
Reati fiscali: la confisca, anche nella forma per equivalente, ben può essere disposta in fase esecutiva
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 9478 depositata il 6 marzo 2024, intervenendo in tema di confisca per equivalente a seguito di reati tributari, ha statuito che "... la confisca, anche nella forma per equivalente, ben può essere disposta in fase esecutiva. Non è in discussione la sua natura sanzionatoria: proprio le Sezioni unite della Corte di cassazione ne hanno messo in evidenza la struttura sanzionatoria, rilevando che l'imputato "viene ad essere direttamente colpito nelle sue disponibilità economiche (e non nella cosa in quanto derivante dal reato), e ciò proprio perché autore dell'illecito, restando il collegamento tra la confisca, da un lato, ed il prezzo o profitto del reato, dall'altro, misurato solo da un meccanismo di equivalenza economica". Da qui la logica conclusione che l'oggetto della confisca di valore, in assenza del [...]
Illegittimo il licenziamento per giusta causa senza il regolamento whisteblowing o segnalazione di un presunto illecito
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 6574 depositata il 12 marzo 2024, intervenuta in tema di licenziamento individuale, ha statuito che è illegittimo il licenziamento per giusta causa intimato al dipendente qualora la società, datrice di lavoro, non prova di avere adottato e attuato correttamente all’interno della propria organizzazione aziendale le politiche riguardanti la procedura sul “whisteblowing” (segnalazione di un presunto illecito). In particolare per i giudici di legittimità qualora il licenziamento per giusta causa si basi su informazioni apprese dalla società in occasione delle segnalazioni e testimonianze più volte rese dai colleghi del lavoratore, che per essere valide devono essere state raccolte a fronte di un regolamento scritto è redatto anteriormente al licenziamento. La vicenda ha riguardato un dipendente a cui veniva notificato il licenziamento disciplinare. Al lavoratore era stata contestata, [...]
Casistiche di riciclaggio illustrate nel nuovo quaderno UIF
E' stato pubblicato dall’Ufficio di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF) il sesto numero del Quaderno delle Casistiche di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (AML). L'UIF con la pubblicazione dei Quaderni mira a fornire: strumenti utili a supporto dei soggetti obbligati agli adempimenti previsti dalla normativa sull'antiriciclaggio; esempi di "buona pratica"; un’occasione di condivisione della conoscenza dei più aggiornati meccanismi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo; schemi comportamentali e comunicazioni della UIF. Nel sesto numero del Quaderno sono illustrate alcune delle casistiche di riciclaggio più significative riscontrate nell'attività di analisi finanziaria del UIF ed i nuovi indicatori di anomalia previsti dal Provvedimento UIF del 12 maggio 2023, quali: i rischi connessi all’attuazione del PNRR (come fenomeni di indebita percezione o impiego distorto di fondi pubblici, con possibile infiltrazione della criminalità organizzata); Truffa perpetrata da una rete di imprese ai danni di un ente pubblico ai fini dell’indebita percezione di risorse [...]
Nel reato di omessa dichiarazione il dolo specifico va provata con elementi fattuali dimostrativi che il soggetto obbligato ha consapevolmente preordinato l’omessa dichiarazione all’evasione e non con la semplice omissione
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 6820 depositata il 15 febbraio 2024, intervenendo in tema di reato di omessa dichiarazione, ha riaffermato il principio di diritto secondo cui "... in tema di reati tributari, l'affidamento ad un professionista dell'incarico di predisporre e presentare la dichiarazione annuale dei redditi non esonera il soggetto obbligato dalla responsabilità penale per il delitto di omessa dichiarazione (art. 5, D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74), in quanto, trattandosi di reato omissivo proprio, la norma tributaria considera come personale ed indelegabile il relativo dovere; tuttavia, la prova del dolo specifico di evasione non deriva dalla semplice violazione dell'obbligo dichiarativo né da una culpa in vigilando sull'operato del professionista che trasformerebbe il rimprovero per l'atteggiamento antidoveroso da doloso in colposo, ma dalla ricorrenza di elementi fattuali dimostrativi che il [...]
Sanzioni amministrative tributarie in materia di IVA sono ineseguibili, qualora per il medesimo fatto, sia intervenuta una sentenza penale definitiva di assoluzione o di condanna
La sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado delle Marche, sezione 2, n. 223 depositata il 6 marzo 2024, intervenuta sull'applicazione del principio ne bis in idem, ha riaffermato il principio di diritto statuito dalla Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 21694 depositata l' 8 ottobre 2020 secondo cui "... In materia di IVA e in relazione a fatti oggetto delle disposizioni di cui al Titolo II, d.lgs. n. 74 del 2000: a) va escluso che il procedimento amministrativo sanzionatorio debba essere dichiarato improcedibile in ragione dell’intervenuta sentenza penale irrevocabile di assoluzione ancorchè pronunciata con la formula ‘perché il fatto non sussiste’; b) la sentenza irrevocabile di assoluzione con la formula ‘perché il fatto non sussiste’ determina l’ineseguibilità definitiva della sanzione, ferma la necessità di valutare l’identità del ‘fatto’ in relazione [...]
Ricade sul correntista l’onere della prova della esistenza di una clausola invalida sugli interessi anatocistici, potendo essere provata non soltanto con la produzione del contratto bancario ma anche con altri mezzi di prova
La Corte di Cassazione, sezione I, con l'ordinanza n. 5369 depositata il 29 febbraio 2024, intervenendo in tema onere della prova nei casi di anatocismo, ha statuito il seguente principio di diritto "... L’onere di provare, ai sensi dell’art. 2697 c.c., l’esistenza di una clausola invalida sugli interessi ultralegali, dedotti dall’attore in ripetizione d’indebito contro la banca come previsti in modo indeterminato secondo gli “usi di piazza”, non grava sulla banca, cui non può essere imputato il mancato deposito del contratto scritto contenente la predetta clausola, ma sull’attore, quale fatto costitutivo della sua pretesa integrato dalla mancanza della causa debendi, che può essere assolto non soltanto con la produzione del contratto bancario, ma anche dimostrando l’esistenza e il contenuto della clausola mediante altri mezzi di prova ..." La vicenda ha riguardato una Spa operante nel settore [...]
Riduzione dei termini di accertamento per le imprese che dichiarano, nella dichiarazione fiscale, garantiscono la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati di importo superiori a 500 euro
La risposta n. 69 del 12 marzo 2024 dell'Agenzia delle Entrate sulla riduzione dei termini di accertamento previsto dall'articolo 3 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 consente di analizzare tale istituto. La suddetta norma recita testualmente che " Il termine di decadenza di cui all'articolo 57, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e il termine di decadenza di cui all'articolo 43, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sono ridotti di due anni. La riduzione si applica solo per i soggetti passivi di cui all'articolo 1 che garantiscono, nei modi stabiliti con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati relativi ad operazioni di ammontare superiore a euro 500. La riduzione non si applica, [...]
Il reddito di locazione va dichiarato dal proprietario del bene o da altro titolare di diritto reale e non il comodatario, mero detentore della cosa comodata
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 5000 depositata il 26 febbraio 2024, intervenendo in tema del soggetto tenuto al versamento delle imposte sul reddito tra proprietario e comodatario, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... In tema di redditi fondiari, la concessione a terzi di un immobile a titolo di comodato non incide sulla titolarità del reddito derivante dalla locazione dello stesso da parte del comodatario, ancorché il relativo canone sia percepito da quest'ultimo, atteso che l'imputazione soggettiva dei redditi fondiari è in funzione del possesso qualificato, sia pure mediato, di un diritto reale e non anche della titolarità di un diritto personale di godimento, quale quello del comodatario, mero detentore del bene (Cass. n. 5588 del 02/03/2021) ..." La vicenda ha riguardato una contribuente, che comproprietaria di [...]