montagna e che i soci, riguardo al prodotto successivamente conferito, abbiano stipulato contratti agrari di natura associativa

Ai fini del godimento dello sgravio, è ininfluente che le cooperative e i consorzi non operino in zone agricole svantaggiate o di montagna e che i soci, riguardo al prodotto successivamente conferito, abbiano stipulato contratti agrari di natura associativa

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 19064 depositata l’ 11 giugno 2026 – A fronte di un giudicato penale di condanna che ha efficacia vincolante nel giudizio civile risarcitorio ai sensi dell’art. 651 c.p.p., in ordine all’accertamento del nucleo oggettivo del reato nella sua materialità fenomenica e delle circostanze di tempo, luogo e modo di svolgimento di esso, non è precluso al giudice civile un autonomo accertamento, con pienezza di cognizione, del concorrente apporto causale alla produzione del danno da parte di terzi rimasti estranei al processo penale

A fronte di un giudicato penale di condanna che ha efficacia vincolante nel giudizio civile risarcitorio ai sensi dell’art. 651 c.p.p., in ordine all'accertamento del nucleo oggettivo del reato nella sua materialità fenomenica e delle circostanze di tempo, luogo e modo di svolgimento di esso, non è precluso al giudice civile un autonomo accertamento, con pienezza di cognizione, del concorrente apporto causale alla produzione del danno da parte di terzi rimasti estranei al processo penale

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 19245 depositata l’ 11 giugno 2026 – Sul credito IVA maturato in capo alla società successivamente estinta per effetto della cancellazione dal registro delle imprese si crea in capo ai soci un regime di contitolarità o di comunione indivisa, che si ripercuote anche sul piano processuale, legittimando il singolo socio a impugnare il diniego del rimborso del credito IVA per intero, senza che possa essere eccepita dall’amministrazione finanziaria (o rilevata ex officio dal giudice) la sua (eventuale) partecipazione (solo) parziale al capitale sociale

Sul credito IVA maturato in capo alla società successivamente estinta per effetto della cancellazione dal registro delle imprese si crea in capo ai soci un regime di contitolarità o di comunione indivisa, che si ripercuote anche sul piano processuale, legittimando il singolo socio a impugnare il diniego del rimborso del credito IVA per intero, senza che possa essere eccepita dall'amministrazione finanziaria (o rilevata ex officio dal giudice) la sua (eventuale) partecipazione (solo) parziale al capitale sociale

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 19116 depositata l’ 11 giugno 2026 – Presupposto impositivo della tassa sui rifiuti è – oltre al possesso o detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani – l’istituzione del servizio di raccolta dei rifiuti, il cui onere probatorio grava sull’ente impositore

Presupposto impositivo della tassa sui rifiuti è – oltre al possesso o detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani - l'istituzione del servizio di raccolta dei rifiuti, il cui onere probatorio grava sull'ente impositore

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 19073 depositata l’ 11 giugno 2026 – Il principio di inerenza è espressione della necessità di riferire i costi sostenuti all’esercizio dell’impresa, anche in via indiretta, potenziale o in proiezione futura, escludendo i costi che si collocano in una sfera ad essa estranea

Il principio di inerenza è espressione della necessità di riferire i costi sostenuti all'esercizio dell'impresa, anche in via indiretta, potenziale o in proiezione futura, escludendo i costi che si collocano in una sfera ad essa estranea

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 11429 depositata il 28 aprile 2026 – In   tema   di   accertamento   induttivo   puro,  questa Corte  ha costantemente   ritenuto  che l’impossibilità di  una ricostruzione complessiva della   contabilità (o, comunque, la generalizzata inattendibilità della  stessa)  conduce a ritenere riconoscibile la deduzione dei costi di produzione anche con ricorso a determinazione percentuale forfetaria, con la precisazione che è lo stesso ufficio finanziario ad essere onerato di determinare induttivamente non solo i ricavi, ma anche i corrispondenti costi

In   tema   di   accertamento   induttivo   puro,  questa Corte  ha costantemente   ritenuto  che l’impossibilità di  una ricostruzione complessiva della   contabilità (o, comunque, la generalizzata inattendibilità della  stessa)  conduce a ritenere riconoscibile la deduzione dei costi di produzione anche con ricorso a determinazione percentuale forfetaria, con la precisazione che è lo stesso ufficio finanziario ad essere onerato di determinare induttivamente non solo i ricavi, ma anche i corrispondenti costi

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 11347 depositata il 27 aprile 2026 – In tema di accertamento dei redditi, in caso di accertamento analiticoinduttivo, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 10 del 2023, la deduzione forfetaria dei costi, presuntivamente sostenuti per produrre il reddito imputato al contribuente, opera laddove la determinazione del reddito derivi da indagini bancarie ex art. 32, primo comma, numero 2), del d.P.R. n. 600 del 1973

In tema di accertamento dei redditi, in caso di accertamento analiticoinduttivo, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 10 del 2023, la deduzione forfetaria dei costi, presuntivamente sostenuti per produrre il reddito imputato al contribuente, opera laddove la determinazione del reddito derivi da indagini bancarie ex art. 32, primo comma, numero 2), del d.P.R. n. 600 del 1973

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