News – Blog

News – Blog2026-09-05T14:45:47+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Dichiarazione infedele: ricavi in nero di un professionista – Cassazione sentenza n. 24816 del 2013

Rischia una condanna penale senza le attenuanti generiche il professionista che riceve parte dei suoi ricavi in nero. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione nella sentenza n. 24816 depositata il 6 giugno 2013, pronunciandosi su un ricorso presentato da un avvocato, condannato per dichiarazione infedele, finalizzata all’evasione fiscale. L’avvocato trasferisce. La sottofatturazione attuata mediante una frode può avere come conseguenza il carcere. È quanto affermato dagli Ermellini che  hanno confermato la condanna per dichiarazione infedele a carico di un avvocato che aveva sottofatturato i suoi compensi, facendo confluire la parte in nero su conti esteri. I particolare all'uomo sono stati confermati otto mesi di carcere, sospesi con la condizionale perché incensurato, in relazione a una frode fiscale aggravata dalla sua professione. Il legale aveva infatti fatturato solo una parte del compenso, facendo confluire le [...]

Revoca contributi: licenziamenti forzati – Cassazione sentenza n. 14316 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 14316 del 06 giugno 2013 interviene in una vicenda in cui l'imprenditore edile nonostante aver partecipato a numerose gare d’appalto, il cui esito è stato sempre negativo. In questo e da rinvenire la scelta dell’azienda edile – scelta obbligata, secondo l’imprenditore – di percorrere la strada del licenziamento di alcuni operai, non avendo altri cantieri dove poterli ricollocare. Per gli Ermellini nulla quaestio su tale valutazione imprenditoriale, ma la conseguenza di tale scelta è l’azzeramento degli “sgravi contributivi triennali” a favore dell’azienda, non avendo, questa, “mantenuto l’incremento occupazionale per l’intero periodo agevolato”. La vicenda nasce dal recupero degli sgravi contributivi operata dall'Inps operto a seguito dei licenziamenti effettuati dall'impresa edile. L'imprenditore avverso tale recupero ricorre al Tribunale che con sentenza aveva negato il diritto della società a fruire [...]

Fallimento: notificazione – Cassazione sentenza n. 14338 del 2013

La notifica della dichiarazione di fallimento va effettuata alla residenza effettiva del destinatario La Cassazione con la sentenza n. 14338 del 06 giugno 2013 interviene in materia di notificazione ed in particolare nella notifica del ricorso di fallimento, concentrandosi in particolare sul tema della nullità della notifica del ricorso e del decreto di convocazione ai sensi art. 139 c.p.c. Le risultanze anagrafiche rivestono, infatti, mero valore presuntivo. Inoltre, solo se la residenza e il domicilio del destinatario sono nello stesso luogo la notifica può effettuarsi alternativamente nell'una o nell'altro; se invece i luoghi sono diversi, la notifica nel domicilio è nulla, se la residenza non è ignota. Nel caso di specie  il creditore istante, dopo la notifica presso la sede della F. Club in liquidazione, che era risultata chiusa, aveva proceduto alla notificazione presso la residenza [...]

Studi di settore: scostamento e redditi professionali – Cassazione sentenza n. 14493 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 14493 del 07 giugno 2013 interviene in materia di accertamento del reddito professionale riconfermando il principio in base al quale è denunziabile in sede di legittimità, ai sensi dell'art. 360 comma primo n. 5 cod. proc. civ., il vizio di omessa motivazione della sentenza qualora la stessa si fondi su motivazione omessa o "apparente", qualora, cioè, il giudice di merito ometta del tutto la indicazione degli elementi da cui ha tratto il proprio convincimento, ovvero li indichi senza, peraltro, compierne alcuna approfondita disamina logica e giuridica (per tutte Cass. Sez. 1, Sentenza n. 2067 del 25/02/1998). Gli Ermellini hanno affermato, nel caso di specie, che il contribuente aveva  espressamente formulato censura in ordine alla "applicazione di compensi medi di mercato senza tenere conto della realtà economica nella quale operava"mentre nelle [...]

Rapporto di subordinazione: elementi costitutivi differenza con contratto a progetto – Cassazione sentenza n. 13394 del 2013

La Corte di Cassazione con sentenza n. 13394 del 29 maggio 2013 stabilisce che non è possibile considerare un rapporto di natura subordinata fra l’azienda e l’ex azionista di maggioranza della società, quando il soggetto continui ad operarvi in forza di un contratto a progetto, essendoci alla base un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, il  quale ha dei requisiti specifici, di attività prevalentemente personale, riconducibile ad uno o più progetti specifici determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore, con la specifica finalità di posizionare l’azienda acquirente sul mercato durante la fase di transizione. Nella vicenda oggetto del giudizio della Corte Suprema riguarda il ricorso presentato da un ex socio di maggioranza e consigliere delegato di una società per azione, concessionaria di auto, che ha sottoscritto con la stessa un "contratto a progetto", in concomitanza della cessione del [...]

Licenziamento ritorsivo onere della prova – Cassazione sentenza n. 14319 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 14319 del 6 giugno 2013 ha affermato che "per i provvedimento del datore di lavoro a carattere ritorsivo, l'onere della prova inerente la natura dell'atto grava sul lavoratore, potendo esso essere assolto con la dimostrazione di elementi specifici, tali da far ritenere con sufficiente certezza l'intento di rappresaglia, il quale deve aver avuto efficacia determinativa esclusiva della volontà del datore di lavoro, anche rispetto ad altri fatti rilevanti ai fini della configurazione del provvedimento illegittimo. Pertanto, alla luce del principio della Corte Suprema, in sede di giudizio di legittimità, il lavoratore che censuri la sentenza di merito per aver negato carattere ritorsivo al provvedimento datoriale non può limitarsi a dedurre la mancata considerazione, da parte del giudice, di circostanze rilevanti in astratto ai fini della ritorsione, ma deve indicare elementi [...]

Reati tributari ed applicazione legge 231 – Cassazione sentenza n. 24841 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 2841 del 06 giugno 2013 interviene in tema di applicazione del D.Lgs. n. 231/2001 anche per i reati fiscali e di conseguenza sulla legittimità del sequestro dei beni societari. Gli Ermellini a queta problematica con la summenzionata sentenza hanno ritenuto legittimo, l'applicazione del D.Lgs. 231/2001, anche quando disposto nei confronti di una società per reati tributari derivanti “da un’associazione per delinquere costituita degli amministratori”, tramite emissione di fatture per operazioni inesistenti. La società ne subisce la responsabilità amministrativa, che legittima il sequestro dei propri beni, per reati fiscali di cui sono imputati i propri amministratori. La vicenda ha riguardato una società che era stata indagata per condotta illecita, ex art 24-ter del dlgs 231/2001, riferita al reato di emissione ed utilizzo di false fatturazioni e fraudolenta presentazione [...]

Procedure concorsuali, art. 2448 c.c. e contratto preliminare – Cassazione sentenza n. 12831 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 12831 del 23 maggio 2013 ha sancito che il fallimento di una società per azioni non determina lo scioglimento, per impossibilità sopravvenuta, del contratto preliminare, anteriormente stipulato, di compravendita delle azioni della stessa società, poiché ai sensi dell'art. 2448 cod. civ., nel testo "ratione temporis" applicabile (anteriore alla riforma del diritto societario), la dichiarazione di fallimento è causa di scioglimento, ma non di immediata estinzione, della società, sicché la perdurante esistenza in vita dell'ente (sia pure ormai privo di ogni potere in relazione al suo patrimonio) conferisce natura di beni commerciabili alle relative quote di partecipazione. La vicenda che ha visto due società che avevano sottoscritto un contratto preliminare per la compravendita di azioni della stessa società. La società che doveva vendere i titoli mobiliari nel frattempo [...]

Torna in cima