
Società di comodo: per il recupero delle imposte dal test di operatività occorre prima un avviso di accertamento – Cassazione ordinanza n. 25472 del 2016
Con l'ordinanza n. 25472 del 12 dicembre 2016 la Corte di Cassazione si è occupata di società di comodo stabilendo che il risultato derivante dal test di operatività, previsto dall'art. 30 della L. 724/94 per le società di comodo, non è un fatto idoneo a giustificare la liquidazione automatica della dichiarazione. La vicenda ha riguardato una società che non aveva superato il cosiddetto "test di operatività" ed a cui l’Agenzia delle Entrate, con una estensiva interpretazione dell’articolo 36-bis del DPR 600/73, ritiene di liquidare imposta sul presupposto che sia “dovuta in base alla dichiarazione” anche se di mero ricalcolo o correzione non può parlarsi. La società avverso la cartella di pagamento propone ricorso alla Commissione Tributaria, i giudici di prime cure rigettano le doglianze della società ricorrente, la quale impugna la decisione innanzi alla Commissione Tributaria [...]
Illegittimità dell’accertamento basato sugli studi di settore se non elaborate le osservazioni in contraddittorio – Cassazione sentenza n. 26504 del 2016
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 26504 del 21 dicembre 2016 interviene in tema di determinazione del reddito con strumenti standardizzati riconfermando l'obbligo dell'Amministrazione finanziaria di elaborare le osservazioni del contribuente in sede di contraddittorio. In particolare, i giudici di legittimità affermano che il contraddittorio successivo all’invito formulato ex art 32 del DPR 600/73, nel caso in cui venga compiutamente integrato dal contribuente, assume un ruolo centrale per il successivo avviso di accertamento, ponendo l'obbligo a carico dell’amministrazione finanziaria di motivazione rafforzata, che tenga conto di quanto affermato dal contribuente. La vicenda ha avuto origine dalla notifica di un avviso di accertamento nei confronti di un contribuente che in sede di contraddittorio aveva inoltrate le proprie osservazioni. L'Agenzia delle Entrate, nonostante le predette contestazioni del contribuente in sede di contraddittorio, non ha integrato [...]
Motivazione della sentenza: nulla se generica ed apodittiche – Cassazione ordinanza n. 22693 del 2016
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 22693 del 8 novembre 2016 interviene in tema di motivazioni, in linea con l’interpretazione finora resa in materia dalla Suprema Corte con specifico riferimento alla tecnica della motivazione per relationem, contenuta nella sentenza. Per i giudici di legittimità la sentenza di appello della Commissione tributaria regionale non deve contenere motivazioni generiche ed apodittiche da non far trasparire se il giudice abbia realmente esaminato le richieste del ricorrente, poichè in tal modo diventa impossibile individuare l’oggetto della decisione e delle ragioni su cui si basa il dispositivo e non si può ritenere che la condivisione della motivazione impugnata sia stata raggiunta mediante l’analisi e la valutazione dell’infondatezza dei motivi di impugnazione. (il principio di diritto, relativo all'obbligo di motivazione, confermato anche il altre occasioni ed in materia diverse vedasi Cassazione sez. [...]
Iscrizione ipotecaria illegittima se non preceduta da comunicazione preventiva al contribuente – Cassazione ordinanza n. 380 del 2017
La Corte di Cassazione ritorno sul tema delle iscrizioni ipotecare di cui all'articolo 77 del DPR 602/73 con l'ordinanza n. 380 del 10 gennaio 2017 ha confermato il suo orientamento, anche in seguito alle modifiche dell'art. 77 introdotte con il d.l. 14 maggio 2011, n. 70, convertito dalla legge 12 luglio 2011, n. 106. La norma in commento contenuta nel comma 2-bis statuisce che: “L’agente della riscossione e’ tenuto a notificare al proprietario dell’immobile una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, sara’ iscritta l’ipoteca di cui al comma 1”. Alcuni mesi precedenti alla sentenza in commento la Corte di Cassazione con la sentenza n. 22759 del 2016 aveva deciso su una controversia sorta prima della modifica normativa. in tale occasione gli Ermellini con ricorso a principi generali [...]
Legittimo il deposito di nuovi documenti in appello – Cassazione sentenza n. 24747 del 2016
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 27474 del 30 dicembre 2016 affronta il tema della tardiva produzione di documenti nel giudizio tributario di primo grado con riferimento alle conseguenze processuali della tardività sulle fasi successive della controversia. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui veniva notificata una cartella di pagamento per il recupero dell'ICI. Il contribuente avverso la cartella proponeva ricorso innanzi alla Commissione Tributaria ed in particolare contestava il mancato deposito della documentazione al fine di dimostrare la ritualità della notificazione degli avvisi di accertamento prodromici alla cartella di pagamento oggetto del contendere. Il Comune depositava tale documentazione oltre i termini stabiliti dall'art. 32 del D.Lgs. 546/1992. La Commissione Tributaria Provinciale accoglieva tale motivazione annullando la cartella di pagamento. La parte soccombente impugnava la sentenza innanzi alla Commissione Tributaria Regionale che escludeva la fondatezza [...]
Perdite su credito: trattamento fiscale ed indicazioni in bilancio
Il trattamento fiscale dei crediti iscritti in bilancio è regolato dal TUIR dagli articoli 106 e 101 comma 5 e comma 5 bis. La normativa che regola i crediti è stata sottoposta a varie modifiche del legislatore negli ultimi anni al fine di avere una maggiore aderenza tra disciplina civilistica e fiscale. Il trattamento fiscale dei crediti si base essenzialmente sugli articoli 106 e 101 comma 5 e 5 bis del Tuir, il cui contenuto si può cosi sintetizzare: Art. 106 del Tuir - Con il predetto articolo il legislatore ha statuito che la svalutazione dei crediti sia deducibile secondo un criterio forfettario caratterizzato dai seguenti limiti: deducibilità massima pari allo 0,5% del valore nominale/di acquisto dei crediti non coperti da garanzia assicurativa presenti in bilancio; limite massimo complessivo di svalutazioni/accantonamenti pari al 5% del valore nominale dei [...]
Nullità dell’accertamento fiscale se non allegato il PVC non conosciuto dal contribuente – Cassazione sentenza n. 562 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 562 del 12 gennaio 2017 intervenuta in tema di obbligo di allegazione, confermando il proprio orientamento, ha statuito che è nullo l’avviso di accertamento motivato per relationem a un PVC di cui contribuente non conosce il contenuto, perché non ha partecipato alla sua stesura. La vicenda ha riguardato un contribuente socio di una società a cui veniva recapitato un avviso di accertamento che traeva spunto dal p.v.c. della Guardia di Finanza a carico della società di cui era socio. Il contribuente impugnava l'atto impositivo innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale che rigettava le doglianze del ricorrente. Avverso la decisione dei giudici di prime cure il contribuente ricorreva alla Commissione Tributaria Regionale, i cui giudici hanno ritenuto corrette le motivazioni del contribuente. Per cui contrariamente a quanto ritenuto dall'Agenzia delle [...]
Rimessione in termini applicabile al processo tributario – Cassazione sentenza n. 1486 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 1486 del 20 gennaio 2017 ha statuito l'applicabilità al processo tributario l'articolo 153 codice procedura civile per cui il giudice, fermo restando le condizioni, può rimettere in termine il contribuente che è stato truffato dal consulente di fiducia riguardo alla risoluzione della pendenza col fisco. La vicenda ha riguardato un contribuente che era stato oggetto di truffa da parte del proprio consulente che aveva ricevuto un atto impositivo non impugnato dal professionista. Successivamente veniva notificato al contribuente veniva notificato una intimazione di pagamento. Il contribuente impugnava l'atto innanzi alla Commissione Tributaria. I giudici della Commissione Tributaria Regionale di Napoli ha annullato l’intimazione di pagamento e rimesso in termini la contribuente per l’impugnazione dell’atto prodromico, avendo constatato che la medesima era stata raggirata dal precedente consulente riguardo l’accertamento fiscale [...]







