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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Concordato preventivo: revoca per comportamentodi frode – Cassazione sentenza n. 23387 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 23387 depositata il 15 ottobre 2013 intervenendo in tema di revoca del concordato preventivo ha statuito che l'atto di frode, per avere rilievo ai fini della revoca dell'ammissione, deve essere "accertato" dal commissario giudiziale e quindi dallo stesso scoperto; sia perché il minimo comune denominatore dei comportamenti di frode espressamente presi in considerazione dalla norma è dato dalla loro attitudine ad ingannare i creditori sulle reali prospettive di soddisfacimento in caso di liquidazione, sottacendo l'esistenza di parte dell'attivo o aumentando artatamente il passivo in modo da far apparire la proposta maggiormente conveniente rispetto alla liquidazione fallimentare. La vicenda ha riguardato un imprenditore che aveva richiesto ed ottenuto l'ammissione al concordato preventivo successivamente revocato con decreto del Tribunale e successivamente su richiesta del PM lo stesso Tribunale dichiarava il [...]

Liquidazione del danno biologico e danno alla professionalità: metodo – Cassazione sentenza n. 23369 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n.23369 depositata il 15 ottobre 2013 intervenendo in materia di danno da demansionamento ha affermato che va censurata la liquidazione del danno che individui una somma calcolata all’attualità senza indicare quale sia il danno liquidato all’epoca del fatto, rendendo in tal modo non comprensibile la corretta applicazione dello strumento utilizzato e, soprattutto, se e quanto sia stato riconosciuto a titolo di rivalutazione monetaria e di interessi legali. La vicenda ha riguardato un lavoratore che aveva citato in giudizio, il proprio datore di lavoro, per il risarcimento del danno derivante dal demansionamento accertato con sentenza della Corte di Appello e contro cui il datore aveva presentato ricorso alla Corte di Cassazione che con sentenza di rinvio per aver erroneamente determinato "il danno ad esso conseguente era stato liquidato ritenendolo, [...]

Licenziamento e cessione del ramo d’azienda: illegittimo se la cessione risuta una struttura ad hoc – Cassazione sentenza n. 23357 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n. 23357 depositata il 15 ottobre 2013 intervenendo in materia di cessione d'azienda  e licenziamenti ha affermato che il licenziamento del lavoratore è illegittimo e va reintegrato se l’oggetto della cessione non è ramo d’azienda ma una struttura riorganizzata ad hoc. Irrilevante ai fini dell’articolo 2112 Cc la riunione di varie attività sotto un’unica “etichetta” avvenuta prima del trasferimento. La vicenda ha visto protagonista un lavoratore a cui veniva comunicato la risoluzione del rapporto di lavoro ed il suo contestuale trasferimento, con la cessione del ramo d'azienda, alla società acquirente. Il dipendente impugna, proponendo gravame al Tribunale, il licenziamento esprimendo il proprio dissenso all'operazione di cessione e chiedendo che fosse dichiarata l'illegittimità del trasferimento del ramo di azienda ex art. 2112 c.c., per mancanza dei presupposti o comunque per [...]

Licenziamento del lavoratore in malattia che lavora presso terzi: illegittimità – Cassazione sentenza n. 23365 del 2013

La Corte di Cassazione sez. lavoro con sentenza n. 23365 depositata il 15 ottobre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha affermato la illegittimità del licenziamento di un lavoratore in malattia trovato a lavorare presso l'azienda di un parente, se l'attività non pregiudica la guarigione. Pertanto a dire della  Corte la prestazione del lavoratore in malattia risulta contrassegnata dalla sporadicità e occasionalità che rappresentano dei presupposti compatibili con la patologia sofferta oltrechè inidonei a ledere quei principi di correttezza e buona fede indispensabili alla tenuta del rapporto di lavoro principale. La vicenda ha riguardato un dipendente che era assente per malattia e trovato a lavorare presso (per tre giorni non interi) presso l’agenzia immobiliare di un congiunto e nei cui confronti veniva iniziato la procedura disciplinare. L'episodio era emerso dal rapporto investigativo di una società privata. Al termine della [...]

Sequestro per equivalente e proporzione tra valore dei beni e profitto da reato – Cassazione sentenza n. 42369 del 2013

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 42639 depositata il 17 ottobre 2013 intervenendo in tema di reati fiscali ha affermato che nel valutare il valore del compendio immobiliare sottoposto a sequestro, il giudice del riesame può fare proprio il criterio utilizzato dalla GdF che ha incrociato le informazioni acquisite dall’Agenzia del Territorio con quelle provenienti dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI). La vicenda ha riguardato l'amministratore di una società imputato del rato di cui all'art. 10-ter0 del D.Lgs. n. 74/2000 per non aver versato l'IVA per circa 535.00,00, nei cui confronti il Gip emanava un provvedimento di sequestro preventivo di somme e di beni immobili nella diponibilità dell'amministratore. Avverso il provvedimento del Gip l'amministratore proponeva ricorso al Tribunale del riesame lamentando, per quanto qui interessa, la sproporzione tra il valore complessivo dei beni [...]

Avviso di convocazione spedito nei termini ma non pervento in tempo utile: legittimità Cassazione sentenza n. 23218 del 2013

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n. 23218 depositata il 14 ottobre 2013 intervengono in materia di diritto societario risolvendo un contrasto sorto in giurisprudenza hanno enunciato il seguente principio di diritto: “Salvo che l’atto costitutivo della società a responsabilità limitata non contenga una disciplina diversa, deve presumersi che l’assemblea dei soci sia validamente costituita ogni qual volta i relativi avvisi di convocazione siano stati spediti agli aventi diritto almeno otto giorni prima dell’adunanza (o nel diverso termine eventualmente in proposito indicato nell’atto costitutivo), ma tale presunzione può essere vinta nel caso in cui il destinatario dimostri che, per causa a lui non imputabile, egli non ha affatto ricevuto l’avviso di convocazione o lo ha ricevuto così tardi da non consentirgli di prendere parte all’adunanza, in base a circostanze di fatto il [...]

Frode fiscale Sequestro per equivalente anche sull’usufrutto – Cassazione sentenza n. 42148 del 2013

La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 42148 depositata il 14 ottobre 2013 intervenendo in tema di reati fiscali ha affermato che il sequestro preventivo, funzionale alla confisca per equivalente, in relazione al reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte di cui all’articolo 11 D.Lgs. n. 74 del 2000, può riguardare anche il diritto di usufrutto del terzo estraneo al reato ove il diritto stesso derivi da un atto simulato. La Vicenda ha riguardato alcuni imprenditori accusati del reato di cui agli artt. 110 cod. pen. e 11 del d.lgs. n. 74 del 2000 che al fine di sottrarre al pagamento delle sanzioni amministrative relative all'evasione di imposte sui redditi e sul valore aggiunto per circa 1.000.000 di euro, effettuavano un'alienazione simulata di una metà in divisa di un fabbricato al [...]

Regime del plafond e possibilità di utilizzo per i contratti di leasing – Cassazione sentenza n. 23239 del 2013

La Corte di Cassazione sez. Tributaria con la sentenza n.23329 depositata il 15 ottobre 2013 intervenendo in materia di utilizzo del pelafond IVA ha confermato un precedente orientamento secondo cui non è sufficiente qualificare il contratto di leasing come traslativo per configurare una “cessione di bene immobile” sottratta alla applicazione del regime degli esportatori abituali di cui all’art. 8, primo comma, lett. c) del DPR n. 633/1972, laddove le parti contraenti non abbiano previsto il trasferimento della proprietà del bene con efficacia vincolante alla scadenza del rapporto contrattuale di leasing. La vicenda ha riguardato una società a cui l'Agenzia delle Entrate notificava alcuni avvisi di accertamento con cui procedeva al recupero dell'IVA  sia per l'anno 2003 sulla variazione in diminuzione dell'importo fatturato a B.I. da N.I. s.r.l. in ordine alla esecuzione di prestazioni di un [...]

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