
Elude il fisco il professionista che trasferisce i compensi professionali alla società
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 1401 depositata il 15 gennaio 2024, intervenendo in tema di interposizione del reddito di cui all'art. 37 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, ha ribadito che si concretizza ai fini tributari l'elusione di cui all'art. 37 quando "... l'interponente disponga delle risorse del soggetto interposto uti dominus; infatti, è nella prova della relazione dell’interponente con la fonte di reddito del soggetto interposto che si risolve la prova del «possesso» del reddito. Inoltre, trattandosi di possesso come situazione di fatto tale da comportare l’individuazione di un titolare effettivo del reddito complessivo diverso e divergente dal titolare formale è coerente che la prova sia affidata anche a circostanze di carattere indiziario. (Cass. 17/02/2022, n. 5276). ..." La vicenda ha riguardato un contribuente esercente l’attività di medico professionale specializzato in [...]
La Banca deve risarcire il cliente se ritarda la comunicazione alla centrale rischi alla segnalazione per la cancellazione di correntinsta in sofferenza
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 3671 depositata il 9 febbraio 2024, intervenendo in tema di danni per ritardata segnalazione alla Centrale rischi, ha statuito che la banca che ritarda la segnalazione alla Centrale rischi per cancellazione di correntista in sofferenza deve risarcire il danni qualora dopo che sia intervenuta tra le parti una transazione non provveda con celerità. La vicenda ha riguardato una società a responsabilità limitata che a seguito di una transazione aveva definito un precedente giudizio in relazione ai rapporti di c/c in essere con la banca con cui . Tale accordo prevedeva un versamento, da parte della srl, di una somma pari a 45,000.000 delle ex lire e di ulteriori 10 versamenti mensili da lire 5.000.000 e, quindi, per un totale di lire 95.000.000 e la rinuncia alla ripetizione degli [...]
Manuale informativo per la prevenzione nelle aziende pubblicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
E' stato pubblicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il “ Manuale informativo per la prevenzione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro “. Con il suddetto manuale il Ministero, senza alcuna pretesa di esaustività, fornisce quegli elementi informativi essenziali in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, nozioni e spunti di riflessione con il fine di ridurre le situazioni di rischio. Per il Ministero un contrasto efficace agli infortuni passa attraverso un cambiamento di mentalità " che non releghi più la tematica della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro tra gli obblighi normativi ma, per contro, la consideri un valore e un imprescindibile investimento da strutturarsi nel quotidiano. " Il Manuale, composto da 5 sezioni oltre ad un breve glossario, è diretto ai lavoratori ed a tutte le [...]
Licenziamento legittimo del dipendente che durante il periodo di malattia ponga in essere comportamenti che comprometta la guarigione
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 1472 depositata il 15 gennaio 2024, intervenuto in tema di licenziamento per illecito di pericolo, ha ribadito che "... il lavoratore deve in ogni caso astenersi da comportamenti che possano ledere l'interesse del datore di lavoro alla corretta esecuzione dell'obbligazione principale dedotta in contratto, argomentando che la mancata prestazione lavorativa in conseguenza dello stato di malattia del dipendente in tanto trova tutela nelle disposizioni contrattuali e codicistiche in quanto non sia imputabile alla condotta volontaria del lavoratore medesimo che operi scelte idonee a pregiudicare l'interesse datoriale a ricevere regolarmente detta prestazione (cfr. Cass. n. 1699 del 2011); ..." La vicenda ha riguardato una dipendete di una società di capitale il quale durante l'assenza per malattia prestava attività lavorativa in ore serali, era stata vista in un [...]
E’ legittimo il licenziamento quando le mansioni non soppresse sono residuali e non autonome
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 2739 depositata il 30 gennaio 2024, intervenendo in tema di licenziamento per guistificato motivo oggettivo, ha ribadito che "... ai fini della configurabilità della ipotesi di soppressione del posto di lavoro, integrante il giustificato motivo oggettivo di recesso, non è necessario che vengano soppresse tutte le mansioni in precedenza attribuite al lavoratore licenziato, nel senso della loro assoluta e definitiva eliminazione nell'ottica dei profili tecnici e degli scopi propri dell'azienda di appartenenza, atteso che le stesse ben possono essere soltanto diversamente ripartite e attribuite nel quadro del personale già esistente, secondo insindacabili e valide, o necessitate, scelte datoriali relative ad una ridistribuzione o diversa organizzazione imprenditoriale, senza che detta operazione comporti il venir meno della effettività di tale soppressione (in questo senso costante giurisprudenza risalente, tra [...]
Conciliazione sindacale valida anche se non sottoscritta in sede sindacale se il lavoratore è assistito dal conciliatore sindacale
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 1975 depositata il 18 gennaio 2024, intervenendo in tema di validità della conciliazione, ha statuito il principio di diritto secondo cui "... La necessità che la conciliazione sindacale sia sottoscritta presso una sede sindacale non è un requisito formale, bensì funzionale ad assicurare al lavoratore la consapevolezza dell’atto dispositivo che sta per compiere e, quindi, ad assicurare che la conciliazione corrisponda ad una volontà non coartata, quindi genuina, del lavoratore. Pertanto, se tale consapevolezza risulti comunque acquisita, ad esempio attraverso le esaurienti spiegazioni date dal conciliatore sindacale incaricato anche dal lavoratore, lo scopo voluto dal legislatore e dalle parti collettive deve dirsi raggiunto. In tal caso la stipula del verbale di conciliazione in una sede diversa da quella sindacale (...) non produce alcun effetto invalidante sulla transazione. ..." [...]
Processo tributario: il giudizio di ottemperanza è l’unico rimedio ai fini dell’attuazione delle sentenze nelle ipotesi di inottemperanza dell’Amministrazione finanziaria
La Corte di Cassazione, sezione 3°, con l'ordinanza n. 3097 depositata il 2 febbraio 2024, intervenendo in tema di inadempimento dell'Amministrazione finanziaria, ha ribadito il principio di diritto secondo cui, dopo le modifiche introdotte dal d.lgs. n. 156 del 2015 con cui è stata eliminata la possibilità per il contribuente di ricorrere al processo di esecuzione forzata regolato dal codice di procedura civile, “il giudizio di ottemperanza costituisce l'unico rimedio per l'attuazione delle sentenze tributarie nel caso di inadempimento dell'Amministrazione” (Cass. 12/04/2022, n.11908); Gli Ermellini nella sentenza in commento hanno precisato che "... detto giudizio presenta connotati del tutto diversi rispetto al corrispondente giudizio esecutivo civile, “dal quale si differenzia perché il suo scopo non è quello di ottenere l'esecuzione coattiva del comando contenuto nella decisione passata in giudicato, quanto piuttosto quello di dare concreta [...]
Appalti: il costo della mano d’opera può essere oggetto di ribasso, salvo dimostrare che il ribasso deriva da una più efficiente organizzazione aziendale oltre il rispetto dei minimi salariali
Il Tribunale amministrativo regionale della Toscana, sezione IV, con la sentenza n. 120 depositata il 29 gennaio 2024,intervenendo in tema di ribasso del costo della mano d'opera, ha ribadito che "... La libertà di iniziativa economica deve infatti comprendere la facoltà dell’operatore economico di dimostrare che la più efficiente organizzazione aziendale impatta sui costi della manodopera, diminuendone l’importo rispetto a quello stimato dalla stazione appaltante nella disciplina di gara, salvo il rispetto dei trattamenti salariali minimi inderogabili. Neppure può ravvisarsi il vizio di eccesso di delega paventato dalla ricorrente, in quanto l’art. 1 comma 2 lett. t) della Legge delega (n. 78 del 2022) dispone che le stazioni appaltanti devono prevedere “in ogni caso, che i costi della manodopera e della sicurezza siano sempre scorporati dagli importi assoggettati a ribasso”, ma – nell’imporre alle stazioni appaltanti [...]