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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Impianto di videoripresa puntato sui dipendenti al lavoro e violazione della riservatezza – Cassazione sentenza n. 4331 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 4331 depositata il 30 gennaio 2014  intervenendo in tema dei diritti dei lavoratori sanciti dallo statuto ha affermato che l'installazione di telecamere all'interno dell'azienda e puntate direttamente sui dipendenti, effettuata senza attendere l'autorizzazione della DTL o l'accordo con le rappresentanze sindacali, comporta la responsabilità penale del datore di lavoro, anche se le stesse risultano spente. La vicenda ha riguardato il rappresentante legale di una società di persona che aveva installato un impianto audiovisivo all'interno del supermercato senza aver esperito la procedura di cui all'articolo 4 della legge 300/70. Il Tribunale condannava l'amministratore alla pena di € 200 di ammenda per il reato di cui all'articolo 4, comma 2, I. 300/1970. Il datore di lavoro nel ricorso, per il tramite del proprio difensore, proposto per la cassazione della decisione [...]

Piani di inserimento professionale e mancata formazione – Cassazione sentenza n. 2055 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 2055 depositata il 30 gennaio 2014 intervenendo in materia di accertamento del rapporto di lavoro ha statuito che nell'ambito della normativa di cui alla decreto legge n. 299/1999 inerente i piani di inserimento professionale, ai fini dell’accertamento della sussistenza o meno di un rapporto di lavoro subordinato, grava sul datore di lavoro fornire la prova dell’assolvimento dell’obbligo di formazione del lavoratore e l’utilizzo effettivo del lavoratore all’interno dei progetti di inserimento. In mancanza di tale prova il rapporto di lavoro sarà considerato di natura subordinata. La vicenda ha riguardato una lavoratrice, premesso di essere stata assunta da una Società Cooperativa in ambito di un piano di inserimento professionale, abbia svolto attività lavorativa a favore della cooperativa assistenziale prima dell’inizio del piano di inserimento professionale. Pertnato [...]

Decadenza dal globale trattamento salariale del lavoratore che svolge attività lavorativa – Cassazione sentenza n. 26520 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 26520 depositata il 27 novembre 2013 intervenendo in tema di decadenza del lavoratore dalla cassa integrazione ha affermato che nel caso in cui il lavoratore collocato in Cassa integrazione guadagni non abbia dato comunicazione all’INPS dello svolgimento di un lavoro saltuario o temporaneo, questi decade dal diritto al trattamento di integrazione salariale e tale decadenza deve estendersi all’intero periodo di concessione del beneficio, anche se lo svolgimento dell’attività lavorativa si sia verificato solo in un periodo. La vicenda ha avuto origine dalla richiesta dell'INPS nei confronti di un lavoratore in cassa integrazione guadagni il quale aveva svolto, anche se saltuariamente, attività lavorative durante il periodo della CIG senza comunicarlo all'Istituto, per cui secondo l'INPS il lavoratore era decaduto dal diritto al trattamento di integrazione salariale. [...]

Accertamento con i parametri e mancata emmissione degli scontrini – Patologia cronica evolutiva – Cassazione sentenza n. 1846 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 1846 del 29 gennaio 2014 intervenendo in tema di accertamento standardizzati ha statuito che è legittimo l'accertamento basato su strumenti standardizzati come parametri e/o studi di settori qualora dalla verifica fiscale venga accertato la mancata emissione di scontrini in un periodo d’imposta successivo conferma l’inattendibilità dell’imponibile dichiarato dal contribuente nel periodo precedente. La vicenda  ha avuto riguardato il titolare di una ditta individuale esercente l'attività di lavanderia a cui l'Amministrazione Finanziaria notificava un avviso di accertamento con il quale veniva rideterminato, mediante applicazione dei parametri  di cui alla legge 549/95 e DPCM 20.1.96 e succ. mod., il reddito imponibile ai fini IRPEF e il volume d’affari ai fini IVA relativi al 1995. Il contribunenet avverso tale atto impositivo proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale i [...]

Fallimento ed altre procedure concorsuali ed occupazione senza titolo – Cassazione sentenza n. 1513 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione civile, con la sentenza n. 1513 depositata il 24 gennaio 2014 intervenendo in materia di prededucibilità nelle procedure concorsuali ha stabilito nel concordato con cessione dei beni, la prededucibilità dei crediti sorti “in occasione” della procedura, prevista dall’art. 111, secondo comma, legge fall., va riconosciuta al credito del proprietario di locali occupati senza titolo da beni ceduti dal debitore ai creditori nella procedura. La vicenda ha riguardata una società di capitale, crditrice nei confronti di società fallità, che aveva presentata richiesta al giudice delegato di ammissione dei propri crediti in prededuzione il giudice respingeva tale richiesta ed ammetteva il credito in via chirografaria, escludendo la richiesta prededuzione. La società impugnava il provvedimento dinanzi al Tribunale fallimentare i cui giudici rigettavano l'opposizione. La s.r.l. G. propone ricorso per cassazione, deducendo quattro [...]

Accertamento bancario ed importi relativi a movimentazioni operate su conti bancari dei soci – Cassazione ordinanza n. 2029 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 2029 depositata il 30 gennaio 2014 intervenendo in materia di accertamenti ed indagini finanziarie ha affermato che l'Amministrazione deve dimostrare la pertinenza alla società dei rapporti bancari intestati ai soci, l’Amministrazione Finanziaria non è tenuta a provare che tutte le movimentazioni che risultano da quei rapporti rispecchino operazioni aziendali. La vicenda ha visto come protagonista una società di capitale a cui veniva notificato un avviso di accertamento basato anche su indagini finanziarie estese a rapporti bancari intestati ai socie ed all'amministratore. La società avverso tale atto impositivo con ricorso proposto inanzia alla Commissione Tributaria Provinciale che in accoglimento delle doglianze della ricorrente annullava l'avviso di accertamento. L'Amministrazione finanziaria impugnava la decisione del giudice di prime cure dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale i cui giudici confermavano [...]

Fallimento e debiti tributari rateizzati – Cassazione sentenza n. 2174 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione civile, con l'ordinanza n. 2174 depositata il 31 gennaio 2014 intervenendo in tema di procedure concorsuale hanno evidenziato la possibilità che la società insolvente venga dichiarata fallita nonostante il creditore procedente – nella specie il Fisco – abbia concesso la rateizzazione del debito. Infatti per i giudici supremi la rateizzazione del pagamento non costituisce transazione bensì una semplice dilazione dell'adempimento che, in quanto tale, non comporta il venir meno dello stato d'insolvenza. L’azienda può essere dichiarata fallita anche quando Equitalia ha già concesso la rateizzazione del debito. La rateizzazione costituisce infatti una semplice dilazione dell’adempimento che in quanto tale non esclude la sussistenza dello stato d’insolvenza. La vicenda ha visto protagonista una società a responsabilità limitata  che si era opposta alla dichiarazione di fallimento pronunciata dal Tribunale. La società avverso [...]

Obbligo di versamento delle ritenute fiscali per lavoratore distaccato all’estero – Cassazione sentenza n. 2699 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 2699 depositata il 6 febbraio 2014 intervenendo in materia di sostituto d'imposta ha affermato che qualora i lavoratori sono temporaneamente distaccati all’estero, l’azienda è tenuta a operare la ritenuta alla fonte sulla relativa indennità. La vicenda ha riguardato una società a cui veniva notificato un avviso di accertamento, relativo all'Irpef  in ordine alla ripresa a tassazione della diaria corrisposta a tre dipendenti distaccati all'estero, e per i quali la ritenuta alla fonte su tale voce non era stata operata. La società avverso tale atto impositivo proponeva ricorso inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accolsero le doglianze del ricorrente. L'Amministrazione Finanziaria impugnava la decisione del giudice di prime cure dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale che accolse il gravame. I giudici territoriali evidenziavano che non si trattava [...]

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