licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 06 giugno 2019, n. 15379 – Il dipendente illegittimamente licenziato e non reintegrato deve essere da ammesso al passivo fallimentare del datore di lavoro per l’importo delle retribuzioni non percepite

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 06 giugno 2019, n. 15379 Illegittimità del licenziamento - Fallimento - Insinuazione al passivo - Mancato pagamento delle retribuzioni - Onere probatorio del lavoratore di messa a disposizione delle proprie energie lavorative - Non sussiste - Natura ricognitiva della dichiarazione di nullità del licenziamento - Onere del datore di lavoro [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 maggio 2019, n. 14787 – La contestazione disciplinare preordinata al licenziamento è da ritenere tempestiva quando, sebbene non sia immediata rispetto all’addebito, è comunicata a seguito della decisione di rinvio a giudizio o all’esito del procedimento penale che vede coinvolto il lavoratore….poiché tale esito offre elementi di valutazione più sicuri

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 30 maggio 2019, n. 14787 Licenziamento per giusta causa - Truffa ai danni della società - Sussistenza del grave inadempimento da parte dei lavoratori Fatti di causa La Corte territoriale di Milano, con sentenza pubblicata il 26.10.2016, rigettava il reclamo proposto da V. M. e G. S., dipendenti di IVRI [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 maggio 2019, n. 14800 – Licenziamento collettivo per ristrutturazione aziendale – Criterio di scelta dei lavoratori

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 30 maggio 2019, n. 14800 Licenziamento collettivo - Ristrutturazione aziendale - CIGS - Criterio di scelta dei lavoratori Rilevato che 1. La Corte di appello di Napoli, in accoglimento del reclamo proposto da C. G. ed altri sei litisconsorti, dichiarava la nullità del licenziamento collettivo intimato dal Centro Tessile Annunziata [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 31 maggio 2019, n. 15014 – Il vizio di violazione di legge viene in rilievo esclusivamente in relazione al fatto nei termini in cui è accertato in sentenza e non già rispetto a fatti diversamente ricostruiti dalla parte ricorrente; diversamente, si trasmoda nella revisione dell’accertamento di fatto di competenza del giudice di merito

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 31 maggio 2019, n. 15014 Licenziamento - Assenza ingiustificata - Rifiuto ad eseguire la prestazione - Necessità di preservare lo stato di salute del lavoratore - Accertamento Fatti di causa 1. Il Tribunale di Firenze, con sentenza nr. 696 del 2017, pronunciando, ai sensi dell'art. 1, commi 51 e ss., [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 maggio 2019, n. 14500 – Reintegrazione nel posto di lavoro per licenziamento per fatti non integranti estremi della giusta causa o del giustificato motivo soggettivo

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 28 maggio 2019, n. 14500 Reintegrazione nel posto di lavoro - Fatti non integranti estremi della giusta causa o del giustificato motivo soggettivo - Utilizzo di espressioni improprie - Annullamento del licenziamento Fatti di causa 1. La Corte di appello di Milano, in riforma della pronuncia del Tribunale della medesima [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 maggio 2019, n. 14057 – Dal «rifiuto o dal mancato accordo» decorre il termine di decadenza fissato in sessanta giorni, senza che possa invocarsi l’ulteriore termine sospensivo di 20 giorni previsto dall’art. 410, comma 2, cod.proc.civ., e senza che «il rifiuto di aderire alla conciliazione debba essere comunicato alla Direzione Territoriale del Lavoro» ovvero, come qui ulteriormente si precisa, alla controparte

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 23 maggio 2019, n. 14057 Licenziamento - Omesso deposito del ricorso entro il termine di 60 giorni dal rifiuto dell'azienda della richiesta di tentativo di conciliazione - Decadenza dall'impugnazione giudiziale Rilevato che la Corte di Appello di Ancona, con sentenza nr. 352 del 2017, ha confermato la pronuncia di primo [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 23 maggio 2019, n. 14063 – Le tipizzazioni delle fattispecie previste dal contratto collettivo nell’individuazione delle condotte costituenti giusta causa di recesso non sono vincolanti per il giudice, ma la scala valoriale formulata dalle parti sociali deve costituire uno dei parametri cui occorre fare riferimento per riempire di contenuto la clausola generale dell’art. 2119 Cod. Civ..

le tipizzazioni delle fattispecie previste dal contratto collettivo nell'individuazione delle condotte costituenti giusta causa di recesso non sono vincolanti per il giudice, ma la scala valoriale formulata dalle parti sociali deve costituire uno dei parametri cui occorre fare riferimento per riempire di contenuto la clausola generale dell'art. 2119 Cod. Civ..

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