
Esternalizzazione servizi ed elusione fiscale – Cassazione sentenza n. 16859 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con sentenza n. 16859 del 05 luglio 2013 interviene in tema di outsourcing affermando che è elusiva la condotta del notaio che esternalizza i servizi dello studio, avvalendosi di una società che ha sede nei locali dello stesso studio, concessi in comodato gratuito, che gode delle agevolazioni fiscali per il Mezzogiorno, che è partecipata al 90 per cento dal medesimo professionista e che ha assunto alle proprie dipendenze alcuni collaboratori di quest’ultimo, i quali in precedenza fornivano gli stessi servizi, ma a prezzi notevolmente inferiori. Incorre in errore il giudice tributario che considera il comportamento antieconomico del contribuente lavoratore autonomo non suscettibile di valutazione ai fini dell’accertamento tributario, in ossequio al principio di libertà d’impresa, sancito dall’articolo 41 della Costituzione. La vicenda ha riguardato un notaio che ha impugnato un [...]
Accertamenti basati su movimentazioni bancarie – motivazioni – Cassazione ordinanza n. 16575 del 2013
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 16575 del 02 luglio 2013 interviene in tema di applicazione delle presunzioni in tema di accertamenti bancari e, in particolare affermando che, sui prelevamenti, il giudice di merito deve argomentare le ragioni per le quali non ritiene convincente quanto addotto dal contribuente, non potendosi limitare a generiche considerazioni sul valore delle presunzioni in materia. L'amministrazione Finanziaria svolgeva indagini bancarie nei confronti di una società a responsabilità limitata sui conti sia della società che di quelli dell'amministratore. A fronte di prelevamenti ritenuti non giustificati, venivano contestati maggiori ricavi imponibili. Pertanto L'Agenzia notificava l'avviso di accertamento basato sulle risultanze delle indagini bancarie. La società contribuente avverso l'atto impositivo proponeva ricorso presso la competente Commissione Tributaria Provinciale che lo rigettava. Il contribuente lamentava oltre all' illegittimità delle indagini sul conto privato [...]
Vendite sottocosto consentite alle società in crisi – Cassazione sentenza n. 16695 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16695 del 03 luglio 2013 interviene in materia accertamento basato sul principio di economicità affermando che la società che versa in grave crisi economica può vendere sottocosto senza per questo incorrere nella rettifica dell'Iva da parte dell'ufficio che contesta un'operazione antieconomica. La vicenda ha riguardato una piccola srl in grave crisi economica. A ridosso del fallimento aveva venduto dei beni fortemente sottocosto. L'Agenzia delle Entrate aveva emesso e notificato un avviso di accertamento della maggiore imposta sostenendo che operava la presunzione di una parte di ricavo in nero in quanto l'operazione commerciale era fortemente antieconomica. Contro l'atto impositivo la contribuente ha presentato ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale che accoglieva le doglianze del contribuente. L'Amministrazione finanziaria, avverso la sentenza, ricorreva alla Commissione Tributaria Regionale che riformava la sentenza [...]
Mobbing in forma attenuata: qualificazione di straining – Cassazione sentenza n. 28603 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 28603 del 03 luglio 2013 interviene in tema mobbing qualificando i comportamenti ed episodi di emarginazione come straining ossia mobbing attenuato Significativa ed interessante pronuncia, della Cassazione sezione penale, che ha riconosciuto ad un dipendente di banca, “messo all’angolo” fino a essere relegato a lavorare in uno «sgabuzzino, spoglio e sporco», con «mansioni dequalificanti» e «meramente esecutive e ripetitive»: comportamenti complessivamente ritenuti idonei a dequalificarne la professionalità, comportandone il passaggio da mansioni contrassegnate da una marcata autonomia decisionale a ruoli caratterizzati, per contro, da “bassa e/o nessuna autonomia”, e dunque tali da marginalizzarne, in definitiva, l’attività lavorativa, con un reale svuotamento delle mansioni da lui espletate. Nelle grandi aziende, precisano i giudici di legittimità, è difficile parlare di mobbing: infatti, tale fattispecie è costruita a livello di [...]
Mancati erogazione della retribuzione e versioni discordanti: il datore è tenuto a pagare – Cassazione sentenza n. 16738 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16738 del 4 luglio 2013 interviene in materia di mancata erogazione della retribuzione ha chiarito che in caso di versioni discordanti fornite dai testimoni chiamati in causa, circa il presunto mancato pagamento di retribuzioni dovute ai lavoratori, il datore di lavoro è tenuto comunque a risarcire quanto richiesto dai lavoratori. Nella fattispecie, un lavoratore ha testimoniato di aver sempre assistito al pagamento, da parte del datore di lavoro, delle retribuzioni spettanti ai lavoratori. Tesi inversa, invece, viene sostenuta dal ricorrente principale, che afferma il mancato pagamento delle quattordicesime, e da parte di altri dipendenti che hanno testimoniato. La Suprema Corte, visto che le tesi dei lavoratori sono in disaccordo, dopo aver affermato che la competenza nel valutare i fatti attiene al giudice di merito, di fatto smentisce quanto affermato dal lavoratore “fedele” al datore di lavoro, costringendo quest’ultimo al [...]
Accertamento induttivo: limitazioni alle cooperativa – Cassazione ordinanza n. 16731 del 2013
La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 16731 del 3 luglio 2013 ha stabilito che il fisco non può applicare alla cooperativa di trasformazione la presunzione semplice di forfetizzazione dei costi per definire con metodo induttivo il reddito imponibile, il valore della produzione netta ed il volume di affari dichiarati. La vicenda ha riguardato una cooperativa agricola di trasformazione a cui era stato notificato l'avviso di accertamento per IVA-IRPEG-IRAP per l'anno 1998 effettuato mediante l'applicazione della "percentuale di riduzione" dell'ammontare dei ricavi di una percentuale a titolo di spese forfettarie "pari al 27% prevista dalla tabella di forfettizzazione allegata alla legge 17.2.1985 n.17". La cooperativa propone ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale avverso l'atto impositivo che accoglie le doglianze del contribuente annullando l'avviso di accertamento. L'Amministrazione finanziaria ricorre in appello alla Commissione Tributaria Regionale che nel confermare, e quindi [...]
Elusione fiscale e costituzione società al solo fine di detrarre l’IVA – Cassazione sentenza n. 16697 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16697 del 03 luglio 2013 interviene in tema di elusione fiscale statuendo ed affermando che è elusione fiscale costituire una società al solo scopo di detrarre l'Iva. In altri termini per il beneficio è insufficiente l'apertura della partiva Iva senza il concreto svolgimento di un'attività d'impresa. ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. Per i giudici di legittimità in riferimento alle operazioni passive, la qualifica di impresa, che compete ex lege alle società commerciali con riguardo alle operazioni attive essendo le cessioni di beni, da parte di dette società, considerate dalla legge in ogni caso, cioè senza eccezioni, effettuate nell'esercizio d'impresa, non è sufficiente per dare vita al diritto alla detrazione dell'Iva. È infatti necessario che l'acquisto di beni risulti indispensabile per l'esercizio vero e proprio dell'impresa e [...]
Elusione fiscale ed adeguata motivazione – Cassazione sentenza n. 16684 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16684 del 03 luglio 2013 interviene in materia di elusione fiscale, nella fattispecie cessione di ramo di azienda, riaffermando che non vi è elusione fiscale senza un'adeguata motivazione sul vantaggio indebito La vicenda nasce con la notifica dell'avviso di accertamento ad una società contribuente. Tale accertamento era conseguito da verifica fiscale effettuata da funzionari della Direzione Regionale delle Entrate presso la sede della società. I verificatori accertarono che la società aveva affidato la produzione di pompe ad acqua per motori a combustione alla S.A.M. mantenendo per sé la commercializzazione dei prodotti (che successivamente verrà anch'essa trasferita) unitamente alla possibilità di costruire i prodotti per una durata di cinque anni e con diritto di opzione, in caso dì acquisto, pari al 6% del fatturato annuo. Inoltre dall'esame della documentazione [...]