
Controlli automatizzati e formali di cui agli art. 36-bis e 36-ter ed obbligo del contraddittorio preventivo – Cassazione sentenza n. 19861 del 2016
Con la sentenza n. 19861 del 5 ottobre 2016 la Corte di Cassazione interviene in tema di contraddittorio endoprocedimentale analizzando le conseguenze del mancato contraddittorio preventivo in tema di liquidazioni ex art. 36-bis del DPR 600/73 e di controlli formali di cui all’articolo 36-ter anche alla luce dell’ormai noto solco interpretativo tracciato dalle Sezioni Unite della stessa Corte con la sentenza n. 24823 del 2015, e seguito da altri pronunciamenti dei Giudici di legittimità. Per gli Ermellini la norma che regola tali ipotesi è l’articolo 6 dello Statuto del Contribuente che recita al comma 2: “L’amministrazione deve informare il contribuente di ogni fatto o circostanza a sua conoscenza dai quali possa derivare il mancato riconoscimento di un credito ovvero l’irrogazione di una sanzione, richiedendogli di integrare o correggere gli atti prodotti che impediscono il riconoscimento, [...]
Incarico professionale: l’affidamento è dimostrabile con qualsiasi mezzo anche per email – Cassazione sentenza n. 1792 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 1792 del 24 gennaio 2017 intervenendo in tema di affidamento dell'incarico professionale ha statuito che il professionista può dimostrare il ricevimento dell’incarico - presupposto del diritto al compenso – anche attraverso la produzione dei fax e delle e-mail intercorse con il soggetto convenuto per il pagamento, il cui contenuto deve essere oggetto di attento esame da parte del giudicante, pena la nullità delle sentenza per vizio di motivazione. Per cui l'invio dell’email è prova del conferimento dell’incarico professionale e, una volta spedita, obbliga il cliente a onorare la parcella. Pertanto la corrispondenza sono indice del conferimento di un incarico. Per cui in linea con i principi generali del codice civile in materia di contratti statuiscono che l’accordo si può stipulare anche tramite comportamenti concludenti, senza bisogno di uno specifico [...]
Accertamento induttivo: legittimo se il conto cassa presenta un saldo elevato e conti bancari in rosso – Cassazione sentenza n. 1530 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 1530 del 20 gennaio 2017 in tema di accertamento induttivo per conto cassa con un saldo ingente e di una contemporanea elevata negativa esposizione bancaria ha affermato la legittimato dell'Amministrazione finanziaria a procedere all’accertamento analitico-induttivo del reddito d’impresa. Per cui si concretizza un anomalo comportamento In tal caso, l'impresa vanta una grande liquidità ma non la usa e, per soddisfare i rapporti commerciali, ricorre al reddito bancario fonte di costi e oneri passivi. Questo comportamento è indice di una condotta antieconomica. La controversia che ha riguardato una società a cui veniva notificato un avviso di accertamento emesso ai sensi dell’art. 39, comma 1, lett. d), del D.P.R. n. 600/73. Il contribuente avverso tale atto impositivo inanzi alla Commissione Tributaria, i giudici della Commissione Tributaria Regionale accolgono le [...]
Accertamento induttivo basato su fatture incomplete: illegitimo – Cassazione sentenza n. 1119 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 1119 del 18 gennaio 2017 intervenendo in tema di accertamento induttivo basato su fatture incomplete è passibile di annullamento quando il giudice non ritiene plausibile la ricostruzione del reddito del contribuente in quanto l'Amministrazione finanziaria non può contestare il costo della manodopera o presumerlo in relazione al settore di attività anche in assenza di schede tecniche di lavorazione e listini prezzi. La vicenda ha riguardato una società a cui veniva notificato un avviso di accertamento sulla base di un processo verbale di constatazione da cui venivano rettificati i ricavi dichiarati a causa dalla oggettiva incompletezza delle fatture e valorizzando l’omessa consegna da parte del contribuente delle schede tecniche di lavorazione e listini prezzi. Avverso l'atto impositivo la società proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale che non accoglieva le [...]
Ritenute non versate dal sostituto non deducibili dall’imposta evasa – Cassazione sentenza n. 2256 del 2017
Il professionista che non inserisce fra i componenti positivi l’importo della ritenuta d’acconto operata ma non versata dal cliente rischia di incorrere nel reato di dichiarazione infedele ex art. 4 D.Lgs. n. 74/2000, è quanto emerge dalla recente sentenza della Cassazione n. 2256 del 18 gennaio 2017 La ritenuta operata ma non versata al fisco dal sostituto di imposta non può essere scomputata dalla determinazione dell’imposta evasa ai fini penali. Nella determinazione dell’imposta evasa in capo ad un professionista non si può scomputare la ritenuta di acconto indicata in fattura se il sostituto non l’ha versata. Pertanto ove sia superata la soglia di punibilità prevista dalla normativa, viene integrato il reato di infedele dichiarazione in quanto il concetto di imposta evasa presuppone - per detrarre dall’importo la ritenuta - il versamento della medesima, non essendo sufficiente [...]
Incentivi alle assunzioni 2017 per giovani diplomati e apprendistato
La legge di Bilancio 2017 (legge 232/2016) con i comma da 308 a 310 dell'articolo 1 ha stabilito l'esonero contributivo per i datori di lavoro fino a un importo massimo di € 3.250 annui per tre anni al fine di favorire forme di occupazione stabile. Tali agevolazioni sono previste, in particolare, per favorire l'assunzione di giovani neo diplomati entro sei mesi dall’acquisizione del titolo di studio, studenti che hanno svolto presso il medesimo datore di lavoro attività di alternanza scuola-lavoro Incentivo per l’assunzione di giovani in alternanza scuola-lavoro L’agevolazione, in commento, viene riconosciuta ai datori di lavoro privati che assumono studenti i quali abbiano terminato il percorso di studi da non più di 6 mesi e che hanno svolto presso il medesimo datore di lavoro periodi di alternanza scuola-lavoro pari ad almeno: 30% delle ore di alternanza [...]
INAIL riduzione del premio: OT24
Trascorsi i primi due anni dall'inizio dell'attività l’art. 24 delle Modalità per l’applicazione delle Tariffe Premi INAIL prevede che in relazione agli interventi effettuati per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, anche in attuazione delle disposizioni del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, e successive modifiche ed integrazioni e delle specifiche normative di settore, l'INAIL può applicare al datore di lavoro che sia in regola con le disposizioni in materia di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro e con gli adempimenti contributivi ed assicurativi, una riduzione del tasso medio di tariffa in misura fissa, in relazione al numero dei lavoratori- anno del periodo. Per ottenere la riduzione il datore di lavoro deve presentare apposita istanza con cui vanno forniti tutti gli elementi, le notizie e le indicazioni [...]
Modalità di pagamento delle spese relative ad interventi di recupero del patrimonio edilizio e riqualificazione energetica degli edifici esistenti
Con la risposta all'interpello n. 9/E del 20 gennaio 2017 l'Agenzia delle Entrate in risposta all'interpello in tema di fruizione fiscale delle spese sostenute per il recupero del patrimonio edilizio e riqualificazione energetica degli edifici esistenti ha affermato che per fruire dei benefici fiscali, il pagamento deve essere eseguito mediante bonifico bancario o postale, dal quale risultino la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva (ovvero il codice fiscale) del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. Il pagamento con modalità diverse impedisce il riconoscimento della detrazione. Nella risoluzione vengono ricordati gli obblighi, a carico delle banche e di Poste italiane, di seguito indicati: obbligo di operare una ritenuta, nella misura dell'8%, all'atto dell'accredito dei pagamenti disposti con bonifici relativi a spese detraibili; la trasmissione telematica all'Agenzia [...]







