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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Concordato preventivo biennale: le FAQ dell’Agenzia delle Entrate pubblicate nella circolare n. 18/E del 17 settembre 2024

L'Agenzia delle Entrate al fine di chiarire i molteplici dubbi sul concordato preventivo biennale ha predisposto la Circolare n. 18/E del 17 settembre 2024. L'ultima parte della circolare è stata dedicata alle FAQ. 6.1 Esercizio di più attività D: Nel caso in cui il contribuente eserciti due attività, una di impresa ed una di lavoro autonomo, soggette entrambe ad ISA, dovrebbe compilare due diversi modelli di CPB? R: Tenuto conto che, come previsto dall’articolo 7 del decreto CPB, “l’Agenzia delle entrate formula una proposta per la definizione biennale del reddito derivante dall'esercizio d'impresa o dall'esercizio di arti e professioni”, nel caso in cui il contribuente le eserciti entrambe l’Agenzia formulerà due distinte proposte per le due diverse tipologie reddituali a cui il contribuente potrà aderire sia congiuntamente che individualmente. 6.2 Cause di esclusione dalla applicazione [...]

Processo tributario: nulla la sentenza se è stata rifiutata la discussione in pubblica udienza

L'articolo 33 del codice di procedura tributario (d.lgs. n. 546 del 1992), in tema di discussione in pubblica udienza dispone "La controversia è trattata in camera di consiglio salvo che almeno una delle parti non chieda la discussione in pubblica udienza, in presenza o da remoto, con apposita istanza da notificare alle altre parti costituite entro il termine di cui all'articolo 32, comma 2, e da depositare nella segreteria unitamente alla prova della notificazione. Se una parte chiede la discussione in pubblica udienza e in presenza e un'altra parte chiede invece di discutere da remoto, la discussione avviene in presenza, fermo il diritto, per chi lo ha chiesto, di discutere da remoto. Nel caso in cui una parte chieda di discutere in presenza, i giudici ed il personale amministrativo partecipano sempre in presenza alla discussione" [...]

Non si decade dall’agevolazione dell’ecobonus per omessa comunicazione all’ENEA

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 7657 depositata il 15 aprile 2024, intervenendo in tema di ecobonus, ha statuito che "... non possa desumersi una comminatoria di decadenza, per il mancato rispetto del termine di novanta giorni dalla fine dei lavori previsto dalla norma per l’inoltro della comunicazione all’ENEA, dallo stesso tenore dell’art. 4 del d.m. 19 febbraio 2007; ciò in ragione del fatto che di per sé l’espressione ivi adoperata, secondo cui i soggetti che intendono avvalersi della detrazione (in questa sede ai fini IRPEF) relativa alle spese per gli interventi di cui all’art. 1, commi 1 e 2, del decreto medesimo, cioè di riqualificazione energetica degli edifici, sono “tenuti” a trasmettere all’ENEA i dati relativi ai lavori eseguiti, senza che alcuna comminatoria espressa di decadenza sia stata stabilita da detta [...]

In caso di confisca per equivalente ciò che rileva è l’effettiva disponibilità giuridica del bene al momento in cui la confisca venga disposta

La Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 33091 depositata il 23 agosto 2024, intervenendo in tema confisca, ha ribadito il principio secondo cui "il sequestro ha effetti inevitabilmente proiettati anche in una dimensione futura, essendo funzione dello stesso quello di impedire che i beni confiscabili non possano più essere reperiti. Aggiunge poi, in modo rilevante per il caso ora in esame, che «gli effetti restrittivi derivanti dalla natura sanzionatoria» sono «da circoscrivere, evidentemente, invece, unicamente alla confisca: è indubbio infatti che il fatto di assoggettare a sequestro per equivalente un bene "futuro" per un fatto comunque commesso prima del provvedimento cautelare non significa disattendere il principio di legalità tanto più ove si consideri che (per incontroverso indirizzo di questa Corte derivante dalla fisiologica apprensione di beni che non rappresentano il profitto del reato ma unicamente [...]

Non è vietato svolgere l’attività di proselitismo sindacale durante l’orario di servizio, purché a compierla siano lavoratori in regolare permesso

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 24595 depositata il 13 settembre 2024, intervenendo in tema di proselitismo sindacale in azienda, hanno ribadito il principio secondo cui "l’attività di proselitismo sindacale nei luoghi di lavoro (nella specie si è anche occupata del cd. "volantinaggio elettronico"), incontra i limiti previsti dall'art. 26, comma 1, della l. n. 300 del 1970, e pertanto si deve ritenere consentita soltanto se effettuata senza pregiudizio per il normale svolgimento dell'attività aziendale, alla luce delle concrete modalità organizzative dell'impresa e del tipo di lavoro cui sono addetti i destinatari delle comunicazioni (Cass. n. 35643/2022; Cass. n. 5089/86)." La vicenda ha riguardato un lavoratore a cui la società datrice di lavoro aveva comminata, dopo aver concluso l'iter, la sanzione disciplinare di otto giorni di sospensione per aver tenuto attaccati al [...]

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