
Acquiescenza alle sole sanzioni non consente la ripetizione di quanto versato spontaneamente – Cassazione sentenza n. 25493 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 25493 depositata il 13 novembre 2013 intervenendo in materia accertamento e pagamento delle sole sanzioni fa affermato che le sanzioni definite in modo agevolato non possono essere restituite anche se il contribuente ha risolto a proprio favore la vicenda relativa alle imposte a cui si riferivano. La vicenda ha riguardato una società a cui veniva, dall'Amministrazione finanziaria, rettifica della dichiarazione Iva. La società contribuente provvedeva a definire le sanzioni in via agevolata mentre proseguiva nel contenzioso per l'imposta in contestazione. Il ricorso presentato in Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accoglievano le doglianze del ricorrente, successivamente la società beneficiava della definizione delle liti pendenti. Presentava poi istanza di rimborso della somma a suo tempo versata per l'acquiescenza alle sanzioni. A seguito del diniego dell'Agenzia, la contribuente [...]
Redditometro: le garanzie del Garante della privacy sul trattamento di dati personali effettuato dall’Agenzia delle entrate
Il Garante per la protezione dei dati personali con il provvedimento del 21 novembre 2013 condiziona il proprio parere favorevole, all'utilizzo del redditometro, ad alcune modifiche dello strumento che l'Agenzia delle entrate ha messo appunto per cercare di combattere l’evasione fiscale. Il Garante nel provvedimento sopra indicato prescrive “l’adozione di una serie di misure e accorgimenti per ridurre al minimo i rischi per la privacy delle persone e rendere lo strumento di accertamento più efficace”. Con l'ultima versione del redditometro il Fisco potrà utilizzare oltre cento fonti di spesa, per cui si comprendono le preoccupazioni del Garante e le condizioni imposte. L'Amministrazione Finanziaria, tra le condizioni imposte dal Garante, non potrà utilizzare lo strumento del redditometro per indagare ogni aspetto della vita quotidiana dei contribuenti, e non sarà possibile utilizzare le “spese medie Istat” per risalire a standard di [...]
Solidarietà passiva per l’imposta di registro esclusa per gli intervenuti volontari – Risoluzione n. 82/E del 2013
Con la risoluzione n. 82/E del 21 novembre 2013 l´Agenzia delle Entrate in risposta ad un'istanza di interpello riguardante la corretta applicazione del principio di solidarietà passiva dell’imposta dovuta per la registrazione degli atti giudiziari rilevando come in considerazione dei principi affermati dalla giurisprudenza, ha affermato che il rapporto di solidarietà passiva previsto dall’articolo 57 del TUR (D.P.R. 131/1986) debba trovare applicazione solo con riferimento alle parti del processo coinvolte nel rapporto sostanziale considerato nella sentenza, con esclusione, pertanto, dei soggetti che a detto rapporto risultano estranei. in quanto intervenuti volontariamente nel processo, ai sensi dell’art. 105 c. 2 CPC, esperendo il c.d “intervento adesivo dipendente”. Il documento di prassi emanato dall'Amministrazione Finanziaria analizza inizialmente l’articolo 57 del TUR, in base al cui contenuto sono obbligati in solido al pagamento dell’imposta di registro le parti contraenti, [...]
Demansionamento e diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro – Cassazione sentenza n. 26516 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 26516 depositata il 27 novembre 2013 intervenendo in materia di demansionamento ha statuito che qualora il conferimento di un incarico dirigenziale diverso da quello precedentemente ricoperto dipende da fattori non riconducibili alla volontà della parte datoriale, il lavoratore non può lamentare un inadempimento aziendale. È quanto affermato dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 26516 del 27 novembre 2013. Il fatto La Corte d’Appello di Reggio Calabria rigetta l’impugnazione proposta da un primario avverso la sentenza del Tribunale... La vicenda ha riguardato un dipendente dell'ASL che presentava domanda per il risarcimento dei danni professionali e patrimoniali conseguenti al lamentato demansionamento consistito nell’allontanamento, da parte dell’azienda, dalla divisione di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Siderno, in cui aveva operato fino al 1997, e nella sua successiva nomina [...]
Distrazione per fini extraimprenditoriali di ramo di azienda – Cassazione sentenza n. 47213 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 47213 depositata il 28 novembre 2013 intervenendo in materia di rati fallimentari ha affermato che in sede di riesame dell'ordinanza applicativa di misura cautelare, ove intenda adottare una decisione difforme dall'ordinanza stessa, non può non confrontarsi con il contenuto motivazionale di essa, dando adeguatamente e specificatamente conto delle ragioni della relativa incompletezza o incoerenza tanto da comportarne l'annullamento. La vicenda ha riguardato un imprenditore fallito e sottoposto a d indagine per i reati di cui agli articoli 236 - 223 - 216 n. 1 - 219 commi 1 e 2 n. l. R.D. 16.3.1942 n. 267 e successive modifiche - 110 c.p. piochè secondo il PM in concorso con gli amministratori della F.S.L. s.r.l., ammessa al concordato preventivo, quale titolare della R., con lo scopo di procurare a [...]
Responsabilità penale del coordinatore per mancata predisposizione delle adeguate misure di sicurezza – Cassazione sentenza n. 42501 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 42501 depositata il 16 ottobre 2013 intervenendo in tema di reati in materia di sicurezza sul lavoro ha stabilito che il coordinatore per l’esecuzione delle opere ha il compito di vigilare sulla corretta osservanza delle prescrizioni del piano di sicurezza da parte dell’impresa. La vicenda ha riguardato il dirigente, in qualità di committente, del Settore Lavori Pubblici di un Comune e il coordinatore per l’esecuzione delle opere venivano accusati di omicidio colposo per aver consentito al lavoratore di scendere all'interno di uno scavo effettuato per la posa in opera di tubi di acqua e fogna, senza che esso fosse provvisto di pareti protettive, sicché mentre si trovava all'interno dello scavo, a circa tre metri di profondità, veniva travolto da un improvviso smottamento del terreno che lo [...]
Associazione in partecipazione: criteri distintivi dal rapporto di lavoro subordinato – Cassazione sentenza n. 26522 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 26522 depositata il 27 novembre 2013 intervenendo in materia di associazione in partecipazione ha statuito che deve essere convertito in lavoro subordinato il rapporto tra l’associato e l’associante, qualora venga a mancare il presupposto del rischio a carico del primo e, inoltre, l’attività svolta sia inserita all’interno dell’organizzazione aziendale. La vicenda ha riguardato una società a cui veniva notificato una cartella di pagamento per contributi previdenziali omessi, a seguito d’ispezione INPS ha visto trasformare due rapporti di associazione in partecipazione in altrettanti rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, con relative sanzioni e richiesta da parte dell’INPS degli arretrati relativi alle differenze contributive. La società avverso la cartella ricevuta ricorreva al Tribunale che accoglieva la domanda di annullamento dell'atto impugnato. Avverso la decisione del giudice [...]
Forma per l’invito del datore a riprendere servizio e della risposta ai chiarimenti – Cassazione sentenza n. 26519 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 26519 depositata il 27 novembre 2013 intervenendo in materia di risoluzione e successiva reintegrazione ha statuito che la comunicazione fatta a voce dall’avvocato del datore e non da quest’ultimo personalmente, nei confronti del lavoratore reintegrato a seguito della pronuncia di illegittimità del licenziamento, è da considerarsi pienamente valido. Inoltre la Corte ha puntualizzato che, in caso di richiesta di chiarimenti all’impresa da parte del dipendente, tramite il proprio legale, circa la reintegra nel luogo e nelle mansioni originarie, l’azienda, per non essere inadempiente, deve rispondere con chiarezza per iscritto. La vicenda ha riguardato un dipendente che era stato licenziato e che a seguito della decisione del Tribunale, confermata dalla Corte di Appello, che nè ordinava il reintegro. Il lavoratore durante l'incontro con il legale del datore di lavoro [...]