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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Impresa familiare ed obbligo contributivo – Cassazione sentenza n. 13580 del 2013

La Corte di Cassazione con la  sentenza n. 13580 del 30 maggio 2013 decide sulla vicenda relativa all’obbligo di iscrizione alla gestione assicurativa degli esercenti attività commerciale dell’impresa familiare stabilendo che sussiste quando l’attività lavorativa ha carattere continuativo e non occasionale. La vicenda esaminata ha riguardati un imprenditore a cui veniva notificata dall’INPS una cartella di pagamento  con cui gli veniva intimato il pagamento dei contributi per il lavoro dei collaboratori della sua impresa familiare costituita da un esercizio commerciale per la rivendita al minuto di articoli sportivi, da caccia e da pesca. Il contribuente si opponeva a suddetta cartella proponendo ricorso al tribunale in funzione di giudice del lavoro. Le motivazioni del ricorso si fondano sull’oggetto dell'attività  di ispezione da parte dell’INPS che non poteva essere estesa ad un ispezione ad una impresa familiare, [...]

Accertamento: sconti e premi trattamento IVA – Cassazione sentenza n. 13312 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 13312 del 29 maggio 2013 interviene in merito al trattamento dei  “premi” di fine anno che il fornitore concede ai clienti affiliati (non soci) che hanno raggiunto determinati “target” in volumi di acquisti non sono soggetti a Iva (ai sensi dell’art. 2 co. 3 lett a) del dPR n. 633/72) poiché sono concretizzati  in cessioni di crediti in denaro (“definite dalla prassi commerciale con il nome di ristorno differito o premio di fedeltà”, come ha affermato lo stesso contribuente nel ricorso). La Corte ha ricordato che la procedura di variazione  prevista dall’art. 26 co. 2 del dPR n. 633/72 , con la quale il fornitore può rettificare l’imponibile e l’imposta, va applicata solo in caso di “abbuoni o sconti previsti contrattualmente”.  Nella fattispecie il giudice di prime cure [...]

Aumento di capitale: se fittizio responsabilità degli amministratori – Cassazione sentenza n. 24557 del 2013

La Corte di cassazione sez. penale con la sentenza n. 24557 del 5 giugno 2013, ha statuito che l'aumento fittizio del capitale della societa da parte dei manager fa scattare la responsabilità amministrativa dell'ente ai sensi della '231' e quindi il sequestro sui beni dell'azienda. La Corte Suprema ha ribaltato l'ordinanza con cui il Tribunale di Bologna aveva annullato la misura cautelare del sequestro preventivo per equivalente disposta dal Gip nei confronti dei beni nella disponibilità di una società ovvero di una serie di società interamente controllate dalla prima. Il provvedimento del Gip era stato adottato ai sensi del Decreto legislativo n. 231/2001, nell'ambito di una vicenda in cui i dirigenti ed amministratori, secondo il Procuratore della Repubblica, avevano commesso il reato di formazione fittizia di capitale, di cui all'art. 2632 cod. civ. (capo F) [...]

Tariffa Igiene Ambientale (TIA): nullità delle fatture – Cassazione sentenza n. 11157 del 2013

La Cassazione con la sentenza n. 11157 del 10 maggio 2013 interviene  in tema di riscossione della tariffa di igiene ambientale Gli Ermellini hanno statuito che in tema di riscossione della tariffa di igiene ambientale, l’atto con cui viene richiesto al contribuente il pagamento della tariffa anche nel caso conservi la forma della fattura, in ragione della natura tributaria della prestazione, deve avere i requisiti contenutistici essenziali dell’atto di accertamento di un tributo. Nel caso di specie gli atti con cui il gestore del servizio di smaltimento rifiuti chiede al contribuente quanto dovuto a titolo di TIA, anche se hanno la forma di una fattura commerciale, non attengono al corrispettivo di una prestazione liberamente richiesta, ma a un’entrata sicuramente pubblicistica di natura impositiva.I Giudici della Corte Suprema hanno anche riaffermato l’orientamento delle Sezioni Unite in [...]

Cartella di pagamento: nulla se non sottoscritta – Cassazione sentenza n. 13311 del 2013

La Cassazione con la sentenza n. 13311 del 29 maggio 2013 interviene sul tema delle cause di nullità della cartella di pagamento ed in particolare per la mancata sottoscrizione sottolineando però che è il contribuente che deve a chiedere ai giudici la sua nullità per mancata sottoscrizione. Pertanto non può essere il giudice a rilevarlo d'ufficio. la vicenda nasce dalla ricezione di un cartella da parte della società contribuente che impugno l'atto sia nei confronti dell'ente impositore, sia nei confronti del concessionario per la riscossione, eccependo la tardività della notificazione della cartella e chiedendo, in subordine, di dichiarare la cessazione della materia del contendere per l'intervenuto condono. La commissione tributaria provinciale accolse il ricorso e la commissione tributaria regionale ha confermato la sentenza di primo grado, sia pure con diversa motivazione, fondata sulla mancanza di [...]

Demansionamento: non automatico il diritto al risarcimento del lavoratore – Cassazione sentenza n. 14214 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 14214 del 05 giugno 2013  ha stabilito l’insussistenza dell’obbligo risarcitorio a carico del datore di lavoro nei confronti del dipendente demansionato, qualora questi non provi come l’attribuzione a compiti diversi, se non la forzosa inattività dovuta alla riorganizzazione aziendale, abbiano leso la sua professionalità. I Giudici di legittimità, nel rigettare il ricorso del lavoratore,  hanno affermato che il lavoratore non può limitarsi ad invocare la potenzialità lesiva del comportamento del datore, ma deve dimostrare che la dequalificazione ha peggiorato la sua vita. L’interessato non può nemmeno invocare un repentino mutamento dell’interpretazione della norma processuale, per ottenere la rimessione in termini, poiché al momento della proposizione del ricorso di primo grado già esisteva un contrasto giurisprudenziale in materia e, pertanto, non si configura l’errore scusabile. Per cui il principio statuito [...]

Agevolazioni prima casa: decadenza per trasformazione catastale – Cassazione sentenza n. 14173 del 2013

La Cassazione con la sentenza n. 14173 del 05 giugno 2013 è intervenuta in materia di agevolazioni fiscali "prima casa" evidenziando come la natura del beneficio sia quella di favorire la destinazione “a propria abitazione dell’immobile acquistato”. La legge prevede la perdita dell’agevolazione in caso di mancato utilizzo dell’immobile da parte del proprietario. Gli ermellini alla luce della costante giurisprudenza della Corte Suprema hanno affermato che  l’agevolazione in parola presuppone che l'immobile acquistato sia effettivamente adibito ad abitazione principale (Cass. sez. trib. n. 13491 del 2008; Cass. sez. n. 20376 del 2006), circostanza che si evince chiaramente dal fatto che la legge richiede l’obbligo di residenza nell’immobile o collega la perdita dell’agevolazione nel caso di vendita del bene nei cinque anni (salvo il caso dell’acquisto di nuova abitazione principale). Tale interpretazione è direttamente ricavabile dalla necessità di residenza [...]

Contribuenti regime superminimi e ritenute subite

E' tempo di dichiarazione dei redditi e per i contribuenti in regime dei superminimi non è stato ancora risolto il problema delle ritenute subite. Per dichiarare i redditi del 2012 nel modello Unico 2013  i contribuenti in regime dei superminimi con il forfait del 5% devono compilare il quadro LM ma nel predetto quadro non è stata prevista l'indicazione delle eventuali ritenute subite per errore da parte del sostituto d'imposta. Resta fermo che le eventuali ritenute Irpef sono recuperabili, anche se effettuate per sbaglio dal sostituto d'imposta. L'esclusione dalla ritenuta di acconto per i contribuenti in regime dei superminimi è prevista dalla normativa di riferimento e non può essere considerata una facoltà. Il regime dei superminimi è in vigore dal 1° gennaio 2012 ed è stato istituito dall'articolo 27 del Dl 98/2011, convertito dalla legge [...]

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