
Tassa annuale sulle concessioni governative per la numerazione e bollatura di libri e registri contabili obbligatori
Prossima scadenza per il 16 marzo è il pagamento della tassa di vidimazione annuale dei libri sociali. Non tutti i soggetti passivi IVA sono obbligati al versamento. I soggetti su cui grava l'obbligo del pagamento della tassa annuale sulle concessioni governative per la numerazione e bollatura (c.d. vidimazione) di libri e registri contabili obbligatori di cui all’art. 2421 c.c. sono costituiti delle S.p.a.; S.r.l.; Società consortili e Società in liquidazione ordinaria (no fallimento). Il versamento della predetta tassa, è dovuto entro il 16/03 di ciascun anno (se trattasi di soggetto già in attività). Per i soggetti che invece, inizieranno l’attività in corso d’anno, il versamento dovrà avvenire prima della dichiarazione di inizio attività. L’importo da versare – L’importo da versare è forfettario e varia a seconda dell’ammontare del capitale o del fondo di dotazione al [...]
Accertamento: illegittimo se basato su interrogatorio “a sorpresa” – Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia n. 38/02/2017
Con la sentenza n. 38/02/17 la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia ha ritenuto illegittimo l’accertamento di maggiori ricavi con metodo induttivo nei casi in cui i dati siano stati raccolti nel corso dell’interrogatorio “a sorpresa” del Legale Rappresentante della società. La vicenda ha riguardato una società esercente l'attività di produzione di prodotti di panetteria freschi, il cui rappresentante legale veniva invitato a presentarsi “personalmente” presso il locale ufficio dell’Agenzia delle Entrate, al fine di consegnare documentazione contabile e fiscale. In questo frangente, però, l’uomo è stato sottoposto anche una seria di domande (“quattro pagine di domande preconfezionate”) riguardanti l'attività e il processo produttivo, con richiesta di “numeri” e “percentuali”. Atto dell'Agenzia delle Entrate ha anche contestato irregolarità nell’emissione di scontrini fiscali (nella specie 2 scontrini non emessi in vent’anni di attività), la deduzione di costi [...]
Accertamento: principio di antieconomicità non applicabile all’IVA – Cassazione sentenza n. 2875 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 2875 del 3 febbraio 2017 intervenendo in tema di accertamento IVA ha statuito che il diritto alla detrazione può essere negato solo se sia dimostrato dall'amministrazione finanziaria, alla luce di elementi oggettivi, che è invocato dall'imprenditore fraudolentemente o abusivamente. Inoltre il principio di antieconomicità mentre è ammesso per le imposte dirette non lo è necessariamente per l'IVA. Gli Ermellini nell'accogliere le doglianze della società ricorrente hanno evidenziato che i principi affermati in materia di imposte sui redditi, secondo cui rientra nei poteri dell’amministrazione finanziaria la valutazione di congruità dei costi e dei ricavi esposti nel bilancio e nelle dichiarazioni e la rettifica di queste ultime, anche se non ricorrano irregolarità nella tenuta delle scritture contabili o vizi degli atti giuridici compiuti nell’esercizio d’impresa, non sono immediatamente ed [...]
INAIL: contabilizzazione del costo
Entro il 16 febbraio tutti i datori di lavoro devono procedere all'autoliquidazione con cui versare il premio Inail relativo sia al conguaglio a saldo del 2016 sia all’anticipo per l’anno 2017. Con l'autoliquidazione oltre al versamento del premio il datore di lavoro comunica all’Inail le retribuzioni corrisposte ai propri dipendenti e agli altri soggetti assicurati all’Istituto mediante la presentazione del modello 1031, quest’ultimo in scadenza il 28 febbraio di ogni anno. Oltre ai dipendente tra i soggetti per i quali è obbligatoria l’assicurazione vanno ricompresi: i collaboratori anche occasionali, gli artigiani, il coniuge, figli e i parenti del datore di lavoro, i partecipanti all’impresa familiare, gli associati in partecipazione. Il premio, da pagarsi mediante modello F24 compilando la sezione Inail, per l’assicurazione contro gli infortuni va versato in unica soluzione il 16 febbraio oppure in quattro rate, tutte di ugual importo ma [...]
Accertamento fiscale: ricorso al procedimento induttivo solo se sussistono i presupposti – Cassazione sentenza n. 2468 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 2468 del 31 gennaio 2017 nell'intervenire in tema di accertamento tributario induttivo basato sul riscontro di caffè e di tovaglioli relativamente ad un bar con attività di ristorazione per una redditività più bassa rispetto alla media di settore, che faceva scattare un accertamento induttivo nonostante la regolare tenuta della contabilità. La vicenda ha riguardato una società in liquidazione a cui l'Agenzia delle Entrate, a seguito di controllo, notificavano un avviso di accertamento sulla base dell'art. 39, comma 1, lett. d), secondo periodo, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600. Infatti l'Agenzia delle entrate riteneva che i ricavi dichiarati erano inferiori a quelli effettivi. Secondo i Giudici si tratta in realtà di un accertamento fondato sull’art. 39, comma 1, lett. d), del d.P.R. n. 600 del 1973, che recita: «Per [...]
Per la Cassa di previdenza gli accertamento non sono soggetti a termini di decadenza – Cassazione sentenza n. 2967 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 2967 del 3 febbraio 2017 intervenuta in tema di validità di annualità contributive per gli iscritti agli ordini professionali, in particolare della Cassa di previdenza dei dottori commercialisti in ordine al potere di annullare eventuali annualità contributive ai propri iscritti laddove accerti la mancanza di specifici requisiti Nel caso di specie la Cassa di previdenza aveva proceduto all'annullamento di numerose annualità contributive di un commercialista – circa 10, comprese tra il 1987 e il 2000 – disposto per carenza di esercizio continuativo della prestazione professionale. Dopo che i giudici di merito, in entrambi i gradi, avevano ritenuto legittimo l'operato della Cassa di previdenza, il professionista nel proporre ricorso per Cassazione lamentava la violazione dell’art. 22 della L. 21/86, sostenendo proprio l’intervenuta decadenza della stessa Cassa di previdenza dalla facoltà [...]
Splafonamento: come rimediare
Con la risoluzione n. 16/E del 6 febbraio 2017 l'Agenzia delle Entrate ha dato riposta ad un quesito posto da una società esportatrice abituale che beneficia della possibilità di acquistare o importare beni e servizi senza applicazione dell’Iva, entro un determinato limite annuale, plafond (articolo 8, comma 1, lettera c, Dpr 633/1972). L'Agenzia delle Entrate ha chiarito l’esatta individuazione delle modalità di regolarizzazione dello “splafonamento”, ovvero del caso in cui l’esportatore abituale abbia acquistato o importato beni e servizi senza il pagamento dell’imposta oltre il limite del plafond disponibile. Le soluzioni prospettate dall’Agenzia delle Entrate L'Amministrazione finanziaria ha innanzitutto ricordato che: in caso di splafonamento, l’esportatore abituale, oltre all’Iva non assolta e agli interessi, è tenuto al versamento di una sanzione dal 100 al 200% dell’imposta dovuta (articolo 7, comma 4, Dlgs 471/1997) lo splafonamento è [...]
Accertamento basato su percentuali di ricarico: illegitimo se l’impresa opera nel settore degli appalti pubblici – Cassazione sentenza n. 2872 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 2872 del 3 febbraio 2017 intervenendo in tema di applicazione di percentuali di ricarico alle imprese che operano nel settore pubblico ha affermato la illegittimo dell'avviso di accertamento effettuato su percentuali di ricarico alte nel caso di impresa che opera nel settore pubblico Gli Ermellini hanno confermato il principio di diritto "in tema di accertamento delle imposte sui redditi è assolutamente consolidato nel ritenere insindacabile il potere dell'amministrazione finanziaria, se esercitato nell'ambito delle previsioni di legge, di scegliere discrezionalmente il metodo di accertamento da utilizzare nel caso concreto e, pertanto, la parte contribuente, in assenza (secondo Cass. n. 8333 del 2012), non ha titolo a dolersi della scelta operata (cfr. Cass. n. 19258 del 2005; n. 20837 del 2005; n. 13430 del 2012; n. 8333 del 2012; [...]