
Elusione fiscale ed esenzione sull’imposta di registro – Cassazione sentenza n. 860 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 860 depositata il 17 gennaio 2014 intervenendo in tema di esenzione dall'imposta di registro ha affermato che l’esenzione da imposta di registro, di bollo e da ogni altra tassa, applicabile agli atti ed i provvedimenti relativi al procedimento di separazione o di divorzio, opera esclusivamente per gli atti stipulati effettivamente dai coniugi e non per gli atti stipulati da uno dei coniugi con una società di cui l’altro coniuge sia amministratore e rappresentante legale. La vicenda ha visto protagonista due coniugi che procedevano alla loro separazione ed uno dei due costituiva un usufrutto vitalizio stipulato in favore di C.C. dalla Società semplice T. L. Il Fisco disconosceva, ai fini dell’imposta di registro, l’esenzione di cui all’art. 19 della L. n. 74 del 1987 notificava avviso di liquidazione [...]
Licenziamento lavoratore disabile legittimo se non può essere diversamente impiegato – Cassazione sentenza n. 28426 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 28426 depositata il 19 dicembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito che è legittimo il licenziamento del lavoratore disabile qualora vi è prova che l’aggravamento della sua malattia non ha più consentito al datore di lavoro di impiegarlo nelle ordinarie mansioni o anche in mansioni differenti. Pertanto la tutela del lavoratore disabile non può compromettere le esigenze di produttività aziendali. La vicenda ha riguardato un disabile assunto da una società in quanto rientrante tra le categorie protette ricevette dal datore la comunicazione di licenziamento per sopravvenuta inidoneità a svolgere la mansione per la quale era sempre stato impiegato nella struttura aziendale e della impossibilità di affidargli incarichi diversi. Il lavoratore impugnava il provvedimento di espulsione dinanzi al Tribunale, in veste di giudice del lavoro, chiedendo che [...]
Ritenute d’acconto operate su compensi dei professionisti e non versate: scomputo
La Commissione tributaria Provinciale di Sondrio con la sentenza 27/03/2013 ha precisato che il professionista che ha percepito il compenso al netto della ritenuta d'acconto del 20% operata ma non versata dal committente è legittimato a detrarla non potendo «pagare due volte, e certamente non per sua colpa», l'imposta dovuta. I giudici della CTP hanno aderito alla tesi della risoluzione 68/E/2009 che non viene condivisa dai giudici di legittimità. La vicenda ha riguardato un professionista a cui l'Amministrazione Finanziaria dopo il controllo formale ai sensi dell'articolo 36-ter del Dpr 600/1973 iscriveva a ruolo l'importo della ritenuta perché non risultava versata dal sostituto d'imposta. L'Agenzia delle Entrate basava la sua pretesa sulla vigenza della «totale solidarietà per il pagamento tra sostituito e sostituto». Il commercialista produceva in contenzioso la documentazione sull'assoggettamento a ritenuta del compenso e [...]
SRL semplificate ed inderogabilità dell’atto costitutivo
La nota del 15 gennaio 2014, n. 6404 del Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che il modello standard di atto costitutivo e statuto della srl semplificata non può essere modificato, salvo quelle indispensabili per renderlo coerente con la legge notarile. Per un più semplice accesso dei giovani alla costituzione di società di capitali, il Decreto legge n. 1/2012, convertito con modificazione dalla legge n. 27/2012 ha istituito una nuova forma societaria: la società a responsabilità limitata semplificata (art. 2463-bis, modificato dall’art. 9, co. 13, D.L. n. 76/2013). La nuova Srls può essere costituita con contratto o atto unilaterale da persone fisiche. Il Ministero ha precisato che l'atto costitutivo della società a responsabilità semplificata deve essere redatto per atto pubblico in conformità al modello standard tipizzato con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il [...]
Evasione IVA ed irrilevanza del Reverse charge – Cassazione sentenza n. 1812 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 1812 depositata il 17 gennaio 2014 intervenendo in tema di reati fiscali per evasione di imposta ha statuito che nel caso di associazione per delinquere finalizzata all’evasione dell’IVA, è irrilevante per la difesa degli indagati invocare l’applicazione del sistema del “reverse charge” negli scambi tra le “cartiere” e alcune società di San Marino. La vicenda ha visto protagonista alcuni soggetti accusati del reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari, segnatamente di omessa presentazione della dichiarazioni dei redditi, e truffa aggravata in danno dell'Agenzia delle Entrate per mancato versamento dell'IVA. L'accusa riteneva che i predetti indagati reclutassero persone da utilizzare come prestanome nella qualità di rappresentanti legali delle società che venivano interposte nei fittizi passaggi delle merci. Nel caso di specie il GIP aveva [...]
Agevolazione prima casa non compete qualora abbiano una superficie superiore ai 240 mq – Cassazione sentenza n. 861 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 861 depositata il 17 gennaio 2014 intervenendo in tema di agevolazioni fiscali “prima casa” ha statuito che il giudice tributario non può mutuare dalle norme sul condono edilizio il concetto di “superficie utile abitabile”. La vicenda ha riguardato una coppia di contribuente a cui veniva notificato un avviso di liquidazione mediante il quale, l'Amministrazione Finanziaria, procedeva al recupero a tassazione le ordinarie imposte di registro, ipotecarie e catastali, sul presupposto che l’immobile acquistato, registrato con i benefici "prima casa", aveva caratteristiche "di lusso", ex DM 2.8.1969. I due coniugi avverso l'atto impositivo proponevano ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici rigettavano le doglianze dei ricorrenti. I due coniugi impugnavano la decisione del giudice di prime cure dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale che in riforma della [...]
Condominio: legittima la clausola che limiti il parcheggio delle auto per singolo condomino – Cassazione sentenza n. 820 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione civile, con la sentenza n. 820 depositata il 16 gennaio 2014 intervenendo in tema di condominio ha statuito che è legittima la clausola o le clausole contenute nel regolamento di condominio che disciplinano l'uso della cosa comune mentre sono vietate le clausole che impongono sanzioni a carico dei trasgressori. Per cui è legittima la clausola del regolamento che stabilisce che ciascun condominio potrà parcheggiare una sola autovettura nel cortile condominiale. La vicenda ha riguardato alcuni condomini che avevano impugnato, inanzi al giudice di pace, la delibera condominiale nella parte in cui approvava il regolamento inerente al posteggio delle auto nel cortile condominiale chiedendo la nullità di tale clausola. Il giudice adito rigettava la domanda degli attori. Avverso la decisione i condomini ricorrevano al Tribunale, i cui giudici però, rigettava l'appello principale. [...]
IVA: aliquota IVA ordinaria per acqua in bottiglia – Risoluzione n. 11/E del 2014
L'Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 11/E del 17 gennaio 2014, ha fornito chiarimenti in ordine all'aliquota IVA da applicare per l'acqua destinata al consumo umano in bottiglia (acqua di sorgente o acqua da tavola). L'istanza tendente ad ottenere il chiarimento è stata inviata da una società del settore che riteneva applicabile l’aliquota IVA del 10% di cui al n. 81 della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972, in quanto l’acqua di sorgente o acqua da tavola non può considerarsi come sotto-categoria dell’acqua minerale (che sconta l’aliquota IVA ordinaria del 22%) che presenta caratteristiche chimiche del tutto differenti. Con il documento di prassi l'Agenzia ha puntualizzato la sostanziale differenze tra le acque minerali naturali e le acque di sorgente. In pratica le acque minerali naturali si differenziano dalle ordinarie [...]