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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Giudici che reperisce informazioni reperite a mezzo Internet: illegittima attività istruttoria – Cassazione sentenza n. 4951 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 4951 del 17 gennaio 2017 interviene, tra l'altro, sui limiti del giudice di merito di poter eseguire ricerca di informazioni al di fuori del contraddittorio delle parti affermando che in tal caso il giudice pone in essere un'attività istruttoria illegittima. In altri termini, qualora, gli avvocati delle parti non offrono al giudice sufficienti elementi di prova per decidere, quest’ultimo non può ricercare, di suo, ulteriori fonti di prova attraverso indagini condotte in autonomia, come ad esempio andando a ricercare su internet informazioni e altri dati sui fatti relativi alla controversia. Principio dispositivo Il  processo civile Italiano è retto dal cosiddetto «principio dispositivo»: in base a tale principio il giudice può decidere solo sulla base delle prove e delle allegazioni presentate dalle parti. Per cui anche riconoscendo che vi sono [...]

Definizione di imposta evasa ai fini dei reati tributaria – Cassazione sentenza n. 4916 del 2017

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 4916 del 31 gennaio 2017 intervenendo in tema di reati tributari ed in particolare del reato di cui all’art. 5 DLgs. n. 74 del 2000, confermando i principi di diritto ai fini della sua integrazione,  ha definito il concetto di “imposta evasa” affermando che "deve intendersi l'intera imposta dovuta, da determinarsi sulla base della contrapposizione tra ricavi e costi d'esercizio fiscalmente detraibili, in una prospettiva di prevalenza del dato fattuale reale rispetto ai criteri di natura meramente formale che caratterizzano l'ordinamento tributario (Sez.3, n.21213 del 26/02/2008, Rv.239983; Sez.3, n.38684 del 04/06/2014, Rv.260389; Sez.3, n.15899 del 02/03/2016, Rv.266817). E' rimesso, quindi, al giudice penale il compito di accertare l'ammontare dell'imposta evasa, da determinarsi sulla base della contrapposizione tra ricavi e costi d'esercizio detraibili, mediante una verifica che, privilegiando [...]

Demansionamento del dipendente a seguito cessione d’azienda ed onere della prova – Cassazione sentenza n. 1178 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 1178 del 18 gennaio 2017 è stata chiamata a decidere della corretta applicazione dei principi di diritto in tema di demansionamento e dell’onere della prova del demansionamento che è sempre a carico del lavoratore. Gli Ermellini, nella sentenza in commento,  hanno proceduto ad analizzare la vicenda di modifica delle mansioni a seguito della cessione di ramo d’azienda. Nel caso di specie la diversa assegnazione delle mansione aveva  riguardato l’intero personale. I giudici di legittimità hanno ritenuto infondati i motivi dei dipendenti ricorrenti poichè non risultava verificabile il danno professionale lamentato, né il preteso danno alla salute. Nella sentenza, la Corte ricorda comunque che: “È indubbio che l’assegnazione a mansioni inferiori rappresenti fatto potenzialmente idoneo a produrre una pluralità di conseguenze dannose, sia di natura patrimoniale che di natura non patrimoniale. [...]

Contratti a tempo determinati: applicabile l’indennità a forfait per i giudizi pendenti alla data di entrata in vigore della legge 183/2010 – Cassazione sentenza n. 1552 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 1552 del 20 gennaio 2017 è intervenuta in tema di conversione del contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato e dell'applicabilità dell’istituto della indennità a forfait. Gli Ermellini hanno ritenuto, conformemente ai precedenti della stessa Corte,  l’efficacia retroattiva del collegato lavoro (Legge n. 183/2010). Inoltre, i giudici di legittimità, hanno deciso che a seguito della conversione a tempo indeterminato del contratto a tempo determinato, il giudice di merito è tenuto ad applicare l’indennità a forfait introdotta dal collegato lavoro (art. 32, comma 5 della Legge n. 183/2010, come interpretata autenticamente dall’art. 1, comma 13 della Legge n. 92/2012), anche se la legge è entrata in vigore nel corso della causa. In altri termini, con la sentenza in commento, si è statuito che la legge trova applicazione a [...]

Extrapetizione: nozione fornita dalla Corte Suprema – Cassazione sentenza n. 2475 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 2475 del 31 gennaio 2017 ha precisato che l’extrapetizione ricorre qualora il giudice attribuisca alla parte un bene nemmeno implicitamente compreso nella domanda, non quando egli contiene la decisione nei limiti della pretesa pur fondandola su argomentazioni non prospettate dalla parte (Cass. 11 ottobre 2006, n. 21745, Rv. 592770; Cass. 31 gennaio 2011, n. 2297, Rv. 616336). La vicenda ha riguardato una cooperativa a cui veniva notificato un avviso di accertamento induttivo per maggiori ricavi ai fini IVA, IRAP ed IRES. Il contribuente avverso tali atti impositivi proponeva ricorso in Commissione Tributaria i cui giudici sia in primo che in appello accoglievano le doglianze della cooperativa confermando l'inattendibilità dell'operazione ricostruttiva. L'Agenzia delle Entrate avverso la decisione della Commissione Tributaria Regionale proponeva ricorso in cassazione con due motivi [...]

Delega alla firma del ricorso onere di produrre la prova dell’usurpazione della firma a carico del ricorrente – Cassazione ordinanza n. 2835 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 2835 del 2 febbraio 2017 intervenendo in tema di contenzioso tributario ha stabilito che l’ufficio periferico dell’Agenzia delle entrate è rappresentato in giudizio dal titolare dell’organo che, qualora non intenda trasferire il potere di rappresentanza processuale ad altro funzionario, può demandare, nell’esercizio dei poteri di organizzazione e gestione delle risorse umane, la sola materiale sottoscrizione dell’atto difensivo ad un “delegato alla firma”, mero sostituto nell’esecuzione di tale adempimento, sicché, ove l’atto difensivo sia stato sottoscritto dal delegato alla firma con la chiara indicazione della relativa qualità (ad esempio, con formula “per il dirigente”), l’ufficio periferico deve presumersi ritualmente costituito in giudizio a mezzo del dirigente legittimato processualmente, non essendo sufficiente la mera contestazione per fare insorgere l’onere in capo all’Amministrazione finanziaria di fornire la prova dell’atto interno di [...]

Reati fiscali: determinazione della durata delle pene accessorie in rapporto alla pena principale – Cassazione sentenza n. 4916 del 2017

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 4916 del 2 febbraio  2017  interviene in materia di reati fiscali in tema della durata delle pene accessorie ha affermato che "a durata della pena accessoria nelle ipotesi in cui sia prevista normativamente l'irrogazione della misura con riferimento ad un minimo e ad un massimo e costituisce, ancora oggi, questione controversa nonostante l'intervento chiarificatore delle S.U. con la sentenza 27.11.2014 n. 6240, B., Rv. 262328 secondo cui "sono riconducibili al novero delle pene accessorie la cui durata non è espressamente determinata dalla legge penale quelle per le quali sia previsto un minimo e un massimo edittale ovvero uno soltanto dei suddetti limiti, con la conseguenza che la loro durata deve essere dal giudice uniformata, ai sensi dell'art. 37 cod. pen., a quella della pena principale [...]

Agenzia delle Entrate: alcuni chiarimenti forniti nel convegno del 2 febbraio 2017

Durante il convegno del 2 febbraio 2017  l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia hanno fornito i primi chiarimenti su molte delle ultime novità fiscali. Di seguito si fornisce una prima sintesi. Definizione agevolata (Rottamazione cartelle) - La definizione agevolata viene perfezionata solo con il pagamento integrale degli importi la semplice domanda non blocca un eventuale pignoramento presso terzi ed inoltre quanto versato a titolo di sanzioni resta definitivamente acquisito. E' stato fornito un importante chiarimento circa il rapporto tra rottamazione delle cartelle e contenzioso pendente. E' stato evidenziato che la definizione agevolata delle cartelle non implica la rinuncia al ricorso ex art. 44 d.lgs. n. 546/92 assumendo rilevanza solo all’atto dell’integrale pagamento, comportando la cessazione della materia del contendere. Questo comporterà nel caso di contenzioso ancora pendente dopo un pronuncia sfavorevole in primo grado il contribuente può [...]

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