
Dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture false e sequestro per equivalente sui beni del legale rappresentante – Cassazione sentenza n. 5759 del 2014
La Corte di Cassazione, seziona penale, con la sentenza n. 5759 depositata il 6 febbraio 2014 intervenendo in tema di reati fiscali ha statuito che nelle ipotesi di reati di cui all'articolo 2 D.Lgs. n. 74 del 2000 inerenti le dichiarazioni fraudolenti, è legittimo il sequestro dei beni dell'imprenditore e/o amministratore, senza la previa valutazione di quelli della società beneficiaria dell'utile determinato dal reato, posto che nessuna norma impone l’escussione preventiva del capitale sociale. La vicenda ha riguardato l'amministratore di una società di capitale il quale indagato per i reati ascritti di cui all'articolo 2 del D.Lgs. 74/2000 si è visto sequestrare ex art. 322 ter c.p., un magazzino e le quote ideali di due terreni di sua proprietà. Il sequestro preventivo era stata disposta sulla base dell'ipotesi di reato di cui all'art. 2 d.lgs 74/00, [...]
Accertamento emesso prima dello spirare dei 60 giorni è nullo – cassazione sentenza n. 1869 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 1869 depositata il 29 gennaio 2014 intervenendo in tema di accertamenti fiscali ha statuito che è nullo l'accertamento emesso prima dei 60 giorni dall'ispezione anche se sta per spirare il termine concesso all'Ufficio per la rettifica dell'imposta. La vicenda ha visto protagonista un contribuente che a seguito di una verifica fiscale sulla base di rapporti bancari a lui riconducibili, acquisiti in sede penale con conseguente redazione del PVC riceveva un avviso di accertamento per IRPEF ed ILOR. Il contribuente impugnava il predetto atto impositivo inanzi alla commissione Tributaria provinciale i cui giudici accolsero parzialmente le motivazioni del ricorrente. Avverso la decisione del giudice di prime cure venne proposto ricorso da entrambe le parti alla Commissione tributaria Regionale che riformava la pronuncia impugnata. Per la cassazione [...]
Accertamento induttivo invito al contraddittorio facoltativo – Cassazione sentenza n. 1857 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 1857 depositata il 29 gennaio 2014 intervenendo in tema di accertamento delle imposte sul reddito ha riaffermato che nell'ambito dell'accertamento, l’art. 32 del D.P.R. n. 600/1973, fondato su elementi finanziari, l'Amministrazione Finanziaria sia obbligata ad instaurare il contraddittorio con il contribuente, enunciando, le norme di riferimento, una mera facoltà dell'Amministrazione. La vicenda ha riguardato un imprenditote titolare di una ditta individuale a cui veniva notificato un un avviso di accertamento emesso dall'Ufficio ai fini IRPEF per l'anno di imposta 1995, con il quale l'Amministrazione finanziaria elevava il reddito dichiarato dal contribuente per l'annualità in contestazione, recuperando a tassazione la relativa imposta dovuta. Il contribuente impugnava il predetto atto impositivo con ricorso inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accolsero parzialemte le motivazioni del ricorrente [...]
Accertamento e percentuali di ricarico modeste – Cassazione sentenza n. 1839 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 1839 depositata il 29 gennaio 2014 intervenendo in tema di accertamento fiscale ha statuito la legittimità dell'accertamento sintetico basato su percentuali di ricarco troppo basse applicate dall'imprenditore rispetto al settore di appartenenza anche in presenza di contabilità regolare. La vicenda ha riguardato un commerciante di abiti a cui in seguito ad una verifica fiscale veniva contestato nel PVC redatto la bassa percentuale di ricarico confrontandola anche con quelle del settore in cui operava l'imprenditore. A seguito di tale verifica l’Ufficio Iva ha notificato una rettifica contestando alla ditta una condotta antieconomica. Il commerciante avverso tale atto impositivo propone ricorso inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accogliendo le doglianze del ricorrente annullano l'avviso di rettifica IVA. L'Amministrazione Finanziaria impugnava la decisione del giudice di [...]
Accertamento con redditometro e reddito corrisposta alla colf – Cassazione sentenza n. 2015 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 2015 depositata il 29 gennaio 2014 intervenendo intema di accertamento sintetico ha statuito che il compenso corrisposto dal contribuente alla colf è rilevante ai fini dell’accertamento con redditometro ed inoltre, le dichiarazioni del cittadino circa l’entità del salario versato alla collaboratrice domestica sono insufficienti a invalidare l’atto impositivo ricavato con metodo induttivo, sulla base di presunzioni semplici. La vicenda ha riguardato un contribuete a cui veniva notificato un avviso di accertamento IRPEF determinato applicando il metodo sintetico (redditometro). Il contribuente avverso tale atto impositivo proponeva ricorso inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accoglievano le doglianze del ricorrente. L'Amministrazione Finanziaria impugnava la decisione del giudice di prime cure dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale che in riforma della decisione appellata accolse parzialemte le motivazioni del [...]
Reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali – Cassazione sentenza n. 3705 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 3705 del 28 gennaio 2014, la terza sezione penale della Cassazione ha affermato che la situazione di insolvenza nella quale versa l’azienda non è sufficiente a liberare dalla responsabilità penale il responsabile dell’impresa che ha omesso di versare le ritenute previdenziali sulle retribuzioni corrisposte ai dipendenti. La vicenda ha riguardato un amministratore di una società accusto del reato di cui al Decreto Legge n. 463 del 1983, ex articolo 2, comma 1 bis, di omesso versamento delle ritenute previdenziali. Il Tribunale assolveva dal reato ascritto l'amministratore. Il PM proponeva ricorso, basato su un unico motivo di censura, inanzi alla Corte Suprema contestando la erronea applicazione dell’articolo 2, comma 1 bis, del decreto legge suddetto. Gli Ermellini accolgono il ricorso del PM. I giudici di legittimità il reato di [...]
Reato per omesso versamento delle ritenute certificate – Elementi costitutivi – Cassazione sentenza n. 3689 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la Sentenza n. 3689 depositata il 28 gennaio 2014 intervenendo in tema di reati fiscali ha annullato la sentenza di condanna per il reato di omesso versamento di un amministratore di società, il quale era stato accusato di non aver versato le ritenute certificate e operate nei confronti dei dipendenti, riducendo la violazione al mero dolo generico essendo questi consapevole del debito verso l'erario. Il reato di omesso versamento delle ritenute è caratterizzato da dolo generico ed integrato dalla consapevole scelta di omettere i versamenti dovuti. La vicenda come accennato ha visto protagonista l'amministratore di una società veniva accusato del reato di cui al D.lgs. n. 74 del 2000, art. 10 bis. Il Tribunale condannava l'imputato per il reato a lui ascritto perché ometteva di versare all'erario, entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale [...]
Licenziamento per assenze per malattia se la condotta del lavoratore malato è scorretta – Cassazione sentenza n. 1777 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 1777 depositata il 28 gennaio 2014 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito la legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente per lunghi periodi di malattia, qualora quest'ultimo assuma comportamenti scorretti che impediscono la prosecuzione del rapporto di lavoro. Precisando che il recesso del datore è giustificato, in quanto la conservazione del posto durante la malattia non ha ragion d'essere in presenza di una condotta di tale gravità da non consentire nemmeno temporaneamente la continuazione del rapporto. nella sentenza in commento viene evidenziato che la malattia sospende l’efficacia del licenziamento per giustificato motivo o il decorso del periodo di preavviso (se la malattia stessa è intervenuta durante tale periodo). Pertanto, il licenziamento che non sia disposto per giusta causa, durante lo stato di malattia è sospeso fino [...]