
Fine della preclusione dei licenziamenti con la fine dell’intervento di CIG
L'articolo 14 del Decreto Legge n. 104 del 14 agosto 2020 ha previsto che ai datori di lavoro che non abbiano integralmente fruito dei trattamenti di integrazione salariale riconducibili all'emergenza epidemiologica da COVID-19 di cui all'articolo 1 del medesimo D.L. resta precluso l'avvio delle procedure di cui agli articoli 4, 5 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223 (licenziamenti collettivi) e restano altresì sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020, fatte salve le ipotesi in cui il personale interessato dal recesso, già impiegato nell'appalto, sia riassunto a seguito di subentro di nuovo appaltatore in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro, o di clausola del contratto di appalto. Inoltre l'articolo in commento al comma 2 prevede, alle stese condizioni del comma 1, che resta preclusa al datore [...]
Contratti a termine: le semplificazioni previste dal D.L. n. 104 del 2020
L'articolo 8 del Decreto Legge n. 104 del 14 agosto 2020 (c.d. Decreto "Agosto") introduce importanti modifiche alle disposizioni in materia di contratti a termine previste dall’art. 93 del DL 34/2020, convertito con modifiche dalla legge n. 77/2020. La disciplina sui contratti di lavoro a tempo determinato è contenuta negli articoli da 19 fino al 29 del Decreto legislativo n. 81 del 2015, modificata dal Decreto legge n. 87 del 2018 (c.d. decreto "dignità"), convertito con modificazioni dalla legge n. 96 del 2018. (si rammenta che a seguito di tali ultime modifiche i contratti a temine devono contenere la causale, la durata non può eccedere i 12 mesi, le proroghe non possono essere superiori a 4) A causa della situazione pandemica generata dal COVID-19 la disciplina dei contratti a tempo determinato ha subito una serie [...]
Obbligo del deposito telematico di tutti i contratti collettivi di secondo livello – aziendali o territoriali e di prossimità per usufruire dei benefici fiscali e previdenziali e per la validità delle clausole derogatorie
In tema di deposito telematico dei contratti collettivi di secondo livello è intervenuto l'Ispettorato nazionale del lavoro con la circolare n. 3 del 30 luglio 2020. Con il predetto documento amministrativo l'INL ha fornito chiarimenti in ordine all'obbligo previsto dall'articolo 14 del d.lgs. n. 151/2015. La norma richiamata subordina la fruizione dei "benefici contributivi o fiscali" e delle "altre agevolazioni connesse con la stipula di contratti collettivi aziendali o territoriali" al loro deposito telematico. La circolare n. 3/2020 precisa che tale obbligo possa ritenersi applicabile in riferimento ai contratti sottoscritti o rinnovati a partire dal 30 luglio 2020. In particolare all'INL è stato chiesto di chiarire il significato della voce “altro” inserita tra quelle elencate nell’applicativo del Ministero per l'invio telematico dei contratti collettivi di secondo livello e se possano essere incluse nell’ambito di tale voce le [...]
Nella restituzione dell’azienda non si applica l’IVA sulle rimanenze alla fine dell’affitto di azienda
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 14864 del 13 luglio 2020 è intervenuta in tema di IVA e contratto di affitto di azienda relativamente alle rimanenze statuendo che quando " viene a configurarsi una cessione di azienda tutte le volte in cui la relativa convenzione negoziale abbia avuto ad oggetto il trasferimento di beni organizzati in un contesto produttivo (anche solo potenziale) dall'imprenditore per l'attività d'impresa, senza che risulti di ostacolo alla configurabilità della cessione ne' la eventuale mancanza attuale del cosiddetto "avviamento", ne' la destinazione dei beni aziendali ad altro settore produttivo da parte dall'acquirente, purché la nuova produzione si realizzi, pur sempre, attraverso tale complesso di beni già organizzati dal precedente imprenditore, con conseguente applicazione della imposta di registro in luogo di assoggettamento ad IVA" La vicenda ha riguardato un contribuente a [...]
Le ONLUS che organizzano corsi per disoccupati non godono delle agevolazioni fiscali se non sono soggetti svantaggiati
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16756 depositata il 6 agosto 2020 intervenendo in tema agevolazioni fiscali per le ONLUS che il requisito per usufruire delle agevolazioni fiscali è rappresentato dalla erogazione dei servizi ed assistenza a favore delle persone svantaggiate affermando che "la nozione di «svantaggio», inserita nella norma, individua categorie di persone in condizioni oggettive di disagio per situazioni psico-fisiche particolarmente invalidanti ovvero per situazioni di devianza, degrado, grave precarietà economico-familiare, emarginazione sociale e che tale individuazione risulta seguita anche nella prassi amministrativa [...] , la quale prevede, in via esemplificativa, quali soggetti in situazioni di svantaggio rilevanti: i disabili fisici e psichici affetti da malattie comportanti menomazioni non temporanee; i tossicodipendenti; gli alcolisti; gli anziani non autosufficienti in condizioni di disagio economico; i minori abbandonati, orfani o in situazioni di [...]
Ai fini del calcolo della soglia di punibilità, per l’omessa dichiarazione, possono essere considerata anche le fatture non contabilizzate, salvo che non rientri in un quadro di illegalità
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 23621 depositata il 7 agosto 2020 intervenendo in tema di reati tributari e del calcolo delle soglie di punibilità ha ribadito che "gli importi derivanti da fatture ricevute, pertinenti e pagate ma non contabilizzate possono essere calcolati ai fini della soglia di punibilità solo nei casi in cui il mancato rispetto degli obblighi tributari non comporti un complessivo quadro di illegalità incompatibile con le finalità che la Corte di Giustizia e la Consulta hanno evidenziato." La vicenda ha riguardato l'amministratore di una società a responsabilità limitata accusato del reato di occultamento e distruzione delle scritture contabili e di omessa presentazione della dichiarazione annuale. L'imputato veniva condannato dal Tribunale per i capi di imputazione. Avverso la decisione di primo grado il condannato proponeva ricorso alla Corte di Appello. [...]
La dichiarazione dei redditi è emendabile in sede di contenzioso in caso di errori od omissioni anche senza la presentazione della dichiarazione integrativa
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15527 depositata il 21 luglio 2020 intervenendo in tema rettifica della dichiarazione fiscale ha ribadito che «la dichiarazione, in linea generale, salvo casi particolari o parti specifiche di essa, è un atto di scienza e quindi sempre emendabile, con la conseguenza che il contribuente può fare valere eventuali vizi commessi nella redazione della stessa, che attengano al merito della pretesa tributaria, anche in sede contenziosa, indipendentemente dal rispetto dei termini per la presentazione dell'emenda» La vicenda ha riguardato una società, successivamente fallita, a cui veniva notificato una cartella di pagamento IRES, IRAP, IVA, emessa a seguito di un controllo automatizzato, ex art. 36-bis, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600. La società contribuente impugnava tale atto innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale. La contribuente riteneva, dimostrandolo, l’insussistenza del [...]
La mancata maggiorazione dello 0,40% non comporta l’applicazione della sanzione sull’intero importo versato ma solo sulla differenza non versata
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 16645 depositata il 4 agosto 2020 intervenendo in tema sanzioni per tardivo pagamento delle imposte in sede di dichiarazione dei redditi ha statuito il seguente principio di diritto «la maggiorazione di cui all'art. 17, comma 2, d.P.R. n. 435 del 2001, ratione temporis applicabile, ha natura di interessi corrispettivi dell'imposta dovuta a favore dell'erario a fronte del maggior periodo di giorni 30 concesso al contribuente per il pagamento, sicché l'omesso versamento della sola maggiorazione nel più lungo termine costituisce pagamento parziale ma non determina la decadenza dal termine prorogato» La vicenda ha riguardato una società per azione a cui veniva notificata una cartella di pagamento, emessa ex art. 36 bis d.P.R. n. 600 del 1973, con cui, atteso il tardivo pagamento del primo acconto Irap, senza il contestuale [...]