News – Blog

News – Blog2026-09-05T14:45:47+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

L’indennità sostitutiva della mensa, non avendo natura retributiva, non è computabile nella base di calcolo del TFR, salvo che non sia diversamente previsto dal CCNL

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 7181 depositata il 18 marzo 2024, intervenendo in tema di voci qualificabili come natura retributiva, ha ribadito che "... Nella disciplina dettata dall'art. 6, terzo comma, decreto legge 11 luglio 1992 n. 333, convertito con modificazioni in legge 8 agosto 1992 n. 359, il valore del servizio mensa e l'importo della prestazione sostitutiva percepita da chi non usufruisce del servizio aziendale non fanno parte della retribuzione a nessun effetto attinente ad istituti legali e contrattuali del rapporto di lavoro, salva la possibilità di una diversa previsione - nel senso che il servizio mensa debba considerarsi come retribuzione in natura - da parte dei contratti collettivi nazionali e aziendali, anche se stipulati anteriormente all'entrata in vigore del citato decreto” (Cass. n. 15767 del 2001; n. 3623 del [...]

Accertamento induttivo: può essere fondato anche su documenti o annotazioni di terzi

  La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 7096 depositata il 15 marzo 2024, intervenendo in tema dei presupposti per l'accertamento induttivo, ha ribadito che "... l'inattendibilità della contabilità aziendale, e quindi l'accertamento induttivo, possono essere fondati su documentazione reperita presso terzi e su annotazioni elaborate da terzi (Cass. 28 giugno 2017, n. 16060; 30 agosto 2016, n. 17420). ..." La vicenda ha riguardato una ditta individuale a cui, l'Agenzia delle Entrate, a seguito di verifiche fiscali, in cui furono acquisite documentazione extra-contabile presso altro contribuente, aveva notificato un avviso di accertamento per ognuno dei 5 periodi di imposta verificati. In tali avvisi di accertamento si contestavano una serie di operazioni imponibili non fatturate. I maggiori ricavi venivano determinati applicando il ricarico medio della categoria di appartenenza del 40% sul totale degli acquisti non [...]

Commette il reato di stalking sul luogo di lavoro colui che oltre alla minaccia ed alla violenza pone in essere un quid pluris consistente nel condizionamento

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 4567 depositata il 1° febbraio 2024, intervenendo in tema sicurezza sui luoghi di lavoro e tema di stalking occupazionale, ha precisato che commette il delitto di violenza privata, art. 610 c.p., chi nei confronti dei propri dipendenti, oltre alla minaccia ed alla violenza in sé, pone in essere un quid pluris consistente nel condizionamento, per il futuro delle azioni delle persone offese, soggiogandolo così da costringerlo ad una condotta meramente omissiva, funzionale al controllo sulla libertà psichica delle vittime e ad evitare qualsivoglia elemento di contrasto all’imposizione della sua volontà. La vicenda ha riguardo l'amministratore di una s.r.l. accusato di aver sottoposto in varie occasioni i proprie dipendenti a continue vessazioni lesive dell’integrità morale e del decoro. L’imputato rinviato a giudizio per il delitto di “maltrattamenti [...]

Processo tributario: notifica dell’atto di appello a tutte le parti che hanno partecipato al giudizio di primo grado

Nel processo tributario il giudizio di appello è disciplinato dal Capo III,  sezione II del Titolo II (articoli dal 52 fino al 61) del decreto legislativo n. 546 del 1992 ed è disciplinato in parte da regola dettate dal legislatore specificamente per tale grado di giudizio e in parte mutuate dal procedimento di primo grado cui espressamente rinvia l'art. 61 del decreto legislativo n. 546 del 1992. Inoltre, l’art. 49 del decreto legislativo n. 546 del 1992, dettato in materia di impugnazione, dispone espressamente l’applicabilità alle impugnazioni delle sentenze delle commissioni tributarie delle disposizioni del titolo III (Delle impugnazioni), capo I (Delle impugnazioni in generale) del libro II (Del processo di cognizione) del codice di procedura civile e, per quel che rileva specificamente in questa sede, anche degli artt. 331 e 332 cod. proc. civ., [...]

Processo tributario: notifica dell’atto di appello, modalità operative della notifica, forma e contenuto dell’appello

Avverso le sentenze della Corte di Giustizia Tributarie di primo grado i mezzi di impugnazione sono: l’appello; il ricorso per cassazione per saltum; la revocazione. Nel processo tributario in base al rinvio disposto dall’art. 49 del decreto legislativo n° 546 del 1992 trovano applicazione le disposizioni del titolo III, capo I, del libro II del codice di procedura civile (art. da 323 a 338 del c.p.c.), salvo quanto diversamente previsto dal d. lgs. n. 546/1992. L'atto di appello è mezzo di gravame a cognizione piena. In altri termini, esso, è un mezzo di impugnazione, comprende ogni vizio della sentenza, che consente di riesaminare tutta la materia del contendere dibattuta in primo grado, salvo dalle limitazione inerente dal divieto di: ius novorum; produrre nuove prove. Per cui, anche alla luce del divieto di ius novorum e [...]

Reati fiscali: la confisca, anche nella forma per equivalente, ben può essere disposta in fase esecutiva

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 9478 depositata il 6 marzo 2024, intervenendo in tema di  confisca per equivalente a seguito di  reati tributari, ha statuito che "... la confisca, anche nella forma per equivalente, ben può essere disposta in fase esecutiva. Non è in discussione la sua natura sanzionatoria: proprio le Sezioni unite della Corte di cassazione ne hanno messo in evidenza la struttura sanzionatoria, rilevando che l'imputato "viene ad essere direttamente colpito nelle sue disponibilità economiche (e non nella cosa in quanto derivante dal reato), e ciò proprio perché autore dell'illecito, restando il collegamento tra la confisca, da un lato, ed il prezzo o profitto del reato, dall'altro, misurato solo da un meccanismo di equivalenza economica". Da qui la logica conclusione che l'oggetto della confisca di valore, in assenza del [...]

Illegittimo il licenziamento per giusta causa senza il regolamento whisteblowing o segnalazione di un presunto illecito

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 6574 depositata il 12 marzo 2024, intervenuta in tema di licenziamento individuale, ha statuito che è illegittimo il licenziamento per giusta causa intimato al dipendente qualora la società, datrice di lavoro, non prova di avere adottato e attuato correttamente all’interno della propria organizzazione aziendale le politiche riguardanti la procedura sul “whisteblowing” (segnalazione di un presunto illecito). In particolare per i giudici di legittimità qualora il licenziamento per giusta causa si basi su informazioni apprese dalla società in occasione delle segnalazioni e testimonianze più volte rese dai colleghi del lavoratore, che per essere valide devono essere state raccolte a fronte di un regolamento scritto è redatto anteriormente al licenziamento. La vicenda ha riguardato un dipendente a cui veniva notificato il licenziamento disciplinare. Al lavoratore era stata contestata, [...]

Casistiche di riciclaggio illustrate nel nuovo quaderno UIF

E' stato pubblicato dall’Ufficio di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF) il sesto numero del Quaderno delle Casistiche di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (AML). L'UIF con la pubblicazione dei Quaderni mira a fornire: strumenti utili a supporto dei soggetti obbligati agli adempimenti previsti dalla normativa sull'antiriciclaggio; esempi di "buona pratica"; un’occasione di condivisione della conoscenza dei più aggiornati meccanismi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo; schemi comportamentali e comunicazioni della UIF. Nel sesto numero del Quaderno sono illustrate alcune delle casistiche di riciclaggio più significative riscontrate nell'attività di analisi finanziaria del UIF ed i nuovi indicatori di anomalia previsti dal Provvedimento UIF  del 12 maggio 2023, quali: i rischi connessi all’attuazione del PNRR (come fenomeni di indebita percezione o impiego distorto di fondi pubblici, con possibile infiltrazione della criminalità organizzata); Truffa perpetrata da una rete di imprese ai danni di un ente pubblico ai fini dell’indebita percezione di risorse [...]

Torna in cima