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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Funzione di coordinamento e richiesta attribuzione d’indennità – Cassazione sentenza n. 25198 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 25198 depositata il 8 novembre 2013 intervenendo in materia retributiva ha confermato che a dare le funzioni di coordinamento basta un superiore senza l’atto discrezionale dei vertici dell’ente. Ai fini del riconoscimento dell’indennità è sufficiente la documentazione proveniente da chi ha il potere di conformare la prestazione del dipendente pubblico. La vicenda ha riguardato un dipendente dell’Istituto Zooprofilattico  inquadrato nel profilo di collaboratore professionale sanitario (cat. D) che cita il datore di lavoro inanzi al Tribunale in veste di giudice del lavoro chiedeva che gli fosse riconosciuta l’indennità per l’esercizio delle funzioni di coordinamento, prevista dall’art. 10, c. 2-3, del ccnl del Comparto Sanità. Il Tribunale adito accoglie la domanda del dipendente. Avverso la decisione del giudice di prime cure il datore di lavoro proponeva ricorso inanzi alla [...]

Rettifica IVA basate su presunzione semplice ed onere a carico del contribuente – Cassazione sentenza n. 25495 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria,  con la sentenza n. 25495 depositata il 13 novembre 2013 intervenendo in materia di dichiarazione IVA ha statuito che l’onere della prova è a carico del contribuente, nel caso in cui esso è colpito da un avviso di rettifica per non avere presuntivamente contabilizzato dei corrispettivi. La vicenda ha riguardato una verifica fiscale operata nei confronti di una società sottoposta a procedura concorsuale. A seguito di tale controllo veniva rilevato  all’interno della contabilità della società in fallimento, l’omessa contabilizzazione di ricavi , fatture e corrispettivi, al termine veniva redatto PVC. Sulla base di tale processo verbale di constatazione veniva emesso e notificato alla Curatela un avviso di rettifica. Il Curatore fallimentare avverso tale atto impositivo proponeva ricorso inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale , che accoglieva parzialmente il ricorso, annullando l'avviso di rettifica [...]

Licenziamento per giusta causa: pagamento tangenti – Cassazione sentenza n. 25194 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 25194 depositata il 8 novembre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha statuito che  la giusta causa di licenziamento, quale fatto il che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto", è una nozione che la legge - allo scopo di un adeguamento delle norme alla realtà da disciplinare, articolata e mutevole nel tempo - configura con una disposizione (ascrivibile alla tipologia delle c.d. clausole generali) di limitato contenuto, delineante un modulo generico che richiede di essere specificato in sede interpretativa, mediante la valorizzazione sia di fattori esterni relativi alla coscienza generale, sia di principi che la stessa disposizione tacitamente richiama; tali specificazioni del parametro normativo hanno natura giuridica e la loro disapplicazione è quindi deducibile in sede di legittimità come violazione di legge, mentre l'accertamento [...]

Cassazione sentenza n. 25143 del 8 novembre 2013 – Accertamento induttivo a carico del socio di società semplice

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 08 novembre 2013, n. 25143 Accertamento induttivo a carico del socio di società semplice - Legittimità. Fatto R.G. ricevette un avviso di accertamento parziale, in via induttiva, dell’imposta sul valore aggiunto da lui dovuta per l’anno 1994 nella qualità di socio della società di fatto N.P. & R.G.. Il contribuente impugnò l’avviso e la Commissione tributaria provinciale respinse il ricorso, con sentenza che la Commissione tributaria regionale ha confermato. Ricorre R.G. per ottenere la cassazione della sentenza, affidando il ricorso a tre motivi. L’Agenzia delle entrate si difende con controricorso. Diritto 1.- Va preliminarmente affermata l'inammissibilità del ricorso, là dove è proposto dal Ministero dell'economia e delle finanze, peraltro estraneo alle precedenti fasi del giudizio. Giova rimarcare al riguardo che, in tema di contenzioso tributario, a seguito del trasferimento alle [...]

Accertamento induttivo anche in presenza di contabilità regolare – Cassazione sentenza n. 24902 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 24902 depositata il 6 novembre 2013 intervenendo in tema di accertamento induttivo ai fini delle imposte sui redditi  ha riconfermato che la presenza di scritture contabili formalmente corrette non esclude la legittimità dell'accertamento analitico - induttivo del reddito d'impresa, ai sensi dell'art. 39, primo coma, lett. d), del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, qualora la contabilità stessa possa considerarsi complessivamente inattendibile in quanto confliggente con i criteri della ragionevolezza, anche sotto il profilo della antieconomicità del comportamento del contribuente, in tali casi, pertanto, è consentito all'ufficio dubitare della veridicità delle operazioni dichiarate e desumere, sulla base di presunzioni semplici - purché gravi, precise e concordanti - maggiori ricavi o minori costi, ad esempio determinando il reddito del contribuente utilizzando le percentuali di ricarico, con conseguente [...]

Nuove eccezioni e difese nel processo tributario: limitazioni – Cassazione sentenza n. 24902 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 24902 depositata il 6 novembre 2013 intervenendo in tema di nuove eccezioni e difese ha affermato che nel processo tributario di appello la novità della domanda deve essere verificata in stretto riferimento alla pretesa effettivamente avanzata nell'atto impositivo impugnato e, quindi, alla stregua dei presupposti di fatto e di diritto in esso indicati, poiché il processo tributario, in quanto rivolto a sollecitare il sindacato giurisdizionale sulla legittimità del provvedimento impositivo, è strutturato come un giudizio di impugnazione del provvedimento stesso, nel quale l'Ufficio assume la veste di attore in senso sostanziale, e la sua pretesa è quella risultante dall'atto impugnato, sia per quanto riguarda il petitum sia per quanto riguarda la causa petendi. Ne consegue che, per eccepire validamente la inammissibilità dell'appello per novità della [...]

Distacco di un lavoratore all’estero e possibilità condizionata per il rientro in Italia – Cassazione sentenza n. 24770 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 24770 depositata il 5 Novembre 2013 intervenendo in materia di distacco all'estero ha affermato che ove le parti abbiano pattuito un "distacco" del lavoratore, che, fermo il perdurare del vincolo con il datore di lavoro originario, faccia sorgere un distinto rapporto con altro imprenditore, anche all’estero, con sospensione del rapporto originario, i due rapporti restano separati, anche se le due società sono gestite da società collegate, con conseguente non imputabilità alla società distaccante, se non diversamente pattuito, delle obbligazioni relative al secondo rapporto. La vicenda ha riguardato un dipendente di una società collegata con sede in Italia,che aveva pattuito con la stessa un "distacco" all'estero (termine impropriamente utilizzando, avendo il giudice del merito inquadrato correttamente tale rapporto come sospensione temporanea del rapporto di lavoro) per poi [...]

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo a seguito rifiuto di trasferimento – Cassazione sentenza n. 25615 del 2013

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 25615 depositata il 14 novembre 2013 intervenendo in materia di licenziamento ha statuito che è legittimo licenziare il dipendente che,  nel caso di riassetto organizzativo dell'impresa, si rifiuti di traferirsi in una nuova sede; non è necessario che la scelta imprenditoriale faccia seguito a una situazione di congiuntura economica negativa: è sufficiente l'impossibilità di poter impiegare il lavoratore in mansioni equivalenti. La vicenda ha riguardato un dipendente, che usufruiva dei permessi di cui alla legge 104/1992, che si era rifiutata di prendere servizio in una sede diversa dell'impresa, a seguito di trasferimento deciso dal datore di lavoro conseguenza di un riassetto organizzativo della società,  affermando di dover assistere il padre portatore di handicap e definendo, dunque, tale decisione discriminatoria. La società dopo l'attivazione della relativa [...]

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