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News – Blog2026-09-05T14:45:47+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Riaperti i termini per rivalutazione di partecipazioni e terreni

Riaperti i termini per la rivalutazione delle partecipazioni e delle quote posseduti al 1 gennaio 2013. Non cambiano le regole di base quali, ad esempio, la misura dell’imposta sostitutiva dovuta, sempre nella percentuale del 2% in relazione alle partecipazioni non qualificate e del 4% in relazione alle partecipazioni qualificate e ai terreni. L’articolo 1, comma 473, delle legge di stabilità 2013 riapre i termini per rideterminare il valore di terreni e partecipazioni, posseduti alla data del 1 gennaio 2013. Tale facoltà per le persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali di procedere alla rideterminazione del valore dei terreni agricoli ed edificabili, nonché delle partecipazioni in società di ogni tipo e oggetto a eccezione di quelle quotate in mercati regolamentati, con riferimento ai beni posseduti e ai valori correnti di mercato alla data del 01.gennaio.2013. Il [...]

Comunicazione obbligatoria della PEC: scadenza del 30 giugno 2013

L'obbligo di comunicare la pec (indirizzo di posta elettronica certificata) da parte delle imprese individuali iscritte al registro delle imprese, introdotto dal D.L. n. 179 del 18/10/2012 la cui scadenza era quella del 31/12/2013 è stata anticipata al 30 giugno 2013 dalla legge di conversione (n. 221 del 17/12/2012). Mentre le nuove imprese che si iscrivono al registro delle imprese dal 18/10/2012 devono contestualmente alla domanda di iscrizione comunicare la posta elettronica certificata (pec) le imprese individuali già iscritte e attive alla data del 18/10/2012 sono tenute invece a comunicare al Registro Imprese il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) entro il 30/06/2013. La comunicazione della pec per le imprese già iscritti sarà esente da bolli e diritti, così come avvenuto per le società. Per chi non adempie all’obbligo di comunicazione, pur restando ferma la non applicabilità della sanzione prevista [...]

Strumenti deflativi del contenzioso tributario – Acquiescenza

Considerati i costi onerosi del ricorso, i contribuenti che ricevono avvisi di accertamento fondati su dati e valutazioni difficilmente contrastabili, hanno l’opportunità, se rinunciano a presentare ricorso, di ottenere una riduzione delle sanzioni. L’accettazione dell’atto, giuridicamente definita “acquiescenza”, comporta infatti la riduzione a 1/3 delle sanzioni amministrative irrogate, sempre che il contribuente: rinunci ad impugnare l’avviso di accertamento; rinunci a presentare istanza di accertamento con adesione; provveda a pagare, entro il termine di proposizione del ricorso, le somme complessivamente dovute tenendo conto delle riduzioni. Un’ulteriore riduzione delle sanzioni è prevista se l’avviso di accertamento non è stato preceduto da “invito al contraddittorio”. In tal caso si può fruire della riduzione ad 1/6. Come fare i versamenti Le somme dovute a seguito di acquiescenza si versano, in unica soluzione o in forma rateale, presso banche, poste [...]

La numerazione delle fatture formato UE: chiarimenti dell’Agenzia

Il problema sorto in merito alla riforma dell'art. 21 del Dpr 633/72 relativo alla numerazione delle fatture viene finalmente risoto. L’Agenzia delle Entrate in risposta alle numerose richieste rivolte, in questi giorni, dagli operatori in materia di numerazione delle fatture. A creare confusione nei contribuenti e gli intermediari è stato il recepimento della Direttiva n.45/2010/CE del Consiglio del 13 luglio 2010, grazie alla Legge di Stabilità 2013 (L.228/2012) e in particolare le modifiche apportate dal comma 325 lett. d) all’articolo 21, comma 2, lett. b), del D.P.R. n. 633/72, circa gli elementi necessari che a partire dal 1° gennaio 2013, la fattura deve contenere e, in particolare, circa il “numero progressivo che la identifichi in modo univoco”. Rispetto alla versione precedente dell’articolo 21, la nuova formulazione non prevede più la numerazione “in ordine progressivo per anno solare”, [...]

Cartella di pagamento: termini di notifica

L’art. 25 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, disciplina la notifica della cartella di pagamento, atto che deve avvenire entro termini precisi a pena di decadenza. Più in particolare, l’agente della riscossione deve procedere alla notifica entro il 31 dicembre: a) del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, ovvero a quello di scadenza del versamento dell’unica o ultima rata se il termine per il versamento delle somme risultanti dalla dichiarazione scade oltre il 31 dicembre dell’anno in cui la dichiarazione è presentata, per le somme  che risultano dovute a seguito dell’attività di liquidazione delle imposte sui redditi di cui all’ art. 36-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e dell’IVA di cui all’art. 54-bis del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (per effetto dell’art. 23 del D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46); b) del quarto anno successivo a quello di presentazione: – della dichiarazione di sostituto d’imposta, per le [...]

Redditometro – applicabilità e come diffendersi

E’ stato emanato il decreto ministeriale con cui viene aggiornato il redditometro. In base alla  normativa, non vi potranno essere accertamenti automatizzati; pertanto, occorre convocare il contribuente affinché fornisca informazioni e notizie, vanno valutati gli elementi e, solo se questi non convincono, si deve iniziare la fase di accertamento con adesione. Alla luce dell’esperienza maturata con gli studi di settore, in relazione ai quali, per molti anni, il risultato di Gerico è stato valutato dall’ Agenzia come un vero e proprio dogma. Il rischio che può emergere con il redditometro è il medesimo. Al riguardo, l'unica soluzione possibile è l'emanazione di direttive chiare a livello centrale, che possano far superare la discrezionalità del singolo funzionario. Con ciò, si riuscirebbe a privilegiare l'emanazione di un avviso di accertamento solo quando lo stesso è realmente fondato. La [...]

D.Lgs. 81/2008 sicurezza sui luoghi di lavoro – Piano di emergenza

Con l’interpello n. 04/2012 del Ministero del Lavoro ha chiarito che le aziende fino a 10 dipendenti non sono obbligate alla redazione del piano di emergenza, ferma restando l'adozione delle necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio. Inoltre, la designazione dei lavoratori incaricati ad attuare le misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze deve avvenire sulla base degli esiti della valutazione dei rischi e del piano di emergenza, qualora tale ultimo documento sia previsto. Il quesito – Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha avanzato richiesta di interpello in merito all’obbligatorietà o meno, per le aziende che occupano sino a 10 lavoratori, della designazione degli addetti al servizio antincendio, tenuto presente che l’art. 5 del D.M. 10 marzo 1998, al secondo comma, afferma che “[…] per i luoghi di [...]

Ristrutturazione del debito – procedure concorsuali

In caso di rischio di fallimento, il piano di risanamento redatto assicura la solvibilità di impegni come atti, pagamenti e garanzie, contratti in esecuzione dello stesso. La Legge fallimentare (R.D. 16 marzo 1942, n. 267), all’art. 67, co. 3, lett. d) esclude infatti dall’azione revocatoria tutti gli atti, i pagamenti e le garanzie concessi su un bene del debitore sulla base di un piano volto al riequilibrio della situazione finanziaria dell’azienda, che però deve essere attestato da un professionista con i requisiti di legge. Egli dovrà attestare la capacità di risanamento tenendo conto della situazione contingente. Se in base alla norma il piano di risanamento è un atto unilaterale del debitore, nella realtà esso viene redatto anche grazie alla compartecipazione dei creditori (quali banche e società finanziarie), che devono attivamente intervenire garantendo l’elaborazione di una documento efficace, attraverso [...]

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