
Notifiche: principio processuale del tempus regit actum Cassazione ordinanza n. 2276 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 2276 del 30 gennaio 2017 è intervenuta a chiarire il principio processuale del tempus regit actum in riferimento agli atti perfezionatisi prima dell’entrata in vigore di una novella in materia processuale, ancorché il processo è in corso, in difetto di una disciplina transitoria o di esplicite disposizioni di segno contrario, restano regolati, anche negli effetti, dalla norma sotto il cui imperio sono stati posti in essere. Il chiarimento è intervenuto in riferimento all’eliminato obbligo (previsto dal 2° comma dell’art. 53 del d.lgs. n. 546/1992) del deposito della copia dell’appello, presso l’ufficio di segreteria della commissione tributaria che ha pronunciato la sentenza impugnata, abrogato dall’art. 36 del d.lgs. n. 175/2014. La vicenda ha riguardato un contribuente che avverso un atto impositivo aveva presentato ricorso alla CTP i cui giudici accoglievano parzialmente le sue [...]
Lista dei Paesi collaborativi – modifica elenco
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha emanato un proprio Decreto il 17 gennaio 2017 è pubblicato il 30 gennaio 2017 sulla Gazzetta Ufficiale n. 24 avente per oggetto “Modifica degli allegati C e D al Decreto 28 dicembre 2015 recante l'attuazione della Legge 18 giugno 2015 n. 95 e della Direttiva 2014/107/UE del Consiglio del 09 dicembre 2014 recante modifica della Direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico delle informazioni nel settore fiscale”. Con tale decreto sono stati inseriti nuovi paesi nella lista dei cosiddetti paesi collaborativi, cioè paesi che hanno aderito allo scambio automatico di informazioni favorendo la trasparenza tra i vari Stati. Tale lista rappresenta un importante strumento di collaborazione tra le Amministrazioni fiscali e i contribuenti per far fronte alla crescente complessità di una economia sempre più globale e digitalizzata, [...]
IRI: irrilevanza ai fini contributivi
Esaminiamo i riflessi dell'IRI (Imposta Redditto Impresa), al fine di poter effettuare la scelta per il nuovo regime avendo chiari tutti gli aspetti, riguard0 l’aspetto previdenziale. Il nuovo regime è stato introdotto con la Legge di Bilancio 2017 (che ha inserito nel TUIR il nuovo art. 55-bis), applicabile dal 1° gennaio 2017, se optato ha una durata vincolante di 5 periodi d’imposta. Vi è la possibilità di rinnovo alla scadenza del quinquennio. L'opzione va comunicata all’Agenzia delle Entrate nella dichiarazione dei redditi riferita al periodo d’imposta da cui si è deciso di aderire. La scelta per l'IRI è possibile esercitarla solo per gli imprenditori individuali, le società di persone (S.a.s. ed S.n.c.) e le SRL a ristretta base proprietaria. altro requisito è che si operi in contabilità ordinaria. L'IRI prevede la tassazione con un aliquota al 24% [...]
Accertamento induttivo: illegittimo se basato solo sui lavoratori “in nero” – Cassazione sentenza n. 2466 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 2466 del 31 gennaio 2017 intervenendo in tema di accertamento induttivo ha statuito che il rilevamento presso un’azienda della presenza di lavoratori in nero non necessariamente costituisce il presupposto per un accertamento induttivo. La vicenda ha riguardato una società che a seguito di un controllo congiunta della Direzione Provinciale del Lavoro e dell'INPS emergeva la presenza di lavoratori irregolari per il periodo dal 2004 al 2007. L'Agenzia delle Entrate in base ai risultati di tale ispezione emetteva avviso di accertamento ex artt. 39, comma 2, lett. d), e 40 del d.P.R. n. 600 del 1973 per IVA, IRES ed IRAP. La società contribuente avverso tale atto impositivo proponeva ricorso alla Commissione Tributaria i cui giudici, sia in primo che in secondo grado, accoglievano parzialmente le doglianze della ricorrente riducendo del [...]
Licenziamento per assenze alle visite fiscali di controllo: legittimità – Cassazione sentenza n. 64 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 64 del 4 gennaio 2017 intervenendo in tema di licenziamenti ha affermato che è legittimo il licenziamento per giusta causa del dipendente che è risultato ripetutamente assente alle visite fiscali di controllo nonostante l’effettività della malattia qualora lo stesso non adempie all'obbligo di comunicare preventivamente le assenze alla visita fiscale, per consentire all’azienda di controllare, tramite l’Inps, l’effettività della sua malattia. Nel caso in esame, la Corte di Cassazione ha definito legittimo il licenziamento del dipendente risultato assente per tre volte alle visite fiscali per malattia nel corso di due mesi senza addurre valide giustificazioni e senza aver comunicato preventivamente l’assenza dal domicilio. Per i giudici di legittimità il licenziamento è valido anche se un sanitario dell’INPS abbia confermato la malattia diagnosticata con la relativa prognosi. La Suprema Corte [...]
Cambio di appalto con trasferimento del personale ad altro datore di lavoro non costituisce trasferimento d’azienda – Cassazione sentenza n. 24972 del 2016
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 24972 del 6 dicembre 2016 intervenendo in tema di cessione d'azienda ha chiarito che il semplice trasferimento del personale da un datore di lavoro all’altro in caso di cambio di appalto non è sufficiente a definire un trasferimento d’azienda ex art. 2112 c.c., che si configura qualora l’assunzione di lavoratori durante i cambio di soggetto appaltatore viene accompagnata anche da un passaggio di beni di non trascurabile entità, ovvero tale da rendere possibile lo svolgimento di una specifica impresa. Gli Ermellini hanno chiarito, in tema di nozione d'azienda ex art. 2112 c.c., che l'azienda è sicuramente fatta anche di beni immateriali, ma non può certamente essere ridotta solo ad essi a fronte dell’articolo 2555 del Codice Civile che nella stessa nozione di azienda richiama la necessità anche di beni [...]
Effetti della scadenza del termine di impugnazione delle cartelle di pagamento – Cassazione SS.UU. sentenza n. 23397 del 2016
La Corte di Cassazione a sezione unite con la sentenza n. 23397 del 17 novembre 2016 è stata chiamata a pronunciarsi sulla "interpretazione da dare all’articolo 2953 c.c., con riguardo specifico all’operativita’ o meno della ivi prevista conversione del termine di prescrizione breve in quello ordinario decennale, nelle fattispecie originate da atti di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali ovvero di crediti relativi ad entrate dello Stato, tributarie ed extratributarie, nonche’ di crediti delle Regioni, delle Province,dei Comuni e degli altri Enti locali nonche’ delle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie o amministrative" Gli Ermellini dopo aver chiarito il contesto normativo e le sentenze in contrasto tra loro ha statuito i seguenti principi di diritto: “la scadenza del termine – pacificamente perentorio – per proporre opposizione a cartella [...]
Sono Pignorabili i compensi degli amministratori per le funzioni svolte in ambito societario sono pignorabili senza i limiti previsti dell’art. 545, comma 4, c.p.c.
La Corte di Cassazione a Sezione Unita con la sentenza n. 1545 del 20 gennaio 2017 ha statuito, componendo il relativo contrasto ed altresì pronunciandosi su questione di massima di particolare importanza, che sono pignorabili i compensi spettanti all’amministratore unico o al consigliere d’amministrazione di una società per azioni per le funzioni svolte in ambito societario per cui in considerazione dell’immedesimazione organica che si verifica tra persona fisica ed ente, e dell’assenza del requisito della coordinazione, non è compreso in quelli previsti dall’art. 409, n. 3, c.p.c., sicchè i compensi spettanti ai soggetti predetti per le funzioni svolte in ambito societario sono pignorabili senza i limiti previsti dell’art. 545, comma 4, c.p.c. La ricorrente banca non ha proposto alcuna doglianza specifica sulla piena equiparazione, ai fini della gravata decisione, dei compensi ed emolumenti spettanti all’amministratore [...]







