
Compensazioni crediti certificati con debiti tributari iscritti a ruolo
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2014 del decreto del Ministero delle Finanze del 14 gennaio 2014 si è resa praticabile la possibilità delle compensazioni dei crediti che le imprese hanno nei confronti della pubblica amministrazione con i debiti da contenzioso con il Fisco. Il Decreto Ministeriale di cui sopra vengono stabilite le regole per la compensazione di crediti con somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario. La compensazione può avvenire solo mediante l'utilizzo del modello F24 telematico. I crediti utilizzabili sono i "crediti certificati", non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati al 31 dicembre 2012 nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario [...]
Azione revocatoria fallimentare e “Scientia decoctionis” del terzo contraente – Cassazione sentenza n. 25739 del 2013
La Corte di Cassazione, con la sentenza n.25739 del 15 novembre 2013 ha confermato come nel contratto di apertura di credito regolata in conto corrente, le singole rimesse effettuate sul conto dell’imprenditore poi fallito, nel periodo di cui all’art.67, co.2 L.F., quando il conto sia scoperto (per il superamento del fido), sono revoca bili per la parte relativa alla differenza tra lo scoperto e il limite del fido – senza che la revocabilità debba essere contenuta nel limite del divario tra il massimo scoperto extrafido e il saldo a chiusura del conto – atteso che lo scoperto di conto costituisce per la banca un credito esigibile e che la rimessa, non creando nuova disponibilità per il cliente, ha carattere solutorio (vedasi sentenze n.16610/13, n.10869/94 e n.5413/82). La vicenda ha riguardato una banca che aveva acquisito [...]
Mobbing e valutazione mediocre del dipendente nelle note di qualifica – Cassazione sentenza n. 898 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 898 depositata il 17 gennaio 2014 intervenendo in tema di mobbing ha affermato che "in riferimento al regime precedente all'art. 4 D.lgs. n. 216/2003 che alla fattispecie in esame non si applica ratione temporis, per "mobbing" si deve intendere una condotta del datore di lavoro che, in violazione degli obblighi di protezione di cui all'art. 2087 c.c., consiste in reiterati e prolungati comportamenti ostili, di intenzionale discriminazione e di persecuzione psicologica, con mortificazione ed emarginazione del lavoratore. La vicenda ha visto protagonista un dipendente dell'Agente per la riscossione che adiva al Giudice del Lavoro per sentir dichiarare la illegittimità delle note di qualifica (mediocre) attribuite dal datore di lavoro e la illegittimità della condotta di mobbing di cui era stata vittima, chiedendo, inoltre, la condanna del [...]
Licenziamento legittima la conciliazione di rinuncia all’impugnazione anche se violato l’obbligo di conciliazione -Interpello n. 1 del 2014
Il Ministero del Lavoro rispondendo a una richiesta di chiarimenti, con l'interpello n. 1 del 22 gennaio 21014, avanzata da Confindustria ha affermato che è valida la conciliazione conclusa in sede sindacale nella quale il lavoratore rinunci al diritto a impugnare il licenziamento anche in assenza del rispetto dell’apposita procedura davanti alla DTL come disciplinata dall’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604. Per il Ministero la conciliazione mantiene la sua validità anche in presenza di vizi procedurali. Ne caso di specie sottoposto al Ministero del Lavoro ha riguardato la validità di una conciliazione, conclusa in sede sindacale, con cui il lavoratore rinunci al diritto ad impugnare il licenziamento anche in presenza di vizi nella procedura. Da quanto emerge dalla lettura dell'interpello n. 1 del 22 gennaio 2014, l’introduzione della procedura conciliativa di cui all’art. 7 della [...]
Regime del margine ed acquisto autovetture usate da fornitori tedeschi – Cassazione sentenza n. 658 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 658 depositata il 15 Gennaio 2014 intervenendo in materia di regime del margine ha statuito che il regime del margine, disciplinato dal D.L. n. 41 del 1995, art. 36, conv. nella L. n. 85 del 1995, trova applicazione solo nelle ipotesi in cui il contribuente riesca a dimostrare la sussistenza dei presupposti di fatto che giustificano la deroga al normale regime impositivo ed in particolare il carattere usato degli autoveicoli ceduti dopo avere percorso 6000.00 Km dopo la prima immatricolazione, il terzo presupposto costituito dalla imponibilità dell'operazione a monte o dall'applicazione del regime del margine da parte del venditore. Per i giudici di legittimità, che accolgono il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, le operazioni commerciali compiute sul territorio nazionale vanno sottoposte al regime fiscale ordinario. Sussistono, comunque, delle deroghe a tale principio [...]
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo – Contrazione dell’attività commerciale – Cassazione sentenza n. 902 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 902 depositata il 17 gennaio 2014 intervenendo in tema di licenziamento ha affermato che che "in materia di licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo determinato da ragioni inerenti all'attività produttiva - nella quale rientra il licenziamento conseguente alla soppressione del posto di lavoro - il datore di lavoro ha l'onere di provare, con riferimento alla capacità professionale del lavoratore ed alla organizzazione aziendale esistente all'epoca del licenziamento, anche mediante elementi presuntivi o indiziari ovvero attraverso fatti positivi, l'impossibilità di adibire utilmente il lavoratore in mansioni diverse da quelle che prima svolgeva o in posti di lavoro confacenti alle mansioni dallo stesso svolte, giustificandosi il recesso solo come extrema ratio". La vicenda ha riguardato un dipendente responsabile della qualità e del coordinamento delle risorse operative, venne dapprima [...]
Ripartizione spese lastrico e capacita di stare in giudizio dell’amministratore – Cassazione sentenza n. 1451 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione civile, con la sentenza n. 1451 depositata il 23 gennaio 2014 intervenendo in tema di ripartizioni di spese condominiale ha statuito che ogni qual volta in cui si rende necessario agire o difendersi in causa, se il contendere riguarda le attività tipiche dell’amministratore, quest’ultimo non sarà tenuto a chiedere il preventivo placet dell’assemblea. La vicenda ha riguardato un condominio che aveva fatto dei lavori inerenti al lastrico solare uno dei condomini aveva impugnato la delibera assembleare che aveva ripartito la spesa per il rifacimento del lastrico, accollando ad esso istante, oltre al terzo per calpestio, anche la quota di partecipazione sui restanti 2/3 a titolo di copertura del fabbricato. Il Tribunale, a cui si era rivolto il condomino, rigetto la sua domanda. Il condomino impugnava la pronuncia del giudice di prime [...]
Licenziamento per giusta causa e principio di proporzionalità della sanzione – Cassazione sentenza n. 589 del 2014
La Corte di Cassazione Civile, sezione lavoro, con la sentenza n. 589 depositata il 14 Gennaio 2014 intervenendo in materia di licenziamento ha statuito che è illegittimo il licenziamento disposto per motivi che non possono essere qualificati giudizialmente come giusta causa. Il provvedimento di espulsione del lavoratore dall'azienda può essere correttamente irrogata solo secondo criteri tassativi e pur sempre nel rispetto del principio di proporzionalità. La vicenda ha riguardato un dipendente a cui veniva comunicato il proprio licenziamento dopo che l'azienda aveva appurato l'abbandono ingiustificato della propria postazione durante l'orario di lavoro. Il dipendente impugna la comunicazione di licenziamento dinanzi al Tribunale, nella veste di giudice del lavoro, chiedendo che il giudice accerti la illegittimità del licenziamento e conseguente reintegrazione del posto di lavoro e relativo risarcimento danni. Il Tribunale adito rigettava la domanda del lavoratore. La decisione [...]