
Processo Tributario: ripartizione dell’onere della prova e principio di vicinanza della prova
Con la legge n. 130 del 2022 è stato inserito il comma 5-bis all'articolo 7 del d. lgs. n. 546 del 1922 con il quale si è andato a regolare il principio dell'onere della prova, che fino a tale innovazione era disciplinato, esclusivamente, dall'art. 2697 del c.c. Sulla base dei principi contenuti nelle norme indicate cui colui che vuol far valere un diritto è obbligato a fornirne la prova, salvo i casi di inversione dell'onere della prova previsti dalla legge o da principi giurisdizionali. Il rapporto tra principio di vicinanza della prova ed onere della prova (riconducibile all’art. 24 Cost. e al divieto di interpretare la legge in modo da rendere impossibile o troppo difficile l’esercizio dell’azione in giudizio) di cui al comma 5-bis dell'articolo 7 del d.lgs. n. 546 del 1992 e/o art. 2697 [...]
Legittimo il licenziamento del dipendente per condanne prima dell’instaurazione del rapporto di lavoro se incidono sul rapporto fiduciario
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 4458 depositata il 20 febbraio 2024, intervenendo in tema di licenziamento per giusta causa, ha statuito "... riguardo all’ipotesi che la condotta criminosa sia stata realizzata prima dell’instaurazione del rapporto di lavoro, secondo Cass. n. 24259/2016 cit., il giudice dovrà direttamente valutare se la condotta extralavorativa sia di per sé incompatibile con l'essenziale elemento fiduciario proprio del rapporto di lavoro, osservando il seguente principio di diritto: "Condotte costituenti reato possono - anche a prescindere da apposita previsione contrattuale in tal senso - integrare giusta causa di licenziamento sebbene realizzate prima dell'instaurarsi del rapporto di lavoro, purché siano state giudicate con sentenza di condanna irrevocabile intervenuta a rapporto ormai in atto e si rivelino - attraverso una verifica giurisdizionale da effettuarsi sia in astratto sia in concreto [...]
Fatture inattendibili e diritto alla detrazione IVA – onere della prova specifica e non generica
La Corte di Giustizia UE con la sentenza del 11 gennaio 2024, causa C-537/2022, Global Ink Trade Kft,oltre a ribadire il principio della neutralità IVA, ha affermato anche che il mero coinvolgimento in una frode carosello non basta per negare la detrazione Iva. In particolare i giudici unionali hanno statuito che "... La direttiva 2006/112 deve essere interpretata nel senso che: – essa osta, qualora l’amministrazione tributaria intenda negare a un soggetto passivo il beneficio del diritto alla detrazione dell’IVA assolta a monte per il motivo che tale soggetto passivo ha partecipato a una frode dell’IVA di tipo «carosello», a che tale amministrazione tributaria si limiti a dimostrare che detta operazione fa parte di una catena di fatturazione circolare; – spetta a detta amministrazione tributaria, da un lato, individuare con precisione gli elementi costitutivi della frode e provare [...]
Processo Tributario: il difetto di legittimazione dell’Agenzia di riscossione è sempre rilevabile e comporta l’inammissibilità degli atti processuali
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 33413 depositata il 30 novembre 2023, intervenuta in tema di difetto di legittimità, ha ribadito "... l’inammissibilità del ricorso proposto da Agenzia delle Entrate Riscossione, in conseguenza del difetto di legittimazione processuale del difensore, Avvocato del libero foro, per invalidità della procura speciale ad litem; (...) alla stregua del principio di diritto enunciato dalle Sezioni Unite di questa Corte (sentenza n. 30008 del 19/11/2019) secondo cui «ai fini della rappresentanza e difesa in giudizio, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, impregiudicata la generale facoltà di avvalersi anche di propri dipendenti delegati davanti al tribunale ed al giudice di pace, si avvale: a) dell'Avvocatura dello Stato nei casi previsti come riservati ad essa dalla Convenzione intervenuta (fatte salve le ipotesi di conflitto e, ai sensi dell'art. 43, comma 4, r.d. [...]
Superbonus edilizio: Comunicazione preventiva obbligatoria
Il c.d. decreto Superbonus ( decreto legge n. 39 del 2024) ha previsto per i contribuente che intendono usufruire dei bonus edilizi la preventiva comunicazione. Infatti l'articolo 3 statuisce che "1. Al fine di acquisire le informazioni necessarie per il monitoraggio della spesa relativa alla realizzazione degli interventi agevolabili, a integrazione dei dati da fornire all'ENEA alla conclusione dei lavori ai sensi dell'articolo 16, comma 2-bis, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, i soggetti di cui al comma 3 che sostengono spese per gli interventi di efficientamento energetico agevolabili ai sensi dell'articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, trasmettono all'ENEA le informazioni inerenti agli interventi agevolati, quali: a) i dati catastali relativi [...]
Processo Tributario: rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia dell’Unione europea
Il rinvio pregiudiziale, previsto e regolamentato dal Regolamento di Procedura della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, è una procedura attraverso la quale una giurisdizione nazionale può sottoporre alla Corte Europea sulla interpretazione o sulla validità del diritto europeo nell’ambito di una causa pendente. Con il rinvio pregiudiziale, si intende favorire, oltre alla cooperazione attiva tra le giurisdizioni nazionali e la Corte di giustizia, soprattutto l'applicazione uniforme del diritto europeo in tutta l'Unione Europea. Risulta chiaro che tale istituto non è un ricorso contro un atto europeo o nazionale, bensì un quesito sull’applicazione del diritto europeo. Tra i principali presupposti per il rinvio pregiudiziale alla Corte Europea si rinvengono: la sua rilevanza, ossia indispensabilità alla soluzione della controversia: la controversia sia pendente. Inoltre l'articolo 267 del TFUE, ai comma secondo e terzo, prevede il ricorso al rinvio [...]
Finanziamenti intercompany ed applicazione della disciplina del transfer pricing internazionale
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 7361 depositata il 19 marzo 2024, intervenendo in tema di tassazione degli interessi sui finanziamenti intercompay (società delle stesso gruppo), ha ribadito, anche in tema di mutui e finanziamenti, che "... la disciplina in materia del transfer pricing internazionale deve trovare applicazione sia quando il prezzo pattuito sia inferiore a quello mediamente praticato nel comparto economico di riferimento, sia quando sia nullo (Cass. 30/06/2016, n. 13387); che sono soggetti alla medesima disciplina i finanziamenti infruttiferi internazionali tra imprese controllate e controllanti, attesa l'esigenza, in funzione dell'unitaria ratio dell'istituto, di oggettivare il valore delle operazioni ai soli fini fiscali, senza che ne siano alterati gli equilibri civilistici tra i contraenti (Cass. 15/11/2017, n. 27018); che detta disciplina opera anche nell'ipotesi di prestito ad una società del gruppo, [...]
Le risultanze delle indagini bancarie sono, di per sé, sufficienti a sorreggere un avviso di accertamento; tuttavia le operazioni bancarie di prelevamento hanno valore presuntivo nei confronti dei soli titolari di reddito di impresa, mentre quelle di versamento nei confronti di tutti i contribuenti
Le risultanze delle indagini bancarie sono, di per sé, sufficienti a sorreggere un avviso di accertamento; tuttavia le operazioni bancarie di prelevamento hanno valore presuntivo nei confronti dei soli titolari di reddito di impresa, mentre quelle di versamento nei confronti di tutti i contribuenti