
Collegio sindacale: fase di insediamento predisposizione di verbali e procedure
Il Collegio sindacale nella fase di insediamento e di avvio richiede uno sforzo preliminare legato alla predisposizione dei seguenti documenti attestanti la propria situazione professionale e in parte condivisibili con la società. Il CNDCEC ha emanato nel gennaio 2016 55 bozze di verbali. Il documento “Verbali e procedure del collegio sindacale” è composto di 214 pagine suddivise in 7 sezioni relative a insediamento del collegio sindacale, attività di vigilanza, riscontro di gravi irregolarità, operazioni sul capitale sociale, operazioni straordinarie e liquidazione, società quotate e crisi d’impresa. In questa fase ci concentreremo sulla prima sezione, ovvero quella relativa all’insediamento del collegio sindacale. Di seguito si elencano i verbali in fase di avvio e di insediamento. Dichiarazione di trasparenza (V.1): questo documento, consegnabile in sede di assemblea di nomina, contiene gli incarichi di amministratore e di controllo di società. [...]
Estratti di ruoli: impugnabili quando le cartelle di pagamento sono affette da invalidità della relativa notifica – Cassazione ordinanza n. 1008 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 1008 del 17 gennaio 2017 intervenendo in tema di quali atti sia possibile impugnare ha aderito al principio di diritto statuito dalle SS.UU. secondo cui è impugnabile l'estratto di ruolo quando a causa della invalidità della notifica della cartella di pagamento ne sia venuto a conoscenza con la richiesta al concessionario dell'estratto. La vicenda ha visto protagonista un contribuente che dopo aver chiesto un estratto ruolo al concessionario viene a conoscenza di cartelle di pagamento non notificate. Il contribuente proponeva ricorso alla CTP i cui giudici accoglievano il ricorso proposto. Il Concessionario impugnava la decisione di primo grado innanzi alla Commissione tributaria regionale che accoglieva l'appello di Equitalia Sud. La CTR osservava in particolare che l'atto impugnato non era autonomamente impugnabile, in quanto "atto interno" che poteva essere impugnato [...]
Notifica a persona qualificatasi come di famiglia onere del destinatario provare l’inesistenza del rapporto – Cassazione ordinanza n. 1971 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 1971 del 25 gennaio 2017 intervenendo in tema di notifiche ha statuito che la notifica dell’accertamento effettuata a persona di famiglia o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda, non necessita della successiva raccomandata, come nel caso in cui la stessa avvenga al portiere o al vicino di casa. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui veniva notificata una cartella di pagamento per un avviso di accertamento notificato dall'Agenzia delle Entrate la notifica dell'atto impositivo era stata eseguita nelle mani di persona qualificatasi come familiare. Il contribuente avverso la cartella di pagamento proponeva ricorso in Commissione Tributaria eccependo la nullità dell'atto prodromico. I giudici di merito in entrambi i gradi accoglievano la doglianza del ricorrente annullando la cartella di pagamento. L'Agenzia delle Entrate avverso la decisione della Commissione Tributaria [...]
Accertamento fiscale: la mancata sottoscrizione va eccepita nel giudizio di primo grado – Cassazione sentenza n. 706 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 706 del 13 gennaio 2017 in tema di sottoscrizione dell'atto impositivo ha statuito che la nullità dell’avviso di accertamento non è rilevabile d’ufficio e la relativa eccezione, se non formulata nel giudizio di primo grado, è inammissibile qualora venga proposta per la prima volta nei gradi successivi (Cass. n. 10802 del 2010; Cass. 5 giugno 2002, n. 8114, n. 13087 del 2003). Gli Ermellini precisano, ricordando il principio di diritto che intendono confermare, anche che «La giurisprudenza di questa Corte ha affermato, con indirizzo cui si intende dare continuità» - ricorda la sentenza n. 17000 del 2012 - «che la nullità dell’avviso di accertamento non è rilevabile d'ufficio e la relativa eccezione, se non formulata nel giudizio di primo grado, è inammissibile qualora venga proposta per la prima [...]
Sponsorizzazioni alle ASD (associazioni sportive dilettantistiche): Pagamenti effettivi no al recupero fiscale – Commissione Tributaria Provinciale
La Commissione Tributaria Provinciale di Novara con la sentenza n. 319/01/16 è intervenuta in tema di fatture per operazioni inesistenti ed ha affermato l'illegittimità dell’avviso di accertamento nei confronti della società che ha fatto da sponsor all’ASD che ha commesso irregolarità contabili, quando i pagamenti risultano realmente effettuati e l’Ufficio non offre elementi idonei a far ritenere che le somme versate, in realtà, sono state in tutto o in parte restituite. La vicenda ha riguardato un'azienda a cui l’Agenzia delle Entrate aveva disconosciuto i costi portati in deduzione per l'acquisto di uno spazio pubblicitario all’interno di uno stadio. Per il Fisco l'azienda avrebbe effettuato pagamenti in favore dell’Associazione sportiva dilettantistica a fronte di fatture per operazioni inesistenti. Tale convinzione era maturata a seguito di un’indagine disposta a carico dell’ASD che ha rivelato inadempienze contabili. Per i [...]
Illegittimo la procedura per crediti patrimoniali di piccola entità – Cassazione sentenza n. 2168 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 2168 del 27 gennaio 2017 intervenendo in tema di procedure esecutive ha affermato che è illegittimo il pignoramento in caso di credito monetario di infimo valore. Pertanto il creditore che vanti un credito patrimoniale di piccolo importo deve desistere dal pignorare le somme residue sperando magari che il debitore paghi sua sponte quanto dimenticato in precedenza. Qualora il creditore agisca in via esecutiva sarà pertanto lo stesso giudice dell’esecuzione a dover rigettare il pignoramento instaurato per cifre irrisorie (nel caso di specie si trattava di circa 20 euro). Gli Ermellini hanno basato la loro decisione sul principio desumibile dall’articolo 100 c.p.c. che impone l’interesse ad agire per poter proporre la domanda al giudice. Per la Corte l'interesse ad agire, in termini processuali, si traduce in un danno certo [...]
Dichiarazione dei redditi congiunta e vincolo di solidarietà – Cassazione sentenza n. 2071 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 2071 del 27 gennaio 2017 in tema di dichiarazione dei redditi congiunta ha statuito un importante principio di diritto. Infatti per gli Ermellini qualora i coniugi provvedano alla presentazione della dichiarazione dei redditi congiunta (ex art. 17 della 1. n. 114 del 1977), "e per effetto della solidarietà voluta dal legislatore, la tempestiva notifica al marito dell’avviso di accertamento, come della cartella di pagamento, impedisce qualsiasi decadenza dell’Amministrazione finanziaria anche nei confronti della moglie co-dichiarante”. Certamente la moglie co-dichiarante è legittimata ad impugnare autonomamente l’avviso di accertamento notificato al marito, ancorché divenuto definitivo nei confronti di quest’ultimo, o, comunque, a contestare la pretesa tributaria su di esso fondata, proponendo ricorso avverso la cartella di pagamento o l’avviso di mora a lei diretti, e comunque contro l’atto con il [...]
Notifiche: principio processuale del tempus regit actum Cassazione ordinanza n. 2276 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 2276 del 30 gennaio 2017 è intervenuta a chiarire il principio processuale del tempus regit actum in riferimento agli atti perfezionatisi prima dell’entrata in vigore di una novella in materia processuale, ancorché il processo è in corso, in difetto di una disciplina transitoria o di esplicite disposizioni di segno contrario, restano regolati, anche negli effetti, dalla norma sotto il cui imperio sono stati posti in essere. Il chiarimento è intervenuto in riferimento all’eliminato obbligo (previsto dal 2° comma dell’art. 53 del d.lgs. n. 546/1992) del deposito della copia dell’appello, presso l’ufficio di segreteria della commissione tributaria che ha pronunciato la sentenza impugnata, abrogato dall’art. 36 del d.lgs. n. 175/2014. La vicenda ha riguardato un contribuente che avverso un atto impositivo aveva presentato ricorso alla CTP i cui giudici accoglievano parzialmente le sue [...]







