accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 ottobre 2019, n. 27296 – A seguito dell’interpretazione autentica a cura dell’art. 5, comma 3, del d.lgs. n. 147 del 2015 nell’accertamento delle imposte sui redditi è da escludere che l’Amministrazione finanziaria possa ancora procedere ad accertare, in via induttiva, la plusvalenza patrimoniale realizzata a seguito di cessione di immobile o di azienda solo sulla base del valore dichiarato, accertato o definito ai fini di altra imposta commisurata al valore del bene

A seguito dell'interpretazione autentica a cura dell'art. 5, comma 3, del d.lgs. n. 147 del 2015 nell'accertamento delle imposte sui redditi è da escludere che l'Amministrazione finanziaria possa ancora procedere ad accertare, in via induttiva, la plusvalenza patrimoniale realizzata a seguito di cessione di immobile o di azienda solo sulla base del valore dichiarato, accertato o definito ai fini di altra imposta commisurata al valore del bene

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 ottobre 2019, n. 27271 – E’ irrilevante la circostanza che la cartella esattoriale contenga la liquidazione di imposte dichiarate e non versate, una volta che, da un lato, la cartella di pagamento rappresenta il primo atto con cui l’Amministrazione ha esercitato la propria pretesa tributaria, e dall’altro occorre comunque riconoscere al contribuente di poter impugnare la cartella, anche al fine di esercitare il proprio diritto alla emendabilità, pure in sede contenziosa, della propria dichiarazione

E' irrilevante la circostanza che la cartella esattoriale contenga la liquidazione di imposte dichiarate e non versate, una volta che, da un lato, la cartella di pagamento rappresenta il primo atto con cui l'Amministrazione ha esercitato la propria pretesa tributaria, e dall'altro occorre comunque riconoscere al contribuente di poter impugnare la cartella, anche al fine di esercitare il proprio diritto alla emendabilità, pure in sede contenziosa, della propria dichiarazione

Non applicazione della ritenuta sugli interessi derivanti da un finanziamento a società italiane – Risposta 24 ottobre 2019, n. 423 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 24 ottobre 2019, n. 423 Non applicazione della ritenuta sugli interessi derivanti da un finanziamento a società italiane - Articolo 26, comma 5-bis, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il seguente Quesito La Banca olandese o Istante è una [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 ottobre 2019, n. 27307 – Non ogni vizio formale dell’atto tributario impugnato sia idoneo a provocarne la caducazione poiché sono qualificabili come avvisi di accertamento o di liquidazione, impugnabili ai sensi dell’art. 19 del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, tutti quegli atti con cui l’Amministrazione comunica al contribuente una pretesa tributaria ormai definita, ancorché tale comunicazione non si concluda con una formale intimazione di pagamento

Non ogni vizio formale dell'atto tributario impugnato sia idoneo a provocarne la caducazione poiché sono qualificabili come avvisi di accertamento o di liquidazione, impugnabili ai sensi dell'art. 19 del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, tutti quegli atti con cui l'Amministrazione comunica al contribuente una pretesa tributaria ormai definita, ancorché tale comunicazione non si concluda con una formale intimazione di pagamento

Corte di Cassazione sentenza n. 24300 depositata il 30 settembre 2019 – Il ricorso a a studi di settore e metodi induttivi, da parte dell’Amministrazione finanziaria, è consentito solo se vi sono gravi divergenze tra i redditi dichiarati ed i redditi stimati con possibilità per il contribuente di contestare sulla base di tutte le prove contrarie di cui disponga. Pertanto non risulta adeguatamente motivata la sentenza che a fronte delle precise doglianze del contribuente non le valuta correttamente

Il ricorso a a studi di settore e metodi induttivi, da parte dell'Amministrazione finanziaria, è consentito solo se vi sono gravi divergenze tra i redditi dichiarati ed i redditi stimati con possibilità per il contribuente di contestare sulla base di tutte le prove contrarie di cui disponga. Pertanto non risulta adeguatamente motivata la sentenza che a fronte delle precise doglianze del contribuente non le valuta correttamente

Non è emendabile in sede di contenzioso la parte della dichiarazione che non rivesta carattere di mera dichiarazione di scienza

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 26677 depositata il 21 ottobre 2019 intervenendo in tema di emendabilità delle dichiarazione fiscale ha affermato che "in tema di dichiarazione dei redditi, la manifestazione della volontà, da parte del contribuente, di adeguamento al parametro di reddito previsto per un determinato settore di attività, è da considerarsi [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 26677 depositata il 21 ottobre 2019 – La manifestazione della volontà, da parte del contribuente, di adeguamento al parametro di reddito previsto per un determinato settore di attività, è da considerarsi negoziale per cui non opera il principio di generale emendabilità della dichiarazione

La manifestazione della volontà, da parte del contribuente, di adeguamento al parametro di reddito previsto per un determinato settore di attività, è da considerarsi negoziale per cui non opera il principio di generale emendabilità della dichiarazione

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