TRIBUTI – GIURISPRUDENZA

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 gennaio 2019, n. 2387 – La violazione dell’art. 12, comma 5, della L. 212/2000 non comporta la nullità dell’accertamento, né l’inutilizzabilità dei dati acquisiti – trattandosi di effetti non previsti dall’ordinamento

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 29 gennaio 2019, n. 2387 Tributi - Accertamento - Riscossione - Interessi su prestito - PVC - Contenzioso tributario Fatti di causa 1. All'esito di verifica presso la sede dell'odierna ricorrente, veniva notificato processo verbale di constatazione in data 31 luglio 2007, con vari rilievi in materia di imposte dirette [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 gennaio 2019, n. 2386 – In tema di accertamenti bancari è consentito -a precise condizioni- l’estensione dello scrutinio dell’Amministrazione anche per verificare le posizioni giuridiche di soggetti terzi legati da particolari rapporti con il contribuente

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 29 gennaio 2019, n. 2386 Tributi - Accertamento - Indagini bancarie - Processi verbali - Contenzioso tributario Fatti di causa 1. A conclusione di due distinte indagini, la Guardia di Finanza indirizzava alla Sig.a M.F.T. due processi verbali: l'uno in data 26 agosto 1999, relativo alle annualità 1997, 1998, 1999; [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 gennaio 2019, n. 2414 – L’esclusione dalla agevolazione “prima casa” non dipende più dalla concreta tipologia del bene e dalle sue intrinseche caratteristiche qualitative e di superficie (individuate sulla base del suddetto D.M.), bensì dalla circostanza che la casa di abitazione oggetto di trasferimento sia iscritta in categoria catastale A1, A8 ovvero A9

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 29 gennaio 2019, n. 2414 Agevolazioni fiscali - Prima casa - Tributi - Imposta ipotecaria e catastale - Vendita immobile di lusso Ritenuto in fatto G.C.G. propone ricorso, affidato a due motivi, illustrati con memoria per la cassazione della sentenza n. 1417/20/2014 depositata il 10.3.2014 della CTR del Lazio la [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 gennaio 2019, n. 2199 – Il vizio di omessa pronuncia può darsi solo quando il giudice abbia completamente omesso il provvedimento che si palesa indispensabile alla soluzione del caso concreto

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 25 gennaio 2019, n. 2199 Imposte dirette - IRPEF - Accertamento - Riscossione - Fatture oggettivamente inesistenti - Dichiarazioni fiscali - PVC - Contenzioso tributario Rilevato e considerato 1. che con l'impugnata sentenza, in riforma della prima decisione, la CTR respingeva il ricorso promosso da C.G. avverso un avviso con [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 gennaio 2019, n. 2321 – In tema di ricorso per cassazione, il vizio di violazione di legge consiste in un’erronea ricognizione da parte del provvedimento impugnato della fattispecie astratta recata da una norma di legge implicando necessariamente un problema interpretativo della stessa – Motivazione apparente

Con la proposizione del ricorso per cassazione, il ricorrente non può rimettere in discussione, contrapponendone uno difforme, l'apprezzamento in fatto dei giudici del merito, tratto dall'analisi degli elementi di valutazione disponibili ed in sé coerente, atteso che l'apprezzamento dei fatti e delle prove è sottratto al sindacato di legittimità, dal momento che, nell'ambito di quest'ultimo, non è conferito il potere di riesaminare e valutare il merito della causa, ma solo quello di controllare, sotto il profilo logico formale e della correttezza giuridica, l'esame e la valutazione fatta dal giudice di merito, cui resta riservato di individuare le fonti del proprio convincimento e, all'uopo, di valutare le prove, controllarne attendibilità e concludenza e scegliere, tra le risultanze probatorie, quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 gennaio 2019, n. 2252 – Ai fini fiscali, pertanto, la rinuncia ai diritti reali si considera alla stregua di un trasferimento, in quanto generativa di un arricchimento nella sfera giuridica altrui

"la rinuncia all'usufrutto rientra a pieno titolo tra questi ultimi atti, essendo l'usufrutto un tipico diritto reale di godimento", per cui "il venir meno della cosiddetta imposta di consolidazione, alla luce delle comuni regole deducibili dall'ordinamento tributario, ha comportato l'assenza di imposizione ove il consolidamento derivi da un fatto (morte dell'usufruttuario, scadenza del termine), ma non ove il trasferimento derivi da un atto negoziale, cioè da uno specifico atto ben distinto dall'atto di separazione della proprietà dall'usufrutto".

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 gennaio 2019, n. 2216 – Diritti doganali – Il valore di transazione deve comunque riflettere il valore economico reale della merce importata e tener conto di tutti gli elementi di rilievo economico di essa

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 25 gennaio 2019, n. 2216 Accertamento - Avviso di rettifica - Importazioni merci - Dogana - Rideterminazione del valore Rilevato che - con sentenza n. 470/45/2011, depositata il 15 dicembre 2011, la Commissione tributaria regionale della Campania rigettava l'appello proposto dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli, in persona del Direttore [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 gennaio 2019, n. 2214 – L’unico valore rilevante ai fini dell’obbligazione doganale è il valore in dogana; e il valore in dogana di norma coincide col valore di transazione, ossia col prezzo effettivamente pagato o da pagare

il rispetto del contraddittorio anche nella fase amministrativa, pur non essendo esplicitamente richiamato dal Reg. (CEE) 12 ottobre 1992, n. 2913 (codice doganale comunitario), si evince dalle previsioni espresse dell'art. 11 del d.lgs. 8 novembre 1990, n. 374 e costituisce un principio generale del diritto comunitario che trova applicazione ogni qualvolta l'Amministrazione si proponga di adottare nei confronti di un soggetto un atto ad esso lesivo

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