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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Fallimento di un professionista in estensione e diritto al solo assegno alimentare – Cassazione sentenza n. 26206 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione civile, con la sentenza n. 26206 depositata il 22 novembre 2013 intervenendo in tema di procedure concorsuali ha affermato che in caso in cui il fallimento dell’impresa si estenda anche all’attività professionale, spetta al giudice stabilire quanto il professionista possa trattenere - entro i limiti di quanto occorre per il mantenimento suo e della famiglia - dai propri guadagni professionali, tenendo conto che il fallito deve destinare parte degli introiti a soddisfare i creditori. Inoltre per la Corte è possibile dichiarare  fallito per estensione il professionista che, anche senza assumere la veste di socio, abbia partecipato ad iniziative imprenditoriali diverse dalla propria professione. Il predetto principio trova applicazione nei confronti di tutti i professionisti coinvolti in un attività imprenditoriale loro preclusa e che si si intromettono nella gestione di un’impresa. La vicenda ha [...]

Detraibilità IVA ed interventi di ampliamento operati da una società concessionaria di un ente pubblico – Cassazione sentenza n. 25669 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 25669 depositata il 15 novembre 2013 intervenendo in tema di detraibilità IVA ha statuito che gli interventi di ampliamento, ammodernamento e potenziamento degli impianti e di una infrastruttura ferroviaria di trasporto operati da una società concessionaria di un ente pubblico danno luogo a beni, materiali o immateriali, gratuitamente devolvibili, soggetti, sussistendone i presupposti, ad ammortamento finanziario, alternativo a quello tecnico, ma, ai fini della quantificazione del rimborso della relativa eccedenza detraibile dell'imposta sul valore aggiunto, vanno defalcati i contributi del concedente che abbiano neutralizzato l’onere economico dell'imposta o parte di esso. La vicenda ha riguardato una società a controllo pubblico concessionaria per la gestione di un’infrastruttura ferroviaria di trasporto pubblico locale che aveva presentato, con l’apposito modello VR, richiesta di rimborso di un credito IVA facendo leva sull’articolo [...]

Agevolazioni fiscali con costi fittizi: scatta la confisca – Cassazione sentenza n. 42151 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 42151 depositata il 13 ottobre 2013 intervenendo in materia di truffa  ha definito fittizi i costi indicati nella dichiarazione dei redditi da parte di un’impresa che usufruisce di un’agevolazione fiscale, La vicenda ha riguardato le agevolazioni introdotte dalla Tremonti ter, in relazione alle spese sostenute prima dell’entrata in vigore del beneficio. I giudici di Piazza Cavour hanno respinto il ricorso di una contribuente che chiedeva la revoca della confisca per equivalente disposta sui suoi beni. Gli Ermellini dopo aver analizzato approfonditamente, in particolare della circolare delle entrate n. 44/2009, la Tremonti ter concludono che ‘l’agevolazione di cui all’art. 5, comma 1, del dl 78/2009 incide sul reddito diminuendone l’identità, anche se di tale diminuzione non può tenersi conto ai limitati fini dell’applicazione delle norme tributarie appena [...]

Omesso versamento IVA – Reato commesso dal legale rappresentante della società – Cassazione ordinanza n. 46726 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione penale, con l'ordinanza n. 46726 depositata il 22 novembre 2013 intervenendo in tema di reato per omesso versamento IVA prendendo atto di un contrasto giurisprudenziale sul tema della sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei reati tributari, ha rimesso alle Sezioni unite la questione “se sia possibile o meno aggredire direttamente i beni di una persona giuridica per la violazione tributaria commessa dal legale rappresentante della stessa”. La vicenda ha riguardato il provvedimento, nei confronti dell'amministratore di una società, di sequestro preventivo per equivalente, disposto dal Tribunale, di un immobile di proprietà del legale rappresentante di una società, indagato per il reato di omesso versamento dell’Iva di cui all’articolo 10-ter Dlgs 74/2000. L'orientamento consolidato della Corte Suprema sull’interpretazione secondo la quale per i reati tributari il sequestro preventivo finalizzato [...]

D.lgs. 231/2001 e misure interdittive: non sufficiente dimissioni del Cda – Cassazione sentenza n. 46439

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 46439 depositata il 21 novembre 2013 intervenendo in tema di reati presupposti per il D.Lgs. 231/2001 ha affermato che è legittimo l'esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi per la società verso cui sussistono gravi indizi di responsabilità per illecito amministrativo dipendente da reato commesso dagli amministratori nel suo interesse o vantaggio. La misura interdittiva ex D.Lgs. 231/2001 non viene meno neanche se gli indagati si sono dimessi, salvo che l’impresa non abbia già avviato una nuova gestione. La vicenda ha riguardato una società il cui amministratore era stato indagato dal PM  a causa del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche di cui all’articolo 640 bis c.p. Nei confronti della società veniva emesso un ordinanza di l’esclusione della ricorrente da agevolazioni, finanziamenti, contributi [...]

Accertamento ispettivo e natura di pubblico impiego del rapporto di lavoro – Cassazione sentenza n. 26139 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 26139 depositata il  21 novembre 2013  ha affermato la costituzione di rapporti di pubblico impiego per i lavoratori inseriti da un Ente locale nella rispettiva struttura istituzionale, tramite l’instaurazione di fatto di rapporti di lavoro subordinato. La vicenda ha riguardato alcuni lavoratori con i quali il comune per sopperire a carenze di organico, aveva posto in essere rapporti di lavoro che in seguito ad un accertamento ispettivo  venivano considerati come rapporti di pubblico impiego  e senza corresponsione della rispettiva contribuzione. Pertanto in base al predetto accertamento ispettivo sono risultate di pubblico impiego, e dunque da equiparare ai rapporti di lavoro subordinato dei dipendenti di ruolo svolgenti la stessa attività nell’ambito dell’Ente locale, le posizioni “esterne” degli operatori addetti al CED, dei prestatori da destinare alla ripartizione tecnica dell’amministrazione comunale o a [...]

Sicurezza sul lavoro: prima verifica semplificata per le attrezzature

Con il decreto legge n. 101/2013 convertito dalla legge 125/2013 sono state introdotte importanti semplificazioni in materia di prima verifica delle attrezzature di lavoro. La novità più rilevante ed attesa è quella che concerne lo spostamento della decorrenza dei 45 giorni per potersi rivolgere ad altri soggetti per l'effettuazione della prima verifica dell'attrezzatura di lavoro, dal momento della sua installazione a quello della richiesta della verifica stessa all'Inail. L'obbligo è stato recentemente introdotto dall'articolo 32, comma 5, del decreto del Fare (Dl 69/13), convertito nella legge 98/13, che aveva modificato l'articolo 71, del Dlgs 81/08 (Testo unico sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro). In base al contenuto dell'articolo 71, come modificato dal decreto legge 69/2013, il datore di lavoro deve sottoporre le attrezzature di lavoro riportate nell'allegato VII del TU a verifiche periodiche [...]

Accertamento induttivo con studi o parametri: mancata risposta al questionario – Cassazione sentenza n. 26150 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 26150 depositata il 21 novembre 2013 intervenendo in tema di accertamenti standardizzati ha affermato che nei casi di mancata esibizione dei documenti contabili legittima l’accertamento con metodo induttivo nei confronti del contribuente. Altresì è legittimo l’accertamento di maggiori ricavi basato su presunzioni semplici  quando il contribuente, convocato dall’Ufficio, non ha esibito la documentazione contabile richiesta con questionario. La vicenda ha riguardato un imprenditore a cui veniva notificato un avviso di accertamento per IVA-IRPEF-IRAP con cui venivano ripresi a tassazione ricavi non dichiarati, mediante ricostruzione induttiva del reddito di impresa ed applicazione dei "parametri" quale strumento presuntivo di detti maggiori ricavi, atteso che il contribuente (convocato in ufficio per l’esibizione della documentazione contabile con questionari) non aveva ottemperato a tale richiesta. Il contribuente avverso tale atto impositivo ricorre [...]

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