licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 01 aprile 2019, n. 9015 – Licenziamento per giusta causa per assenze ingiustificate e difetto del requisito dell’immediatezza del recesso

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 01 aprile 2019, n. 9015 Licenziamento per giusta causa - Serie di assenze ingiustificate - Conversione in licenziamento per giustificato motivo soggettivo - Corresponsione dell'indennità sostitutiva del preavviso - Principio di immediatezza della contestazione disciplinare Svolgimento del processo Il Tribunale di Trento dichiarava legittimo il licenziamento per giusta causa intimato [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 02 aprile 2019, n. 9124 – Licenziamento verbale e legittimazione passiva degli eredi per la richiesta risarcitoria – Responsabilità della società subentrante a titolo particolare ex art. 2112 c.c.

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 02 aprile 2019, n. 9124 Licenziamento verbale - Decesso del convenuto - Trasferimento d’azienda - Domanda risarcitoria - Legittimazione passiva - Ricorso inammissibile - Accertamento fattuale insindacabile in sede di legittimità Fatti di causa 1. C. L. convenne innanzi al Tribunale di Trani A. Dell'O. impugnando il licenziamento verbale intimato [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 marzo 2019, n. 8919 – E’ il licenziamento, ovvero il collocamento in mobilità, il fatto costituente il presupposto per l’inserimento del lavoratore nella lista di mobilità e, dunque, è a questo fatto oggettivo che occorre fa riferimento per determinare la ricorrenza dei requisiti soggettivi richiesti dalla normativa

nel contratto di lavoro a tempo indeterminato il preavviso non ha efficacia reale, che comporta, in mancanza di accordo tra le parti circa la cessazione immediata del rapporto, il diritto alla prosecuzione del rapporto stesso e di tutte le connesse obbligazioni fino alla scadenza del termine, ma efficacia obbligatoria, con la conseguenza che nel caso in cui una delle parti eserciti la facoltà di recedere con effetto immediato, il rapporto si risolve altrettanto immediatamente, con l'unico obbligo della parte recedente di corrispondere l'indennità sostitutiva e senza che da tale momento possano avere influenza eventuali avvenimenti sopravvenuti, a meno che la parte recedente, nell'esercizio di un suo diritto potestativo, acconsenta, avendone interesse, alla continuazione del rapporto lavorativo, protraendone l'efficacia sino al termine del periodo di preavviso

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 marzo 2019, n. 8582 – In tema di licenziamento per giusta causa, quando vengano contestati al dipendente diversi episodi rilevanti sul piano disciplinare, pur dovendosi escludere che il giudice di merito possa esaminarli atomisticamente, attesa la necessaria considerazione della loro concatenazione ai fini della valutazione della gravità dei fatti, non occorre che l’esistenza della “causa” idonea a non consentire la prosecuzione del rapporto sia ravvisabile esclusivamente nel complesso dei fatti ascritti, ben potendo il giudice nell’ambito degli addebiti posti a fondamento del licenziamento dal datore di lavoro individuare anche solo in alcuni o in uno  di essi il comportamento che giustifica la sanzione espulsiva, se lo stesso presenti il carattere di gravità richiesto dall’art. 2119 cod.civ.

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 27 marzo 2019, n. 8582 Licenziamento - Guida dell’automezzo aziendale in stato di ebbrezza alcolica oltre i limiti consentiti dalla legge in orario di lavoro - Lesione del vincolo di fiducia Rilevato che 1. la Corte di appello di Venezia, con sentenza del 14.6.2017 (nr. 397), rigettava il reclamo proposto [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 26 marzo 2019, n. 8390 – Licenziamento illegittimo e diritto del lavoratore alla reintegrazione nel posto di lavoro e condannando alla corresponsione delle retribuzioni calcolate dal licenziamento fino al pensionamento, nonché al pagamento dei contributi previdenziali e assicurativi

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 26 marzo 2019, n. 8390 Licenziamento - Reintegrazione nel posto di lavoro - Quantificazione del danno - Retribuzioni calcolate dal licenziamento fino al pensionamento Rilevato che, con la sentenza n. 370 del 2017, la Corte di appello di Messina, decidendo quale giudice di rinvio disposto dalla Corte di cassazione, in [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 26 marzo 2019, n. 8386 – Nel licenziamento disciplinare del socio lavoratore di una cooperativa la comunicazione deve avere un contenuto minimo necessario a specificarne le ragioni del contenuto della delibera a pena di inefficacia

In tema di tutela del socio lavoratore di cooperativa, in caso di impugnazione, da parte del socio, del recesso della cooperativa, la tutela risarcitoria non è inibita dall'omessa impugnazione della contestuale delibera di esclusione fondata sulle medesime ragioni, afferenti al rapporto di lavoro, mentre resta esclusa la tutela restitutoria

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 26 marzo 2019, n. 8385 – La sentenza di accerta la nullità della clausola appositiva del termine nel contratto di lavoro ed ordina la ricostituzione del rapporto illegittimamente interrotto essendo di natura dichiarativa opera, pertanto, con effetto ex tunc dalla illegittima stipulazione del contratto a termine

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 26 marzo 2019, n. 8385 Licenziamento - Tutela applicabile - Svolgimento di un contratto a termine, che solo ex post, in sede giudiziaria, viene dichiarato a tempo indeterminato Fatti di causa 1. La Corte di appello di Venezia, in parziale accoglimento dell'appello proposto dalla I.I. s.r.l., in applicazione dell'art. 32 [...]

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