
Super ammortamento ed iper ammortamento: guida 2017
La legge di bilancio 2017 approvata in via definitiva al Senato il 07 dicembre 2016 interviene anche su i cosiddetti Super ammortamento al 140 per cento e iper ammortamento al 250 per cento per gli investimenti digitali. La Legge di Bilancio 2017 confermato la proroga del super ammortamento al 140 per cento anche per il periodo d’imposta 2017 ma con alcune modifiche che riducono il suo utilizzo per le auto aziendali per le quali varrà solo se l’uso aziendale è esclusivo. Ma viene introdotta una importante novità l’iper ammortamento al 250 per cento relativi agli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione (cosiddetto “bonus digitale” o “bonus innovazione”). L'agevolazione riguarda l’acquisto di beni che “favoriscono i processi di trasformazione tecnologica e/o digitale in chiave Industria 4.0”. La predetta agevolazione consente di beneficiare del super ammortamento al [...]
Caparra confirmatoria
La caparra confirmatoria, prevista dall'art. 1385 c.c., viene definita come quella somma di denaro o quantità di cose fungibili che una parte consegna all'altra, al momento della conclusione del contratto, per garantire l'adempimento delle proprie obbligazioni contrattuali. L'art. 1385 c.c. statuisce, inoltre, che la caparra va restituita nel caso di corretto adempimento della parte contraente che la versata oppure Se la parte che ha dato la caparra è inadempiente, l'altra parte contraente che ha ricevuto la caparra ha la facoltà di recedere dal contratto, ritenendo la caparra In caso di inadempimento della parte contraente che ha ricevuto la caparra confirmatoria, questa sarà tenuta alla restituzione del doppio della somma ricevuta, mentre la parte non inadempiente potrà recedere dal contratto, fermo restando in ogni caso il diritto di optare per l'esecuzione o la risoluzione, oltre al [...]
Rimborso Iva e visto di conformità: la polizza non deve coprire il credito
L'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 112 de 06 dicembre 2016 ha fornito alcuni chiarimenti sulla procedura da seguire nell'ipotesi in cui la richiesta di rimborso IVA presentata da un contribuente, non corredata da garanzia, sia munita di un visto di conformità sottoscritto da un professionista abilitato, il quale ha stipulato una polizza assicurativa, afferente alla responsabilità civile, con un massimale inferiore all’ammontare del rimborso IVA. In particolare l’istante, ossia un Ufficio territoriale, per il tramite della Direzione regionale, ha chiesto se il visto di conformità si debba ritenere inefficace per l’importo chiesto a rimborso e, pertanto, la società debba presentare garanzia ai sensi dell’art. 38-bis, comma 5 del DPR n. 633/1972, oppure se occorra solo chiederla nel caso di crediti chiesti a rimborso di importo superiore a 30.000 euro, quando si verificano le situazioni [...]
Accertamento basato su studi di settore illegittimi se non vengono considerate le osservazioni del contribuente
Con la sentenza n. 2053/24/16 la Commissione Tributaria Regionale della Toscana intervenendo in una controversia instaurata dal contribuente che aveva ritenuto nullo l'atto impositivo emesso dall'Amministrazione finanziaria ha statuito l'illegittimo dell’accertamento basato sugli Studi di Settore qualora vengano disattese le osservazioni del contribuente, limitandosi a evidenziare l’incongruenza tra quanto dichiarato e quanto risultava dagli indici di coerenze. La vicenda ha riguardato una società a cui venivano contestati maggiori ricavi, con conseguenza recupero di IVA, IRAP e IRPEF. L'atto impositivo scaturiva dallo scostamento tra quanto dichiarato e due indici di coerenze: ricavi e valore aggiunto per addetto dello studio di settore. Avverso l’avviso di accertamento dell’Agenzia il contribuente, come già scritto, proponeva ricorso lamentando come l’avviso dell’Ufficio non tenesse in alcuna considerazione le osservazione del contribuente effettuate in sede di contradditorio, con le quali si mostrava la [...]
Dichiarazione dei redditi tardiva
I contribuenti obbligati alla presentazione della dichiarazione modello Unico da inviare telematicamente entro il nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta cui la dichiarazione si riferisce. Per i contribuenti (persone fisiche o società) con esercizio solare, il termine di presentazione scade il 30 settembre di ogni anno. Per non penalizzare, eccessivamente, i contribuenti che procedono a presentare la dichiarazione con un ritardo di lieve entità, vengono considerate valide, con il contestuale pagamento di una sanzione, anche le dichiarazioni presentate con un ritardo non superiore a 90 giorni dalla scadenza del termine ordinario (articolo 2, comma 7, del DPR n. 322/1998), le c.d. “dichiarazioni tardive”. Tutte le dichiarazioni dei redditi presentate oltre tale termine vengono considerata omesse, con conseguente possibilità per l’Agenzia delle Entrate di attivare anche procedure di accertamento induttivo. Il Legislatore fiscale offre la [...]
Modello Unico integrativo entro 90 giorni dalla scadenza: sanzioni applicabili
Nel caso in cui un contribuente abbia inviato il proprio Modello Unico e dopo il 30/09, si avvede di aver indicato un onere deducibile che non andava riportato. Potrà presentare, entro 90 giorni dalla data di scadenza della presentazione del modello Unico (30 settembre) un Modello Unico integrativo. La circolare n. 42/E del 12 ottobre 2016 dell'Agenzia delle Entrate prevede fornisce i chiarimenti relativi a tale fattispecie. Occorre preliminarmente rammentare che qualora successivamente alla presentazione del Modello dichiarativo e dopo che sia trascorso il termine ordinario del 30/09, il contribuente dovesse accorgersi di aver commesso degli errori dalla cui correzione derivi un maggiore debito o minor credito d’imposta, può presentare una dichiarazione integrativa entro il 31/12 del 4° anno successivo quello di presentazione della dichiarazione dei redditi che si va a correggere. Nella circolare sopraindicata l’Agenzia delle [...]
Licenziamento legittimo se si esce senza timbrare – Cassazione sentenza n. 25750 del 2016
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 25750 del 14 dicembre 2016 ha statuito la legittimità del licenziamento qualora il dipendente esce senza timbrare. La regola vale per i dipendenti pubblici, ma non è detto che non possa estendersi ai privati nel futuro. Il principio di diritto stabilito dagli Ermellini è stato stabilito nella sentenza in commento che hanno deciso sulla legittimità del licenziamento ad un dipendente allontanatosi dall’ufficio senza aver timbrato il cartellino, il quale veniva accusato di aver tratto in inganno il datore di lavoro. Nel caso di specie il dipendente che si allontana senza timbrare in pausa pranzo può essere licenziato. Il caso in esame non ha riguardato l'alterazione dei sistemi di timbratura e nemmeno si era proceduto alla timbratura del cartellino per suo conto da parte di terzi colleghi. Il cartellino non era [...]
Libro unico del lavoro (LUL) a partire dal 1° gennaio 2017 la tenuta in modo telematico presso il Ministero del Lavoro
L'articolo 15 del D. Lgs. n. 151/2015 ha istituito, a decorrere dal 1° gennaio 2017, in ottica di razionalizzare e semplificare la gestione dei rapporti di lavoro, con conseguente smaterializzazione dei documenti cartacei, l’obbligo di tenere il Libro unico del lavoro (LUL) in maniera telematica presso il Ministero del Lavoro. Per rendere operativo tale obbligo il legislatore ha stabilito che occorre attendere l’adozione di un apposito Decreto del MLPS, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del Decreto Legislativo in trattazione. Con il suddetto Decreto il Ministero del Lavoro dovrà procedere a definire le modalità tecniche e organizzative per l'interoperabilità, la tenuta, l'aggiornamento e la conservazione dei dati contenuti nel libro unico del lavoro Attualmente non risulta che il Ministero del Lavoro abbia provveduto alla emanazione di tale provvedimento con le quali i Consulenti [...]