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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Illegittimo la sentenza per vizio di motivazione qualora non si esprime sulla malattia del socio ed assenze dei dipendenti ai fini della congruità dell’accertamento fondato sugli studi di settore

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 1495 depositata il 23 gennaio 2020 intervenendo in tema di accertamento fondato sugli studi di settore ha statuito che "in materia di accertamento tributario effettuato dall'Amministrazione finanziaria valendosi degli studi di settore, assume un indubbio rilievo il contraddittorio istituito con il contribuente, che già in sede precontenziosa può proporre ogni difesa. Tuttavia, "l'esito del contraddittorio ... non condiziona l'impugnabilità dell'accertamento, potendo il giudice tributario liberamente valutare tanto l'applicabilità degli "standards" al caso concreto, da dimostrarsi dall'ente impositore, quanto la controprova offerta dal contribuente che, al riguardo, non è vincolato alle eccezioni sollevate nella fase del procedimento amministrativo e dispone della più ampia facoltà, incluso il ricorso a presunzioni semplici, anche se non abbia risposto all'invito al contraddittorio in sede amministrativa" La vicenda ha riguardato una società di persone [...]

Per la determinazione della plusvalenza realizzata, in tema di accertamento, con la vendita di un immobile è illegittimo il riferimento a generiche fatture di vendita ed atti notarili

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 30364 depositata il 21 novembre 2019 intervenendo in tema di accertamento con si rideterminano i prezzi di vendita degli immobili, alla stregua delle fatture di vendita, dei contratti notarili, dei dati catastali, muovendo dai dati dell'Osservatorio del Mercato Mobiliare (OMI) ha riaffermato che "in seguito alla sostituzione dell'art. 39 del d.P.R. n. 600 del 1973 ad opera dell'art. 24, comma 5, della l. n. 88 del 2009, che, con effetto retroattivo, stante la sua finalità di adeguamento al diritto dell'Unione europea, ha eliminato la presunzione legale relativa di corrispondenza del corrispettivo della cessione di beni immobili al valore normale degli stessi l'accertamento di un maggior reddito derivante dalla predetta cessione di beni immobili non può essere fondato soltanto sulla sussistenza di uno scostamento tra il corrispettivo dichiarato [...]

Contratti a progetto (ratione temporis applicabile) quando un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa sia instaurato senza l’individuazione di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso, non si fa luogo ad accertamenti volti a verificare se il rapporto si sia esplicato secondo i canoni dell’autonomia o della subordinazione, ma ad automatica conversione in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, sin dalla data di costituzione dello stesso

Contratti a progetto (ratione temporis applicabile) quando un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa sia instaurato senza l'individuazione di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso, non si fa luogo ad accertamenti volti a verificare se il rapporto si sia esplicato secondo i canoni dell'autonomia o della subordinazione, ma ad automatica conversione in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, sin dalla data di costituzione dello stesso

Ritenute fiscali ed appalti: approvato il certificato che attesta i requisiti per la disapplicazione dei nuovi obblighi (DURC fiscale)

Con il provvedimento del Direttore dell'Agenzia n. 54730 del 6 febbraio 2020 è stato approvato lo schema di certificato di sussistenza dei requisiti previsti dall’articolo 17-bis, comma 5, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Il predetto provvedimento dispone che il certificato: attesta la sussistenza dei requisiti previsti dal citato articolo 17-bis, con riferimento all’ultimo giorno del mese precedente a quello della scadenza di cui al comma 2 dell’articolo 17-bis viene messo a disposizione a partire dal terzo giorno lavorativo di ogni mese; ha una validità di quattro mesi dalla data del rilascio; è messo a disposizione dell’impresa o di un suo delegato presso un qualunque ufficio territoriale della Direzione provinciale competente in base al domicilio fiscale dell’impresa, salvo diverso atto organizzativo adottato dal Direttore provinciale; è esente da imposta di bollo oltre che dai tributi speciali. [...]

Ritenute in caso di appalto o di affidamento di opere e servizi e primi chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate

Il Decreto Legge n. 124 del 2019, convertito con modificazione dalla legge n. 157 del 2019, ha introdotto un nuovo obbligo in capo all’appaltatore e al committente nell'ambito della nuova disciplina relativa al versamento delle ritenute fiscali operate dalle aziende appaltatrici per i lavoratori impegnati nell’appalto o di affidamento di opere e servizi, in presenza dei requisiti appresso specificati. Il nuovo obbligo comporta che entro 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento, l’impresa appaltatrice è obbligata ad inviare al committente la copia delle deleghe di pagamento delle ritenute e l'elenco nominativo di tutti i lavoratori impiegati nel mese precedente direttamente nell’esecuzione di opere o servizi affidati dal committente. Qualora l’impresa appaltatrice non adempia correttamente agli obblighi di cui è gravato, ovvero in caso di omesso o insufficiente versamento delle ritenute fiscali, il committente dovrà [...]

Correzione degli errori in bilancio: OIC 29

Il principio contenuto nell'OIC 29 è l'unica norma che disciplina la correzione degli errori nel bilancio d'esercizio sopperendo ad una lacuna della normativa civilistica. Il principio contabile nazionale OIC 29 (“Cambiamenti di principi contabili, cambiamenti di stime contabili, correzione di errori, fatti intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio”) definisce l'“errore” come  una rappresentazione qualitativa e/o quantitativa non corretta di un dato di bilancio e/o di un’informazione fornita in nota integrativa. Il principio contabile nazionale OIC nei paragrafi da 44 a 46 fornisce una serie di definizioni utili a chiarire il concetto di errore precisando che: un errore consiste nell’impropria o mancata applicazione di un principio contabile se, al momento in cui viene commesso, le informazioni ed i dati necessari per la sua corretta applicazione sono disponibili. Possono verificarsi errori a causa di errori matematici, di erronee [...]

La dichiarazione è sempre emendabile in sede di contenzioso

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 1862 depositata il 28 gennaio 2020 intervenendo in tema di emendabilità delle dichiarazioni fiscali per la correzione di errori di fatto e di diritto ribadendo che "l'emendabilità, in via generale, di qualsiasi errore, di fatto o di diritto, contenuto in una dichiarazione resa dal contribuente all'Amministrazione fiscale, anche se non direttamente rilevabile dalla stessa dichiarazione; ciò per l'impossibilità di assoggettare il dichiarante ad oneri diversi e più gravosi di quelli che, per legge, devono restare a suo carico, in conformità con i principi costituzionali della capacità contributiva (art. 53 Cost.) e della oggetti va correttezza dell'azione amministrativa (art. 97 Cost.). Il contribuente, quindi, non solo può contestare, anche emendando le dichiarazioni da lui presentate all'Amministrazione finanziaria, l'atto impositivo che lo assoggetti ad oneri diversi e più gravosi di [...]

Non sono sufficienti i dati dell’elenco clienti e fornitori per il reato di omessa dichiarazione

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 3163 depositata il 27 gennaio 2020 intervenendo in tema di reati tributari ed in particolare in ordine alla omessa dichiarazione fiscale ha statuito che "l'ammontare della imposta evasa, il quale costituisce in ipotesi un fattore determinante ai fini della rilevanza penale del fatto contestato, atteso che la disposizione che si assume essere stata violata, cioè l'art. 5, comma 1, del dlgs n. 74 dei 2000, prevede, ai fini della punibilità della condotta omissiva un'evasione di imposta per un importo non inferiore a 50.000,00 euro, risulta essere priva di una effettiva motivazione, non essendo assolutamente comprensibile quale sia la reale portata dimostrativa della espressione "controllo incrociato" utilizzata dal giudicante al fini di indicare la fonte probatoria della contestata evasione fiscale." La vicenda ha riguardato un imprenditore [...]

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