
IMU: no all’esenzione di abitazione principale di un immobile classificato A/10 anche se utilizzato come abitazione
La Corte di Cassazione. sezione tributaria, con l'ordinanza n. 9496 depositata il 9 aprile 2024, intervenendo in tema di esenzione IMU, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... ai fini del trattamento esonerativo, rileva l'oggettiva classificazione catastale dell'immobile, per cui l'immobile iscritto come «ufficio-studio», con attribuzione della relativa categoria (A/10), è soggetto all'imposta, non ricorrendo l'ipotesi dell'art. 1, comma 1, del d.l. n. 93 del 2008 (Cass. n. 4467 del 2017, n. 8017 del 2017). Qualora l'immobile sia iscritto in una diversa categoria catastale, è onere del contribuente, che pretenda l'esenzione, impugnare l'atto di classamento (Cass., Sez. 5, n. 7930 del 20/04/2016; Sez. 5, n. 1704 del 29/01/2016). ..." La vicenda ha riguardato un contribuente, a cui il Comune notificava un avviso di accertamento relativo al versamento dell’IMU di un immobile accatastato in A/10 [...]
Il consulente tecnico d’ufficio non commette reato se consegna la relazione al giudice in ritardo
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 15642 depositata il 16 aprile 2024, intervenendo in tema di reato di cui all'art. 328, comma 1, cod. pen. inerente l'indebito rifiuto di atti qualificati, ha affermato che "... Ai fini dell'integrazione dell'ipotesi del rifiuto non è sufficiente che questo abbia per oggetto un qualsiasi atto d'ufficio, ma è necessario che ricorrano anche due imprescindibili condizioni: a) che l'atto sia da compiersi per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica o di ordine pubblico o di igiene e sanità; b) che l'atto debba essere compiuto senza ritardo, cioè che si tratti di atto "qualificato" e "indifferibile". Un profilo imprescindibile per la configurabilità del reato in esame è, pertanto, quello della indifferibilità dell'atto qualificato. ..." La vicenda ha visto protagonista un architetto iscritto all'Albo e nominato consulente tecnico [...]
ISA 2024 le cause di esclusione per l’anno 2024
La legge istitutiva degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) ha una serie di situazioni in cui non trovano applicazione gli ISA. Infatti il comma 6 dell'articolo 9 bis del decreto legge n. 50 del 2017, convertito dalla Legge numero 96 del 21 giugno 2017, stabilisce che gli indici non si applicano ai periodi d'imposta nei quali il contribuente: l’inizio dell’attività; la cessazione dell’attività; il non normale svolgimento dell’attività; il superamento del limite dei ricavi previsto per l’applicazione dei modelli statistici. Il successivo comma 7 prevede che con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze possono essere previste ulteriori ipotesi di esclusione dell'applicabilità degli indici per determinate tipologie di contribuenti. Anche per il periodo di imposta 2023 sono state, con la pubblicazione dei modelli ISA 2024 e dei modelli Redditi 2024, identificate le cause di esclusione ISA. Le istruzioni di compilazione dei [...]
Il diritto riconosciuto dall’uso aziendale non sopravvive al mutamento della contrattazione collettiva conseguente al trasferimento di azienda, salvo ove la cessionaria non sia dotata di una propria contrattazione integrativa aziendale
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 10120 depositata il 15 aprile 2024, intervenendo in tema di usi aziendali nelle ipotesi di cessione aziendali, ha statuito che con "... riferimento all’uso aziendale, “fonte di un obbligo unilaterale di carattere collettivo del datore di lavoro (che) agisce sul piano dei rapporti individuali con la stessa efficacia di un contratto collettivo aziendale, sostituendo alle clausole contrattuali e a quelle collettive in vigore quelle più favorevoli dell'uso aziendale, a norma dell'art. 2077, secondo comma, cod. civ.”, questa Corte ha sottolineato che “il diritto riconosciuto dall'uso aziendale non sopravvive al mutamento della contrattazione collettiva conseguente al trasferimento di azienda, posto che operando come una contrattazione integrativa aziendale subisce la stessa sorte dei contratti collettivi applicati dal precedente datore di lavoro e non è più applicabile presso la [...]
L’indennità sostitutiva di ferie non godute ha natura retributiva ed è assoggettabile a contribuzione previdenziale a norma dell’art. 12 della legge n. 153 del 1969
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 9009 depositata il 4 aprile 2024, intervenendo in tema di indennità di buonuscita e indennità sostitutiva di ferie non godute, ha affermato che "... l’indennità sostitutiva di ferie non godute è assoggettabile a contribuzione previdenziale a norma dell’art. 12 della legge n. 153 del 1969, sia perché, essendo in rapporto di corrispettività con le prestazioni lavorative effettuate nel periodo di tempo che avrebbe dovuto essere dedicato al riposo, ha carattere retributivo e gode della garanzia prestata dall’art. 2126 c.c. a favore delle prestazioni effettuate con violazione di norme poste a tutela del lavoratore sia perché un eventuale suo concorrente profilo risarcitorio - non ne impedisce la riconducibilità all’ampia nozione di retribuzione imponibile delineata dal citato art. 12, costituendo essa, comunque, un’attribuzione patrimoniale riconosciuta a favore del lavoratore [...]
Il giudice tributario è tenuto a valutare la corretta applicazione delle sanzioni se queste sono contestate dal contribuente
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 5894 depositata il 5 marzo 2024, intervenendo in tema di IMU e sanzioni tributarie, ha statuito che il giudice tributario, incorre nell'omessa pronuncia quando non effettua la valutazione sulla corretta applicazione delle sanzioni (metodo e quantum) a fronte di una contestazione del contribuente di "... illegittima applicazione delle sanzioni ai sensi dell’art. 14, comma 1, d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, ricorrendo, secondo la ricorrente, nel caso in esame l’ipotesi dell’infedele dichiarazione, in luogo dell’omessa dichiarazione, e circa la «violazione dell'art. 12 del D.lgvo n. 472/1997 e dell'art. 14 del D.lgvo n. 504/1992 e conseguente irrogazione di una somma maggiore di quella asseritamente dovuta ...(ed alla)... violazione dell'art. 12 del D.lgvo n. 472/1997 sul cumulo di della stessa indole»; (...) la mancanza in sentenza di uno [...]
Il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno alla professionalità se posto illegittimamente in cassa integrazione
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 10267 depositata il 16 aprile 2024, intervenendo in tema di danno alla professionalità del lavoratore, ha ribadito che "... in presenza di adeguate allegazioni, l'esistenza del danno alla professionalità da inattività forzata, poiché il fatto di non aver potuto esercitare la propria prestazione professionale, oltre alle l'immagine professionale, può ledere professionalmente il lavoratore dal momento che una inattività a lungo protratta nel tempo cagiona il depauperamento del patrimonio professionale e conseguentemente la sua ricollocabilità sul mercato del lavoro. ..." La vicenda ha riguardato una dipendente di una società, operante nell'abbigliamento intimo femminile, che era stata posta in cassa integrazione per oltre dieci anni. La lavoratrice citava la società datrice di lavoro in giudizio, affinché il giudice adito accertasse e condannasse la datrice di lavoro al pagamento del [...]
L’Iva detratta e stornata non costituisce elusione, infatti il risparmio fiscale è sempre “illecito” quando rappresenti l’essenza (la parte preponderante, se non essenziale comunque prevalente) dell’oggetto del contratto o degli accordi nel loro complesso
L’Iva detratta e stornata non costituisce elusione, infatti il risparmio fiscale è sempre "illecito" quando rappresenti l'essenza (la parte preponderante, se non essenziale comunque prevalente) dell'oggetto del contratto o degli accordi nel loro complesso