
Personale con mansione di conducente di linea: non rientra nel computo dell’orario di lavoro il tempo in cui il dipendente, del tutto privo di vincoli, è libero di autodeterminarsi senza essere assoggettato ad alcun comando o potere organizzativo datoriale
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 4358 depositata il 19 febbraio 2024, intervenendo in tema di orario di lavoro per il personale viaggiante, ha statuito che per il personale con mansioni di conducente di linea di automezzi pubblici trova applicazione l'articolo 6 della legge n. 138 del 1958 lettera f) "... la quale prevede per il personale viaggiante un'aliquota non inferiore al 12 per cento nel periodo di tempo che il lavoratore trascorre inoperoso fuori residenza, e senza altro obbligo per esso che quello della reperibilità, ed escluso il periodo di riposo giornaliero di cui all'art. 7 ..." Si ricorda che la normativa in questione regola l'orario di lavoro del personale degli automezzi pubblici di linea extra urbani adibiti al trasporto viaggiatori è l'articolo 6 dispone che: Si computa come lavoro [...]
Licenziamento illegittimo: la tutela “indennitaria risarcitoria” non escluda il diritto del lavoratore a percepire anche l’indennità di preavviso
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 3247 depositata il 5 febbraio 2024, intervenendo in tema di illegittimo recesso, ha statuito il segente principio secondo cui "... la tutela "indennitaria risarcitoria" sancita dall'art.18 comma 51 legge n. 300/70 modificato ex lege 28/6/2012 n.92, non escluda il diritto del lavoratore a percepire anche l'indennità di preavviso in caso di licenziamento dichiarato illegittimo, non essendo venute meno anche all'esito della novella del 2012, quelle esigenze proprie dell'istituto, di tutela della parte che subisce il recesso volte a consentirle di fronteggiare la situazione di improvvisa perdita della situazione occupazionale, né autorizzando la lettera e la ratio ad essa sottesa della mentovata disposizione, la restrittiva opzione ermeneutica prospettata dalla società. ..." La vicenda ha riguardato un dipendente a cui, il datore di lavoro comunicava il proprio licenziamento. [...]
Processo tributario: limiti a nuove domande in appello
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 2199 depositata il 22 gennaio 2024, intervenendo in tema dei motivi nel giudizio tributario di secondo grado, ha riaffermato che "... Il principio che regola il contenzioso tributario in ragione del combinato disposto di cui agli artt. 18 e 24 d.lgs. n. 546 del 1992, è che esso abbia un oggetto rigidamente delimitato dalle contestazioni comprese nei motivi dedotti col ricorso introduttivo; i motivi di impugnazione avverso l'atto impositivo costituiscono, pertanto, la causa petendi rispetto all'invocato annullamento dell'atto medesimo, con conseguente inammissibilità di un mutamento delle deduzioni avanti al giudice di secondo grado (Cass. 24/07/2018, n. 19616, Cass. 24/06/2011, n. 13934) Si ha, quindi, domanda nuova per modificazione della causa petendi, quando i nuovi elementi comportino il mutamento dei fatti costitutivi del diritto azionato, modificando l'oggetto [...]
Il diritto alla detrazione IVA, al suo riporto, al rimborso, alla compensazione ed alla cessione non può essere precluso dalla normativa sulle società non operative di cui all’art. 30 della legge n. 724/94 in quanto incompatibile con la direttiva 2006/112/CE ed il principio di neutralità
La Corte di Giustizia dell'Unione Europea con la sentenza depositata il 7 marzo 2024 nella causa C-341/22, chiamata a valutare l'incompatibilità dell'art. 30 della legge n. 724 del 1994 rispetto al principio di neutralità dell’IVA, ha statuito che tale normativa, nella parte che limitò il diritto alla detrazione dell'IVA (precludendo il rimborso, compensazione, cessione del credito IVA ed alla sua perdita), è incompatibile con gli art. 9 e 167 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006 ed i principi di neutralità dell'IVA e di proporzionalità. Per i giudici UE la presunzione, di cui all'art. 30 della legge n. 724/94, si basa esclusivamente sulla valutazione del volume di ricavi che "... una siffatta presunzione è fondata su un criterio, quello di una soglia di ricavi, che è estraneo a quelli richiesti ai fini della [...]
Certificazione degli utili e dei proventi equiparati (Cupe): deve essere consegnata entro il 16 marzo e non va trasmessa all’Agenzia delle Entrate
Deve essere rilasciata entro il 16 marzo la certificazione degli utili e dei proventi equiparati (Cupe), per gli utili e proventi pagati nel corso dell'anno precedente al rilascio del CUPE, ai soggetti: residenti nel territorio dello Stato percettori di utili derivanti dalla partecipazione a soggetti Ires, residenti e non residenti, in qualunque forma corrisposti; non residenti in Italia percettori di utili o proventi che scontano la ritenuta a titolo d'imposta o l'imposta sostitutiva. I soggetti obbligati al rilascio della Cupe ( certificazione degli utili e dei proventi equiparati) sono: società ed enti emittenti, come ad esempio trust, società di capitali, ecc. (articolo 73, comma 1, lettere a e b del Tuir) casse incaricate del pagamento degli utili o di altri proventi equiparati intermediari aderenti al sistema di deposito accentrato gestito dalla Monte Titoli Spa rappresentanti fiscali [...]
Licenziamento legittimo per giusta causa del cuoco che conserva male gli alimenti in violazione delle norme norme in materia di igiene e sicurezza alimentare
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 3927 depositata il 13 febbraio 2024, intervenendo in tema di licenziamento per giusta causa, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... la giusta causa di licenziamento, quale fatto "che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto", è una nozione che la legge configura con una disposizione (ascrivibile alla tipologia delle c.d. clausole generali) di limitato contenuto, delineante un modulo generico che richiede di essere specificato in sede interpretativa, mediante la valorizzazione sia di fattori esterni relativi alla coscienza generale, sia di principi che la stessa disposizione tacitamente richiama; è solo l'integrazione giurisprudenziale, a livello generale ed astratto, della nozione di giusta causa o di giustificato motivo soggettivo che si colloca sul piano normativo e consente una censura per violazione di legge; mentre l'applicazione [...]
Crisi da sovraindebitamento: i nuovi modelli di relazione e modulistica a uso del gestore della crisi e degli OCC pubblicati dal Consiglio Nazionale dei commercialisti
Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha pubblicato il documento “Crisi da sovraindebitamento: modelli di relazione e modulistica a uso del gestore della crisi e degli OCC”, curato dalla Commissione di studio “Sovraindebitamento e procedure minori” che costituisce un utile strumento di supporto per le attività e funzioni degli OCC (Organismi di composizione della crisi) e dei gestori della crisi. Il suddetto documento, con riferimento alle novità introdotte dal Codice della crisi d'impresa, aggiorna e integra la modulistica. Nel documento viene ricordato che a seguito della definitiva entrata in vigore del d.lgs. n. 14 del 12 gennaio 2019 ( c.d. CCII – Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza), la disciplina della crisi da sovraindebitamento è stata diversamente strutturata rispetto alle previsioni e agli istituti presenti nella legge n. 3 del 27 gennaio 2012. La disciplina della crisi da sovraindebitamento [...]
Abuso del diritto: l’Amministrazione finanziaria non può procedere, neppure all’accertamento a tavolino, senza richiesta di chiarimenti al contribuente, pena la nullità dell’atto
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 5996 depositata il 6 marzo 2024, intervenendo in tema di accertamento di abuso del diritto, ha statuito il seguente principio di diritto secondo cui "... in materia tributaria, l'art. 10-bis, comma 6, della legge n. 212 del 2000, a prescindere dalle modalità dell'accertamento (che può avvenire anche «a tavolino>>), esige sempre, a pena di nullità, una previa richiesta di chiarimenti al contribuente, il cui coinvolgimento è necessario, in un'ottica di collaborazione e buona fede, in quanto è l'unico in grado di spiegare eventuali ragioni extra-fiscali non immediatamente percepibili da parte dell'Amministrazione: ciò è confermato dalla necessità, in base al successivo comma 8, che la motivazione dell'avviso impositivo contenga uno specifico riferimento ai chiarimenti forniti dal contribuente. ..." La vicenda ha riguardato una società a responsabilità limitata [...]