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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Costituisce reato la distruzione o occultamento delle fatture passive in quanto sono comunque dimostrativi dell’esistenza di introiti a carico del soggetto emittente

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 2002 depositata il 20 gennaio 2020 intervenendo in tema di reato ex art. 10 del D.Lgs. n. 74 del 2000 ha statuito che "anche l'occultamento o la distruzione di fatture ricevute da terzi (cd. fatture passive) integra il reato di cui all'art. 10 del D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, trattandosi di documenti che, oltre a rappresentare costi sostenuti e a incidere sulla ricostruzione dei redditi del destinatario di essi, sono comunque dimostrativi dell'esistenza di introiti a carico del soggetto emittente" La vicenda ha riguardato il legale rappresentante di una s.a.s. che ha seguito di una verifica fiscale veniva sottoposto ad indagine e poi processato per il reato di di cui all'art. 10 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 al fine di evadere le imposte [...]

Legittimità della notifica di una cartella di pagamento effettuata, presso il domicilio del contribuente, nelle mani di un parente affetto da una malattia degenerativa che determina uno stato di incapacità

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 946 depositata il 17 gennaio 2020 intervenendo in tema di notifica a persona diversa dal contribuente ha ribadito che "sulla validità della notificazione di un atto (nella specie ingiunzione fiscale), mediante consegna di copia a mani di familiare capace ... non incide la circostanza che il destinatario dell’atto medesimo si trovi in situazione di incapacità naturale" La vicenda ha riguardato un contribuente che impugnava un estratto di ruolo in relazione alla cartella di pagamento in ordine a maggiori tributi per omessi versamenti oltre sanzioni. La Commissione Tributaria Provinciale adita dal contribuente accoglieva le doglianze del ricorrente. In particolare rilevando che l'Agente per la riscossione aveva prodotto tardivamente la documentazione relativa all'intervenuta notifica della cartella esattoriale. Avverso tale decisione l'Agente per la riscossione proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Regionale. [...]

Nullità dell’accertamento effettuato con metodo sintetico se l’incremento patrimoniale con un prestito

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 608 depositata il 15 gennaio 2020 intervenendo in tema di accertamento fondato sul redditometro ha affermato che "in tema di accertamento in rettifica delle imposte sui redditi delle persone fisiche, la determinazione effettuata con metodo sintetico, sulla base degli indici previsti dai decreti ministeriali del 10 settembre e 19 novembre 1992, riguardanti il cosiddetto redditometro, dispensa l'amministrazione da qualunque ulteriore prova rispetto all'esistenza dei fattori-indice della capacità contributiva, giacché codesti restano individuati nei decreti medesimi. Ne consegue che è legittimo l'accertamento fondato sui predetti fattori-indice, provenienti da parametri e calcoli statistici qualificati, restando a carico del contribuente, posto nella condizione di difendersi dalla contestazione sull'esistenza di quei fattori, l'onere di dimostrare che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore" La vicenda ha riguardato un contribuente, [...]

La confisca per equivalente del profitto di cui all’art. 19 del d. lgs. n. 231/2001 ha natura di sanzione principale e autonoma, senza che ricorra rapporto di sussidiarietà con le norme del codice penale che prevedono la stessa misura ablativa a carico delle persone fisiche responsabili del reato

La confisca per equivalente del profitto di cui all'art. 19 del d. lgs. n. 231/2001 ha natura di sanzione principale e autonoma, senza che ricorra rapporto di sussidiarietà con le norme del codice penale che prevedono la stessa misura ablativa a carico delle persone fisiche responsabili del reato

Registri contabili: deroga all’obbligo di stampa periodica, termine per la stampa ed imposta di bollo

Il comma 4-quater dell'articolo 7 del D.L. n. 357 del 10 giugno 1994, convertito con modificazioni dalla L. 8 agosto 1994, n. 489, come modificato dall'articolo 12-octies del D.L. n. 34 del 30 aprile 2019, convertito con modificazione dalla legge n. 58 del 28 giugno 2019, ha esteso, a tutti i libri e registri contabili qualora tenuti in forma elettronica, la deroga, prevista inizialmente ai soli registri IVA, all'obbligo di stampa a tutti i libri e registri contabili. Nel corso del tempo si sono succeduti una serie di interventi normativi in tal senso: Il D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2018, n. 136 ha disposto (con l'art. 17, comma 1-bis) che "A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, la deroga [...]

Per la dimostrazione delle operazioni soggettivamente inesistenti il solo riferimento al pvc non è sufficiente occorrendo indicare specificamente gli elementi di prova

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 716 depositata il 15 gennaio 2020 intervenendo in tema di accertamento fondato sul disconoscimento di costi per frode ha affermato che "l'Agenzia ha prospettato per un verso il valore fidefaciente del pvc senza tuttavia indicare in maniera specifica gli elementi fattuali che i verbalizzanti avrebbero individuato per dimostrare il coefficiente psicologico con specifico riferimento alle operazioni ritenute soggettivamente inesistenti" La vicenda ha visto protagonista una società di capitale a cui, a seguito di una verifica fiscale, veniva contestata di aver utilizzato fatture per operazioni inesistenti. Pertanto alla società veniva notificato un avviso di accertamento fondato sulla presunta frode fiscale. La società impugnava l'atto impositivo ricevute inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale. I giudici di prime cure annullavano l'atto impugnato. Avverso la decisione della CTP l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso [...]

Le dichiarazioni del contribuente rese in locali adibiti ad uso abitativo sono utilizzabili anche senza autorizzazione della procura

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 612 depositata il 18 gennaio 2020 intervenendo in tema di accertamento fiscale ed acquisizione delle prove ha ribadito che "ai fini dell'accertamento in materia di I.V.A., l'art. 52 del d.P.R. n. 633 del 1972 - richiamato dall'art. 33 del d.P.R. n. 600 del 1973 e, quindi, applicabile anche per gli accertamenti in materia di imposte dirette - prevede al primo comma l'accesso degli impiegati dell'Amministrazione finanziaria presso i locali adibiti all'esercizio dell'attività commerciale, agricola, artistica o professionale, ovvero presso i locali adibiti ad uso promiscuo e, al secondo comma, l'accesso presso i locali adibiti ad uso esclusivamente abitativo; nel primo caso è richiesta la sola autorizzazione del capo dell'Ufficio e del Procuratore della Repubblica e tali autorizzazioni si atteggiano come meri adempimenti procedimentali, strettamente legati alla necessità che [...]

Non compete l’agevolazione fiscale “prima casa” se la superficie supera i 240 mq e nel calcolo rientra anche la superficie del soppalco

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 29643 depositata il 14 novembre 2019 intervenendo in tema di agevolazione "prima casa" ha statuito che "In tema di agevolazioni c.d. prima casa, al fine di stabilire se un'abitazione sia di lusso e come tale esclusa da detti benefici, occorre fare riferimento alla nozione di superficie utile complessiva di cui all'art. 6 del d.m. Lavori Pubblici 2 agosto 1969, n. 1072, per il quale, premesso che viene in rilievo la sola utilizzabilità e non anche l'effettiva abitabilità degli ambienti, detta superficie deve essere determinata escludendo dalla estensione globale riportata nell'atto di acquisto sottoposto all'imposta, quella di balconi, terrazze, cantine, soffitte, scale e del posto macchina" La vicenda ha riguardato un contribuente a cui l'Agenzia delle Entrate aveva notificato un avviso di liquidazione dell’imposta di registro con cui [...]

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