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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Procedure concorsuali, art. 2448 c.c. e contratto preliminare – Cassazione sentenza n. 12831 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 12831 del 23 maggio 2013 ha sancito che il fallimento di una società per azioni non determina lo scioglimento, per impossibilità sopravvenuta, del contratto preliminare, anteriormente stipulato, di compravendita delle azioni della stessa società, poiché ai sensi dell'art. 2448 cod. civ., nel testo "ratione temporis" applicabile (anteriore alla riforma del diritto societario), la dichiarazione di fallimento è causa di scioglimento, ma non di immediata estinzione, della società, sicché la perdurante esistenza in vita dell'ente (sia pure ormai privo di ogni potere in relazione al suo patrimonio) conferisce natura di beni commerciabili alle relative quote di partecipazione. La vicenda che ha visto due società che avevano sottoscritto un contratto preliminare per la compravendita di azioni della stessa società. La società che doveva vendere i titoli mobiliari nel frattempo [...]

Immissione e limiti di tolleranza – vademecum della Cassazione con la sentenza n. 12828 del 2013

La Corte di Cassazione sezione Civile con la sentenza n. 12828 del 23 maggio 2013 interviene nell'ambito del diritto contemplato dall'art. 804 c.c. L'azione ex art. 844 cod. civ. e quella di responsabilità aquiliana per la lesione del diritto alla salute sono azioni distinte ma, ciononostante, cumulabili tra loro. L’azione esperita dal proprietario del fondo danneggiato per conseguire l'eliminazione delle cause di immissioni rientra tra le azioni negatorie, di natura reale a tutela della proprietà. Essa è volta a far accertare in via definitiva l'illegittimità delle immissioni e ad ottenere il compimento delle modifiche strutturali del bene indispensabili per farle cessare. Nondimeno l'azione inibitoria ex art. 844 cod. civ. può essere esperita dal soggetto leso per conseguire la cessazione delle esalazioni nocive alla salute, salvo il cumulo con l'azione per la responsabilità aquiliana prevista dall'art. [...]

Lavoro temporaneo rientra nella categoria del contratto a tempo determinato – Cassazione sentenza n. 13404 del 2013

Con sentenza n. 13404 del 29 maggio 2013, la Cassazione ha affermato che la prestazione di lavoro temporaneo rientra, anche in base alle norme europee, nella categoria del contratto a tempo determinato e che l’indennità prevista dall'art. 32, comma 5, della legge 4.11.2010, n. 183, sui casi di conversione del contratto a tempo determinato in cui il datore di lavoro è tenuto al risarcimento del lavoratore con un'indennità omnicomprensiva nella misura compresa tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, si applica anche ai casi di contratto di lavoro temporaneo a tempo determinato. La Suprema Corte richiama espressamente la sentenza pronunciata nella causa C-290/12 dalla Corte di giustizia europea, pubblicata l'11 aprile 2013, dove si legge «L'interinale “reiterato” italiano non ottiene l'assunzione dall'utilizzatore in base alle regole Ue sui tempi determinati»: il contratto a termine che [...]

IRAP: spese poco significative esclusione dall’imposta – Cassazione sentenza n. 13752 del 2013

La Cassazione con la sentenza n. 13752 del 31 maggio 2013 interviene sulla spinosa questione della esclusione dall'IRAP dei professionisti è legata alla presenza di un autonoma organizzazione ed alla significatività delle spese dedotte per la gestione dello studio, a prescindere dalla presenza di personale dipendente o collaboratori esterni . Nella specie il ragioniere commercialista aveva  eseguito il versamento dell’Irap e presentata all'Amministrazione finanziaria l'istanza di rimborso del versamento effettuato. L'Amministrazione finanziaria non da alcun seguito alla istanza presentata dal contrubuente. Pertanto il contribuente deposita, avverso il silenzio rigetto dell'Agenzia delle Entrate, ricorso in Commissione Tributaria Provinciale che accoglie la tesi del contribuente della esclusione del reddito d lui prodotto ai fini professionale per mancanza del presupposto impositivo (mancanza di un autonoma organizzazione).L'Agenzia delle Entrate contro la sentenza presenta ricorso alla Commissione Tributaria Regionale che accoglie [...]

Allontanamento dal posto di lavoro senza permesso: truffa aggravata

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 24941 del 06 giugno 2013 statuisce il principio di diritto secondo cui l’iscrizione nel registro delle notizie di reato del nome del soggetto cui questo è attribuito, per gli effetti che ne conseguono ai fini del computo del termine di durata delle indagini e dell’utilizzabilità degli atti espletati, postula la completa identificazione dello stesso, non essendo sufficiente l’indicazione del nome e cognome. Decorso del termine delle indagini preliminari? Occorre la completa identificazione dei soggetti iscritti nel registro delle notizie di reato La vicenda. Venivano condannati in primo e secondo grado 4 imputati, dipendenti dell'ASL,  per il reato di truffa aggravata, in quanto  si erano ripetutamente allontanati dal posto di lavoro senza aver richiesto un previo permesso, ed anzi risultavano regolarmente in servizio, essendosi registrati a mezzo delle [...]

Lavoro irregolare: sanzione pecuniaria, onere dimostrazione durata – Cassazione sentenza n. 14370 del 2013

Lavoro irregolare, l'irrogazione della sanzione pecuniaria non richiede l’onere di dimostrare l'effettiva durata del rapporto di lavoro. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 14370 del 07 giugno 2013 interviene in materia di sanzione per lavoro irregolare statuendo che l’irrogazione della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 3, co. 3, D.L.12/2002 (conv. in L. 73/2002) non richiede, da parte dell'Amministrazione, alcun onere di dimostrare l'effettiva durata del rapporto di lavoro irregolare, essendo sufficiente il mero accertamento dell'esecuzione di prestazione lavorativa da parte di soggetto che non risulti da scritture o da altra documentazione obbligatoria. Nel verbale ispettivo viene dato conto unicamente della situazione riscontrata dagli ispettori al momento dell'accesso in azienda. Il documento, come precisato, non è finalizzato ad individuare la durata dell'illecito ai fini della sanzione amministrativa pecuniaria, essendo sufficiente il riscontro che la prestazione [...]

Agevolazione prima casa: residenza anagrafica per le agevolazione – Cassazione sentenza n. 11614 del 2013

La sentenza della Cassazione n. 11614 del 11 maggio 2013 interviene sul tema delle agevolazioni "prima casa"  ed in particola sul requisito della residenza. La vicenda riguarda un contribuente che ha presentato la domanda di residenza entro la scadenza prevista, ossia dodici mesi esatti dall’atto di acquisto dell’immobile. La risposta del Comune è stata negativa. Il contribuente presenta una nuova richiesta che viene accolta ma la seconda richiesta non può ‘salvare’ le agevolazioni fiscali previste per la ‘prima casa’. L'Agenzia delle Entrate notificava avviso di liquidazione per il recupero delle agevolazioni fiscali "prima casa" di cui all'art. 3, comma 151, della legge 549/1995, fruite in base all'atto di acquisto. L'atto impositivo era stato emesso in quanto la contribuente non aveva stabilito la sua residenza nel Comune di ubicazione dell'immobile nel termine (un anno dall' atto) previsto [...]

Perdita di elementi qualificanti della professionalità e risarcimento – Cassazione sentenza n. 13414 del 2013

La Cassazione con la sentenza n. 13414 del 29 maggio 2013 interviene in merito alla richiesta ri risarcimento per danni non patrimoniali derivanti dalla perdità di elementi qualificanti della professionalità acquisita. La vicenda ha visto protagonista un dipendente di una Banca che aveva la qualifica di quadro super, dopo avere svolto per alcuni anni il ruolo gestionale di direttore di filiale è stato privato di tale incarico e destinato ad attività di analisi, revisione e controllo di pratiche di affidamento creditizio. Il lavoratore si rivolge al Tribunale sostenendo di avere subito un'illegittima dequalificazione chiedendo la condanna dell'azienda al risarcimento del danno. Il Tribunale ha rigettato la domanda. La Corte d'Appello riformando in parte la decisione del giudice di primo grado, con sentenza non definitiva, ha dichiarato che "la banca convenuta a partire dal 2003 ha [...]

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