PROCEDURE CONCORSUALI e SOCIETA’ – GIURISPRUDENZA

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 ottobre 2019, n. 25725 – Azione revocatoria fallimentare – Mezzo non normale di pagamento del credito

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 11 ottobre 2019, n. 25725 Fallimento - Azione revocatoria - Mezzo non normale di pagamento del credito - Modalità di pagamento diverse rispetto a quelle concordate contrattualmente - Cambiale tratta non accettata pagata un anno dopo la scadenza del debito Fatti di causa 1. - Nel novembre del 2012, il [...]

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 38884 depositata il 20 settembre 2019 – I fatti di distrazione, una volta intervenuta la dichiarazione di fallimento, assumono rilevanza penale in qualsiasi momento essi siano stati commessi e quindi anche se la condotta si è realizzata quando ancora l’impresa non versava in condizioni di insolvenza

I fatti di distrazione, una volta intervenuta la dichiarazione di fallimento, assumono rilevanza penale in qualsiasi momento essi siano stati commessi e quindi anche se la condotta si è realizzata quando ancora l'impresa non versava in condizioni di insolvenza

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 ottobre 2019, n. 25230 – La prova della sussistenza della consapevolezza circa lo stato d’insolvenza dell’imprenditore e.x. art. 67 L.f. è raggiunta ogni volta che, al momento in cui è stato posto in essere l’atto revocabile, si siano verificate circostanze tali da far presumere ad una persona di ordinaria prudenza e avvedutezza che l’imprenditore si trovasse in una situazione di non normale esercizio dell’impresa

la prova della sussistenza della consapevolezza circa lo stato d'insolvenza dell'imprenditore e.x. art. 67 L.f. è raggiunta ogni volta che, al momento in cui è stato posto in essere l'atto revocabile, si siano verificate circostanze tali da far presumere ad una persona di ordinaria prudenza e avvedutezza che l'imprenditore si trovasse in una situazione di non normale esercizio dell'impresa

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 07 ottobre 2019, n. 24943 – Fatti salvi i cd. vantaggi compensativi, l’art. 2497 cod. civ. prevede che le società o gli enti che, esercitando attività di direzione e coordinamento di società, agiscono nell’interesse imprenditoriale proprio o altrui in violazione dei principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale delle società medesime, siano responsabili per il pregiudizio arrecato alla redditività e al valore della partecipazione sociale, nonché nei confronti dei creditori sociali per la lesione cagionata all’integrità del patrimonio della società

Fatti salvi i cd. vantaggi compensativi, l’art. 2497 cod. civ. prevede che le società o gli enti che, esercitando attività di direzione e coordinamento di società, agiscono nell’interesse imprenditoriale proprio o altrui in violazione dei principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale delle società medesime, siano responsabili per il pregiudizio arrecato alla redditività e al valore della partecipazione sociale, nonché nei confronti dei creditori sociali per la lesione cagionata all'integrità del patrimonio della società

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 07 ottobre 2019, n. 24953 – Il credito del professionista che ha redatto l’attestazione in pendenza del concordato c.d. in bianco ex art. 161 comma 6 l.fall. è riconducibile, come già rilevato, alla previsione dell’art. 161, comma 7, rientra dunque nell’ipotesi di collocazione in prededuzione in forza di specifica disposizione di legge, sussistendo una pacifica relazione di consecutività con il successivo fallimento, che è stato dichiarato a seguito della declaratoria di inammissibilità della proposta di concordato e che trova dunque causa nella medesima situazione di insolvenza

Il credito del professionista che ha redatto l'attestazione in pendenza del concordato c.d. in bianco ex art. 161 comma 6 l.fall. è riconducibile, come già rilevato, alla previsione dell'art. 161, comma 7, rientra dunque nell'ipotesi di collocazione in prededuzione in forza di specifica disposizione di legge, sussistendo una pacifica relazione di consecutività con il successivo fallimento, che è stato dichiarato a seguito della declaratoria di inammissibilità della proposta di concordato e che trova dunque causa nella medesima situazione di insolvenza

ORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 settembre 2019, n. 22987 – La omessa convocazione (di tutti o di alcuni) dei soci, comportando la mancanza, in concreto, di un elemento essenziale dello schema legale della deliberazione assembleare, determina l’inesistenza giuridica di quest’ultima, laddove la irregolarità, o il vizio, che infici la convocazione, non determina la stessa conseguenza, ma la mera annullabilità della deliberazione

La omessa convocazione (di tutti o di alcuni) dei soci, comportando la mancanza, in concreto, di un elemento essenziale dello schema legale della deliberazione assembleare, determina l'inesistenza giuridica di quest'ultima, laddove la irregolarità, o il vizio, che infici la convocazione, non determina la stessa conseguenza, ma la mera annullabilità della deliberazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 05 settembre 2019, n. 22313 – Insinuazione al passivo del credito per aggio, spese e interessi relativamente alla notifica delle cartelle

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 05 settembre 2019, n. 22313 Fallimento - Insinuazione al passivo - Credito per aggio, spese e interessi relativamente alla notifica delle cartelle Rilevato che R.S. s.p.a. ricorre per cassazione, con cinque motivi, avverso il decreto del tribunale di Ragusa in data 12-10-2017, col quale è stata parzialmente accolta l'opposizione allo [...]

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