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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Giornalisti e compenso a pezzo per gli impegni extra – Cassazione sentenza n. 290 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 290 depositata il 9 gennaio 2014 intervenendo in tema di compenso ha statuito che nei casi in cui un giornalista collabora con una redazione in maniera non saltuariamente e con articoli sporadici ma con continuità, la retribuzione deve essere proporzionata al numero mensile delle collaborazioni e, quindi, a quella del lavoratore subordinato. La vicenda ha avuto come protagonista un giornalista che aveva sottoscritto un contratto di lavoro ai sensi dell'art. 2 del c.c.n.l.g. in qualità di collaboratore fisso. Il quale chiedeva al Tribunale di ingiungere all'agenzia di informazione il pagamento di crediti a suo avviso conseguenti durante il  rapporto di lavoro con la detta società per due anni circa. Il Tribunale accoglieva la domanda emettendo il relativo decreto ingiuntivo. La società proponeva opposizione al decreto ingiuntivo eccependo la [...]

Infortunio in itinere: viaggio durante ore notturne e con mezzo privato – Cassazione sentenza n. 475 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 475 depositata il 13 gennaio 2014 intervenendo in tema di infortunio in itinere ha precisato che non può qualificarsi come in itinere l’incidente verificatosi non lungo il tragitto automobilistico che ordinariamente il lavoratore percorre per recarsi dalla propria abitazione al posto di lavoro. La vicenda ha riguardato un lavoratore a cui era occorso un incidente mentre ritornava dalle ferie annuali, incidente qualificato dallo stesso come "in itinere". Il dipendente rivolgendosi al tribunale proponeva  nei confronti dell’INAIL domanda diretta alla costituzione di una rendita in relazione all’incidente di cui sopra. il Tribunale rigettava la domanda del ricorrente. Il lavoratore avverso la decisione del giudice di prime cure proponeva ricorso dinanzi alla Corte di Appello i cui giudici confermavano la sentenza di primo grado. Per i giudici territoriali doveva applicarsi la disciplina di [...]

Licenziamento se l’impugnazione non richiede la motivazione la scadenza del comporto può essere addotta in giudizio – Cassazione sentenza n. 471 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 471 depositata il 13 gennaio 2014 intervenendo in tema di licenziamento ha chiarito che in materia di licenziamento per scadenza del periodo di comporto che tale motivazione non può essere assimilata alla giusta causa poiché risulta sprovvista del presupposto soggettivo ed inoltre che la motivazione del provvedimento espulsivo, legata alle prolungate assenze per malattia, può essere addotta dal datore di lavoro in sede di giudizio, se il lavoratore impugna il licenziamento senza chiedere chiarimenti. La vicenda ha riguardato un dipendente che avendo superato il periodo di comporto si vedeva recapitare la comunicazione di licenziamento dal datore di lavoro. Il lavoratore impugnava il provvedimento di espulsione inanzi al Tribunale, in veste di giudice del lavoro, chiedendo che venisse dichiarato illegittimo il provvedimento impugnato con la condanna [...]

Accertamento induttivo per vendita immobili a prezzi inferiore al mutuo ed acconti – Cassazione ordinanza n. 457 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 457 depositata il 13 gennaio 2014 intervenendo in materia di accertamento fiscale ha statuito che è legittimo l’accertamento induttivo a carico della società immobiliare qualora il prezzo di vendita degli appartamenti è inferiore all’importo del finanziamento concesso dalle banche agli acquirenti. La vicenda ha riguardato una società immobiliare sottoposta a verifica da parte di funzionari erariali i quali, avvalendosi dei dati dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare integrandoli con i dati riferiti unità immobiliari con caratteristiche similari, ubicate nella zona ove era situato il complesso immobiliare costruito. Infine attraverso i dati contabili raccolti emergeva che diverse unità immobiliari risultavano cedute ad un prezzo inferiore alla sommatoria della caparra, acconti vari e importo finale del relativo mutuo contratto dagli acquirenti, tenendo anche conto del fatto che il ricarico effettuato sui [...]

Iscrizione di ipoteca per l’intero debito anche con causa pendente – Cassazione ordinanza n. 458 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 458 depositata il 13 gennaio 2014 intervenendo in tema di iscrizione ipotecarie ha statuito che il l'agente concessionario può procedere alla iscrizione ipotecaria per l’intero debito anche quando l’iscrizione a ruolo straordinario è avvenuta in pendenza del giudizio sull’avviso di accertamento.  La vicenda ha riguardato una società posta in liquidazione  a cui veniva notificato avviso di iscrizione di ipoteca inerente una cartella di pagamento per imposte Irpeg, Irap ed Iva, seguita a ruolo straordinario, che era stato emesso nel corso del giudizio avente ad oggetto l'impugnazione del precedente avviso di accertamento.  Il liquidatore avverso tale atto proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici rigettavano le doglianze della ricorrente. La società contribuente impugnava la decisione dei giudici di prime cure dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale che [...]

ICI e fabbricato rurale ed accatastamento – Qualificazione ai fini fiscali – Cassazione sentenza n. 422 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 422 depositata il 10 gennaio 2014 intervenendo in tema di ICI ha statuito che le domande per il riconoscimento del requisito della ruralità producono i loro effetti retroattivamente per i cinque anni antecedenti a quello in cui sono state presentate. La vicenda ha riguardato una società cooperativa agricola a cui il Comune notificava un avviso di accertamento ai fini ICI relativo ad un fabbricato accatastato con categoria D/8. La cooperativa avverso tale atto ricorreva alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accogliendo le doglianze della ricorrente annullavano l'avviso di accertamento. Il Comune impugnava la decisione del giudice di prime cure dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale che confermava la sentenza di primo grado. Per i giudici di appello l'articolo 23 del decreto legge 207/08, convertito con la legge [...]

Bancarotta fraudolenta e pena accessoria interdittiva – Cassazione sentenza n. 628 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 628 depositata il 10 gennaio 2014 intervenendo in tema di pene accessorie in materia di bancarotta fraudolenta, la pena accessoria dell’inabilitazione all'esercizio di un'impresa commerciale è prevista in misura fissa (10 anni), e ciò non lede alcun diritto costituzionalmente protetto. La vicenda ha riguardato una persona ritenuta amministratore di fatto di una società di capitale dichiarata fallita ed accusata del reato di appropriazione indebita e di bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale aggravato dalla pluralità dei fatti e in concorso con l'amministratore di diritto della suddetta società. Il GIP condannava l'imputato riconoscendolo colpevole dei reati ascritti. L'imputato avverso la pronuncia del giudice di prime cure ricorreva alla Corte di Appello che, però, confermava quasi integralmente la decisione impugnata salvo riconoscere la prescrizione del reato di  appropriazione indebita. [...]

Regola del de minimis esclusa per il credito d’imposta di cui all’art. 8 legge 388/2000 – Cassazione sentenza n. 200 del 2014

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 200 depositata il 9 gennaio 2014 intervenendo in tema di crediti d'imposta per nuovi investimenti in aree svantaggiate ex art. 8 della legge 23 dicembre 2000 ha statuito che il credito di imposta ivi disciplinato non è cumulabile con altri benefici afferenti i medesimi beni che fruiscono di detto credito, escludendo, altresì, l’applicabilità, in tal caso, della regola “de minimis”. La vicenda ha riguardato un piccolo imprenditore a cui, in seguito ad una verifica fiscale conclusasi con la redazione del PVC, veniva contestato di aver usufruito per lo stesso investimento di due diverse agevolazioni. In particolare del c.d. prestito d'onore (legge 608/96) e del  credito di imposta, di cui all'art.8 della legge n.388/2000. Per cui l'Amministrazione provvedeva con apposito atto alla recupero delle somme  di cui [...]

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