
Illegittimo il licenziamento di un dipendente che lavorando da remoto non rispetti gli orari purché non faccia mancare il proprio apporto di risultato
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 2761 depositata il 30 gennaio 2024, intervenendo in tema di licenziamento disciplinare, ha statuito che è illegittimo il licenziamento disciplinare per giusta causa per violazione dell’orario di lavoro quando la prestazione lavorativa viene svolta da remoto, in particolare in quei casi in cui le mansioni affidate non richiedano la presenza fisica. Per cui al fine di esercitare il recesso per giusta causa il datore deve dimostrare che l’interessato abbia dedicato il proprio tempo ad attività incompatibili con quelle lavorative in modo da fa venir meno il proprio apporto di risultato oppure quando riesce a dimostrare che il suo tempo sia stato dedicato ad altre attività, non compatibili con quelle lavorative, in misura tale da escludere la prestazione oraria. La vicenda ha riguardato una dipendente, con mansioni [...]
Le ferie non godute vanno sempre monetizzate anche in caso di dimissioni volontarie e l’articolo 7 della direttiva 2003/88/CE ostano a una normativa nazionale che, per ragioni attinenti al contenimento della spesa pubblica e alle esigenze organizzative del datore di lavoro pubblico, prevede il divieto di versare al lavoratore un’indennità finanziaria sostitutiva
La Corte di Giustizia dell'Unione Europea con la sentenza n. C-218/22 depositata il 18 gennaio 2024, intervenendo in tema di diritto alle ferie ed alla loro monetizzazione, ha stabilito che "... L’articolo 7 della direttiva 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, e l’articolo 31, paragrafo 2, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea devono essere interpretati nel senso che ostano a una normativa nazionale che, per ragioni attinenti al contenimento della spesa pubblica e alle esigenze organizzative del datore di lavoro pubblico, prevede il divieto di versare al lavoratore un’indennità finanziaria per i giorni di ferie annuali retribuite maturati sia nell’ultimo anno di impiego sia negli anni precedenti e non goduti alla data della cessazione del rapporto di lavoro, qualora egli ponga fine [...]
La plusvalenza derivante dalla cessione di un terreno ricevuto in eredità e data dalla differenza tra valore di vendita e valore dichiarato nella enuncia di successione
L'Agenzia delle Entrate al forum dei commercialisti del 29 gennaio 2024 ha fornito una serie di risposte tra qui quella inerente la determinazione della plusvalenza, a seguito della cessione a titolo oneroso, di un terreno ricevuto in donazione. L'Amministrazione ha precisato che " Con riferimento al quesito formulato, trovano applicazione le disposizioni di cui agli articoli 67, comma 1, lettera b), e 68, commi 1 e 2, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR). In particolare, si rammenta che in base all'articolo 67, comma 1, lettera b), del TUIR: «Sono redditi diversi, se non costituiscono redditi di capitale ovvero se non sono conseguiti nell'esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da società in nome collettivo e in accomandita semplice, né in relazione alla qualità di lavoratore dipendente: [...]
L’IVA sulle bollette-fatture emesse dalle società che erogano servizi pubblici è dovuta a prescindere dal suo incasso
L'Agenzia delle Entrate, a seguito dell'interpello proposto da una società in house che gestisce il servizio idrico integrato in tema di esigibilità dell'IVA, ha espresso il proprio parere con la risposta n. 24 del 29 gennaio 2024. la quale fa seguito, a pochi giorni di distanza, ad una precedente risposta sul servizio idrico integrato. Con la suddetta risposta (n. 24 del 2024) per l'Agenzia delle Entrate ha affermato che resta ferma "... l'applicazione dell'articolo 4 del decreto, ai sensi del quale, ai fini delle liquidazioni periodiche che possono essere effettuate ''entro il giorno 16 del secondo mese successivo a ciascun trimestre solare, ed entro lo stesso termine deve essere eseguito il versamento della relativa imposta senza corresponsione degli interessi'' deve tenersi conto di ''tutte le operazioni per le quali l'imposta è divenuta esigibile nel [...]
Indennità sostitutiva per mancata consegna di indumenti da lavoro solo se previsto dalla legge
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 2261 depositata il 23 gennaio 2024, intervenendo in tema di corresponsione dell'indennità sostitutiva per la mancata fornitura dei capi di vestiario da utilizzare in servizio, nel confermare la decisione della Corte di appello ha precisato che in mancanza di una norma che ponga in capo al datore la fornitura delle divise, al dipendente non compete alcun rimborso delle spese sostenute o indennità sostitutiva per l’acquisto degli abiti da lavoro. La vicenda ha riguardato un dipendente che aveva, lavorato alle dipendenze del Comune come agente di polizia locale, il quale si rivolse al Tribunale, in funzione di giudice del lavoro, per chiedere la condanna del Comune al pagamento dell’indennità sostitutiva per la mancata fornitura dei capi di vestiario da utilizzare in servizio, nonché al risarcimento dei conseguenti [...]
Sequestro per equivalente: il periculum in mora va adeguatamente motivato e nel rispetto dei termini perentori
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 1272 depositata l' 11 gennaio 2024, intervenendo in tema si sequestro preventivo, ha riaffermato il principio di diritto secondo cui "... il provvedimento di sequestro preventivo di cui all'art. 321, comma 2, cod. proc. pen., finalizzato alla confisca di cui all'art. 240 cod. pen., deve contenere la concisa motivazione anche del «periculum in mora», da rapportare alle ragioni che rendono necessaria l'anticipazione dell'effetto ablativo della confisca rispetto alla definizione del giudizio. ..." (Sez. U, n. 36959 del 24/06/2021, Ellade, Rv. 281848 - 01) La vicenda ha riguardato un imputato accusato del reato di cui agli artt. 240 cod. pen. e 12-bis, co.1, d. lgs. 74/2000 a cui veniva notificato un provvedimento di sequestro per equivalente dell’autovettura. L'imputato avverso il provvedimento del GIP ricorreva al Tribunale [...]
La fattura commerciale costituisce elemento di prova se accettata senza contestazione
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 949 depositata il 10 gennaio 2024, intervenendo in tema di opposizione allo stato passivo, ha statuito che "... la fattura commerciale, avuto riguardo alla sua formazione unilaterale ed alla funzione di far risultare documentalmente elementi relativi all'esecuzione di un contratto, si inquadra fra gli atti giuridici a contenuto partecipativo, consistendo nella dichiarazione indirizzata all'altra parte di fatti concernenti un rapporto già costituito; pertanto, quando tale rapporto sia contestato fra le parti, la fattura non può costituire un valido elemento di prova delle prestazioni eseguite, ma può al massimo costituire un mero indizio (v. Cass. 299/2016, Cass. 15383/2010). Tuttavia, nel caso in cui non vi sia contestazione fra le parti rispetto al rapporto in essere fra loro, la fattura può costituire un valido elemento di prova quanto alle prestazioni eseguite, [...]
La dimostrazione, per il correntista, degli affidamenti può essere provata anche con fatti concludenti
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 2338 depositata il 24 gennaio 2024, intervenendo in tema di nullità dei negozi giuridici, ha statuito che "... in tema di nullità negoziali questa Corte ha affermato che la rilevabilità d'ufficio si estende anche a quelle c.d. di protezione, in quanto configurabili, alla stregua delle indicazioni provenienti dalla giurisprudenza eurounitaria (cfr. Corte di Giustizia UE, sent. 4/06/2009, in causa C-243/08, Pannon), come una species del più ampio genus rappresentato dalle prime, risultando le stesse volte a tutelare interessi e valori fondamentali che trascendono quelli del singolo, quali il corretto funzionamento del mercato e l'uguaglianza non solo formale tra contraenti in posizione asimmetrica (cfr. Cass., Sez. Un., 12/12/2014, n. 24242 e 26243). Tale principio è stato ritenuto applicabile anche ai contratti bancari, in relazione ai quali è stato affermato [...]