
Spese di sponsorizzazione sono deducibili per presunzione legale e quindi il fisco non può sindacare l’inerenza e la congruità in presenza dei requisiti dall’art. 12 del d.lgs. n. 36/2021
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 6079 depositata il 6 marzo 2024, intervenendo in tema di deducibilità delle spese di sponsorizzazioni alla società o associazioni sportive dilettantistiche di cui al comma 8 dell'art. 90 della legge 289/2002 (attualmente sostituito dall'art. 12 del D.Lgs. n. 36/2021 il cui contenuto è identico al comma 8 dell'art. 90), ha ribadito il principio di diritto che "... il regime di cui all'art. 90, comma 8, della l. n. 289 del 2002, nel testo vigente ratione temporis, fissa una presunzione assoluta di inerenza e congruità delle sponsorizzazioni rese a favore di imprese sportive dilettantistiche laddove i corrispettivi erogati siano destinati alla promozione dell'immagine o dei prodotti del soggetto erogante e sia riscontrata, a fronte dell'erogazione, una specifica attività del beneficiario della medesima, consentendo, di conseguenza, di ritenere [...]
E illegittimo il licenziamento del dipendente in malattia che comunica solo all’INPS l’indirizzo di reperibilità
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 8381 depositata il 28 marzo 2024, intervenendo in tema di licenziamento disciplinare, ha statuito che "... In tema di licenziamento disciplinare, nella nuova disciplina prevista dall'art. 18 st.lav. riformulato, infatti, il giudice deve preliminarmente accertare se ricorrano gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, quali presupposti condizionanti la legittimità del recesso secondo previsioni legali non modificate dalla riforma e, solo ove ravvisi la mancanza della causa giustificativa, deve provvedere a selezionare la tutela applicabile ed in particolare se si tratti di quella generale ex comma 5 ovvero quella ex comma 4, operante nei soli casi ivi previsti ..." La vicenda ha riguardato un dipendente a cui, in seguito alla contestazione dell'INPS che non aveva rinvenuto il dipendente al [...]
Illegittimo il licenziamento per inidoneità fisica o psichica per violazione dell’obbligo di adibire il dipendete ad alternative mansioni compatibili con il suo stato di salute
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 9937 depositata il 12 aprile 2024, intervenendo in tema di licenziamento per inidoneità fisica sopravvenuta, ha riaffermato il principio secondo cui "... in caso di licenziamento intimato per inidoneità fisica o psichica, la violazione dell'obbligo datoriale di adibire il lavoratore ad alternative possibili mansioni, cui lo stesso sia idoneo e compatibili con il suo stato di salute, integra l'ipotesi di difetto di giustificazione, suscettibile di reintegrazione (Cass. n. 26675 del 2018); più in generale vale comunque che, con la sentenza n. 125 del 2022, il Giudice delle leggi ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 18, settimo comma, secondo periodo, della l. n. 300 del 1970, come modificato dall'art. 1, comma 42, lettera b), della l. n. 92 del 2012, limitatamente alla parola «manifesta», con la conseguenza che, in [...]
Nel giudizio civile con il gratuito patrocinio la quantificazione delle spese di lite, per i giudici delle leggi, non subisce deroghe (anche se non sembra corretto)
La Corte costituzionale con la sentenza n. 64 depositata il 19 aprile 2024, intervenendo in tema di legittimità costituzionale dell'art. 133 del d.lgs. n. 113 del 2022 trasfuso anche nell'art. 133 del d.lgs. n. 115 del 2002, ha statuito che "... 1) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 133, comma 1, del decreto legislativo 30 maggio 2002, n. 113, recante «Testo unico delle disposizioni legislative in materia di spese di giustizia. (Testo B)», trasfuso nell’art. 133, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, recante «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia. (Testo A)», sollevata, in riferimento all’art. 23 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Cagliari, in funzione di giudice del lavoro, con l’ordinanza indicata in epigrafe; 2) dichiara non fondate le questioni di legittimità [...]
Il titolare del trattamento dei dati personali é responsabile patrimonialmente delle violazioni di dati personali commesse da una persona che agisce sotto la sua autorità
La Corte di Giustizia dell'Unione Europea nella causa C-741/2021 depositata l' 11 aprile 2024 GP contro juris GmbH, intervenuta per l'interpretazione dell'art. 82 del RGPD (regolamento generale sulla protezione dei dati) ai fini del risarcimento del danno, ha statuito che "... 1) L’articolo 82, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati), deve essere interpretato nel senso che: una violazione di disposizioni di tale regolamento che conferiscono diritti alla persona interessata non è di per sé sufficiente a costituire un «danno immateriale», ai sensi di tale disposizione, indipendentemente dal grado di gravità del danno subito da tale persona. [...]
Bancarotta fraudolente distrattiva è esclusa se viene dimostrata l’assenza del pregiudizio per gli interessi del ceto creditorio o del pregiudizio più ampio all’interesse generale alla corretta gestione dell’iniziativa commerciale
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 14421 depositata il 9 aprile 2024, intervenendo in tema di bancarotta fraudolente distrattiva, ha affermato che la giurisprudenza di legittimità associa "... la nozione di distrazione al distacco del bene dal patrimonio dell'imprenditore poi fallito (con conseguente depauperamento in danno dei creditori), in cui si concreta l'elemento oggettivo del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale, che può realizzarsi in qualsiasi forma e con qualsiasi modalità, non avendo incidenza su di esso la natura dell'atto negoziale con cui tale distacco si compie, né la possibilità di recupero del bene attraverso l'esperimento delle azioni apprestate a favore della curatela (Sez. 5, n. 44891 del 09/10/2008, Rv. 241830; conf., ex plurimis, Sez. 5, n. 30830 del 05/06/2014, Rv. 260486; Sez. 5 n. 48872 del 14/07/2022, Rv. 283893), in una prospettiva [...]
Per i crediti di imposta di Industria 4.0 e Ricerca e Sviluppo introdotto l’obbligo di comunicazione preventiva e consuntiva
L'articolo 6 del d.l. n. 39 del 2024 ha disposto, per poter usufruire del credito di imposta per gli investimenti 4.0 e attività di R&S, l'obbligo di comunicare, con apposita comunicazione telematica (ex ante e ex post) con modello adottato con decreto ministeriale: preventivamente - comunicare l'importo degli investimenti che l'impresa intende effettuare; a conclusione degli investimenti, l'impresa deve aggiornare i dati comunicati preventivamente; di completamento per gli investimenti effettuati dal 01/03/2024 fino al 30/03/2024; per i crediti di imposta maturati nel 2023 per gli investimenti effettuati nel 2023 e non ancora utilizzati. Il suddetto articolo recita " 1. Ai fini della fruizione dei crediti d'imposta per investimenti in beni strumentali nuovi di cui all'articolo 1, commi da 1057-bis a 1058-ter, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, e dei crediti d'imposta per investimenti in attività di [...]
E’ onere del notificante la verifica della correttezza dell’indirizzo del destinatati, mentre grava sul pubblico ufficiale incaricato della notifica eseguire ricerche al fine di superare eventuali incertezze o errori nelle indicazioni dell’indirizzo o del destinatario
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