
Accertamento fiscale basato su indagini finanziare e ripartizione dell’onere probatorio – Cassazione sentenza n. 711 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 711 del 13 gennaio 2017 interviene in tema di accertamenti fiscali basati su indagini finanziarie ai sensi dell’articolo 32 del D.P.R. 600/73. Gli Ermellini hanno confermato il principio di diritto secondo cui qualora l'accertamento "si fondi su verifiche di conti correnti bancari, l'onere probatorio dell'Amministrazione è soddisfatto, secondo l'art. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973, attraverso i dati e gli elementi risultanti dai conti predetti, determinandosi un'inversione dell'onere della prova a carico del contribuente, il quale deve dimostrare, con una prova non generica ma analitica per ogni versamento bancario, che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non sono riferibili ad operazioni imponibili e sono prive di rilevanza fiscale (Cass. nn. 15857/2016, 4829/2015); ciò vale anche in tema di IVA, al fine di superare la presunzione di [...]
F24 nuovi codici tributi per il 2017
Con il nuovo anno, vengono soppressi ed accorpati numerosi codici tributi. In un ottica di semplificazione per la compilazione degli F24 per il 2017 si dovrà fare riferimento a codici tributo differenti rispetto agli anni scorsi. Vengono soppressi i seguenti codici tributi: codice tributo 8120: è un codice che veniva utilizzato per la sanzione relativa alla chiusura d’ufficio per le partite Iva. Da quest’anno non è prevista nessuna sanzione, di conseguenza il codice è stato soppresso a partire dal prossimo 1 febbraio 2017; codice tributo 3895: il codice, riferito al “Credito d’imposta per nuovi investimenti produttivi nella Regione Campania, ai sensi dell’art. 3, legge regionale n. 12/2007”, era finalizzato a consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta. Questo codice però per esplicita richiesta della Regione Campania, a valere dal 1 febbraio prossimo non sarà utilizzabile più a [...]
Bilancio: le nuove disposizioni di redazione consentono l’approvazione a giugno
Le nuove disposizioni normative (D.Lgs. 139/2015) ed i conseguenti aggiornamenti dei principi contabili OIC pubblicati il 22 dicembre 2016 costituiscano elemento sufficiente per giustificare l'approvazione del bilancio nel maggior termine di sei mesi, ovviamente a condizione che lo statuto della società preveda espressamente tale possibilità. E' quanto affermato anche dalla Commissione per lo studio dei principi contabili nazionali del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili,Con il Dlgs 139/2015 sono state innovate norme e direttive che regolano la materia relativa alla predisposizione dei bilanci per cui molte società potrebbero avere bisogno di più tempo per organizzare e stimare in maniera adeguata l’impatto che avrà l’applicazione dei predetti principi contabili rivisti ed aggiornati dalla novella normativa e che in taluni casi richiedono anche di rivedere le voci di bilancio relative all'esercizio 2015, onde consentire la necessaria comparazione. Si [...]
Litisconsorzio necessario per soci di società di persone – Cassazione sentenza n. 22438 del 2016
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 22438 del 4 novembre 2016 è stata chiamata a giudicare in tema di litisconsorzio necessario, nel fare ciò ha ribadito il principio dell’esistenza di un litisconsorzio necessario fra soci e società di persone nel caso di impugnazione dell’accertamento unitario conformemente all’articolo 14 del D.Lgs. 546/92 che al primo comma prevede infatti che: “Se l’oggetto del ricorso riguarda inscindibilmente più soggetti, questi devono essere tutti parte nello stesso processo e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni di essi”. Gli Ermellini hanno ritenuto di non doversi discostare, dal principio consolidato, da quanto più volte affermato, anche con le sentenze delle SS.UU. sent. n. 14815/2008 e 14816/2008, che in ragione della natura unitaria della rettifica reddituale disposta nei confronti delle società di persone, che i soci in base al principio [...]
Avviso di pagamento: impugnabile autonomamente – Cassazione sentenza n. 21597 del 2016
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 21597 del 26 ottobre 2016 è intervenuta in tema di impugnabilità degli avvisi di pagamento c.d. “bonario” confermando il proprio orientamento ha affermato la piena e totale ammissibilità della impugnazione di tale atto che è prodromico alla emissione della cartella di pagamento. La vicenda ha avuto origine a seguito della comunicazione ad una società di avvisi di pagamento per Tributi locali. La società contribuente impugnava tali avvisi di pagamento con ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale che riteneva ammissibile il ricorso proposto. Diversa sorte veniva riservata dalla Commissione Tributaria Regionale, a cui si era rivolto l'ente impositore, che riteneva l'avviso di pagamento non rientra tra gli atti indicati nell'elenco previsto dal comma 1 dell'art. 19 del D. Lgs 546/1992. La società impugnava la decisione della CTR sottoponendola all'esame della [...]
Ricorso inammissibile se non viene depositata la ricevuta di consegna – Cassazione sentenza n. 16758 del 2016
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16758 del 9 agosto 2016 interviene in tema di cause di inammissibilità del ricorso tributario affermando che in tema di cause di inammissibilità del ricorso tributario trova applicazione il principio dell'effettività della tutela giurisdizionale che raccomanda di interpretare in senso restrittivo le previsioni di inammissibilità (26560/14). Le questioni sottoposte al vaglio della Corte Suprema sono tre diverse ipotesi di inammissibilità del ricorso introduttivo previste dal quarto comma dell’articolo 18 del Dlgs 546/1992 relativo alla mancanza oppure risulti assolutamente incerta una delle indicazioni di cui al precedente secondo comma, a eccezione di quella relativa al codice fiscale e all’indirizzo di posta elettronica certificata, o se tale atto giudiziale non è sottoscritto a norma del comma precedente. Nel caso di specie risultava la mancanza della procura rilasciata dal contribuente al [...]
Accertamento basato sull’antieconomicità: illegittimo se il contribuente giustifica i bassi risultati – Cassazione sentenza n. 23795 del 2016
È illegittimo l’accertamento dell’Ufficio basato sull’antieconomicità dell’attività quando l’impresa giustifica i bassi risultati conseguiti. Ad affermarlo è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 23795 del 23 novembre 2016. I giudici di legittimità evidenziano l’importanza e l’insindacabilità, nei limiti della liceità, delle scelte dell’imprenditore, e ribadiscono che la stima della redditività dell'impresa è affidata alla comparazione di più indici. La vicenda ha riguardato una società contribuente, esercente commercio di calzature tramite negozi propri, a cui veniva notificato un avviso di accertamento con cui veniva rettificato il reddito dichiarato a seguito, a parere dell'Agenzia delle Entrate, di gravi incongruenze fra redditi e ricavi ed in particolare la presenza di elevati crediti e rimborsi IVA a fronte di bassi redditi e notevoli ricavi, oltre a considerevoli investimenti che di fatto apparivano incoerenti con l’attività svolta dalla contribuente, [...]
Ricorso privo di attestazione di conformità e di una pagina ammissibile – Motivazione concisa – Cassazione ordinanza n. 22106 del 2016
Con l'ordinanza n. 22106 del 31 ottobre 2016 la Corte di Cassazione interviene in tema di proposizione di ricorso ha affermato che la mancata attestazione di conformità del ricorso tributario rispetto all'originale notificato all'Ufficio non causa alcuna inammissibilità e precisato che a medesime conclusioni possa giungersi anche qualora il ricorso sia carente di una pagina e purchè ciò derivi da mera incompletezza materiale. Per i giudici del palazzaccio la sanzione della inammissibilità deve trovare applicazione solo nei casi in cui vi sia stata grave negligenza o dolo. La vicenda ha riguardato una società a cui l'Amministrazione finanziaria a cui veniva notificato un avviso di accertamento relativo alla ripresa a tassazione di un credito d'imposta IVA indebitamente detratto. La società impugnava l'atto impositivo proponendo ricorso in Commissione Tributaria che sia in primo che in secondo grado accoglievano le [...]







