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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 agosto 2017, n. 20104 – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo – Illegittimità – Riduzione del budget assegnato alla struttura – Erronea od omessa valutazione di un documento da parte del giudice di merito – Onere di specificare nell’atto introduttivo in quale fase processuale ed in quale fascicolo si trovi il documento – Evidenziarne il contenuto, trascrivendolo o riassumendolo nei suoi esatti termini

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 14 agosto 2017, n. 20104 Licenziamento per giustificato motivo oggettivo - Illegittimità - Riduzione del budget assegnato alla struttura - Erronea od omessa valutazione di un documento da parte del giudice di merito - Onere di specificare nell'atto introduttivo in quale fase processuale ed in quale fascicolo si trovi il [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 10679 del 23 maggio 2016 – In tema di reintegrazione del lavoratore per illegittimità del licenziamento, ai sensi della L. 20 maggio 1970, n. 300, art. 18 anche prima delle modifiche introdotte dalla L. 28 giugno 2012, n. 92, occorre distinguere, ai fini delle sanzioni previdenziali, tra la nullità o inefficacia del licenziamento, che è oggetto di una sentenza dichiarativa, e l’annullabilità del licenziamento privo di giusta causa o giustificato motivo, che è oggetto di una sentenza costitutiva. Nel primo caso, il datore di lavoro, oltre che ricostruire la posizione contributiva del lavoratore “ora per allora”, deve pagare le sanzioni civili per omissione L. 23 dicembre 2000, n. 388, ex art. 116, comma 8, lett. a. Nel secondo caso, il datore di lavoro non è soggetto a tali sanzioni

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 10679 del 23 maggio 2016 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - LICENZIAMENTO - CONTRIBUTI - REINTEGRAZIONE NEL POSTO DI LAVORO - SANZIONI PREVIDENZIALI TRA LA NULLITA' O INEFFICACIA DEL LICENZIAMENTO Svolgimento del processo e motivi della decisione 1. La Corte pronuncia in camera di consiglio ex art. 375 c.p.c., [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 10666 del 23 maggio 2016 – Nel licenziamento disciplinare vi è l’esigenza della immediatezza del recesso, volta a garantire la pienezza del diritto di difesa all’incolpato, mentre, nel licenziamento per superamento del periodo di comporto per malattia la tempestività del licenziamento non può risolversi in un dato cronologico fisso e predeterminato, ma costituisce valutazione di congruità che il giudice di merito deve fare caso per caso

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 10666 del 23 maggio 2016 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - SUPERAMENTO DEL PERIODO DI COMPORTO - TEMPESTIVITA' DEL LICENZIAMENTO - VALUTAZIONE DEL GIUDICE Svolgimento del processo La Corte d'appello di Palermo ha confermato la sentenza del Tribunale di rigetto della domanda di M.F. volta ad accertare l'illegittimità del [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 luglio 2017, n. 16350 – icenziamento individuale – Risarcimento del danno – Annullamento del licenziamento – Somme percepite “medio tempore” a titolo di pensione dal lavoratore – Ripetizione d’indebito da parte dell’ente erogatore della pensione

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 03 luglio 2017, n. 16350 Lavoro subordinato - Distinzioni - Estinzione del rapporto - Licenziamento individuale - Risarcimento del danno - Annullamento del licenziamento - Somme percepite "medio tempore" a titolo di pensione dal lavoratore - Ripetizione d'indebito da parte dell’ente erogatore della pensione Fatti di causa 1. La Corte [...]

Non compete l’indennità di preavviso nell’ipotesi di risoluzione del rapporto di lavoro per raggiungimento dell’età pensionabile – Cassazione ordinanza n. 20499 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 20499 depositata il 29 agosto 2017 interviene in tema di indennità di preavviso nella ipotesi di risoluzione del rapporto di lavoro subordinato riaffermando che il collocamento a riposo per il raggiungimento del limite dell'età pensionabile non configurandosi alla stregua del licenziamento non è dovuta l’indennità di preavviso. La [...]

CORTE di CASSAZIONE ordinanza n. 20499 depositata il 29 agosto 2017 – Licenziamento per raggiunti limiti di età non compete il preavviso

CORTE di CASSAZIONE ordinanza n. 20499 depositata il 29 agosto 2017 RILEVATO che con sentenza in data 13 gennaio 2011 la Corte d'Appello di Roma, rigettando l'appello proposto da Trenitalia S.p.A., ha confermato la decisione del Tribunale che aveva parzialmente accolto la domanda proposta da M. C. nei confronti della società e condannato la stessa [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 15226 depositata il 22 luglio 2016 – E’ legittimo il licenziamento disciplinare della lavoratrice che non comunica l’assenza per la malattia, secondo le modalità prevista dal ccnl

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 15226 depositata il 22 luglio 2016 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO - LICENZIAMENTO DISCIPLINARE - ASSENZA NON GIUSTIFICATA - NON COMUNICAZIONE DELLA MALATTIA - CERTIFICATO DI MALATTIA ED OBBLIGO DEL LAVORATORE SVOLGIMENTO DEL PROCESSO La Corte d'appello di Cagliari, sezione distaccata di Sassari, decidendo in sede di reclamo nel procedimento [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 15082 depositata il 21 luglio 2016 – Il giustificato motivo oggettivo di licenziamento ex art. 3 legge n. 604/66 può consistere anche soltanto in una diversa ripartizione di date mansioni fra il personale in servizio attuata a fini di più economica ed efficiente gestione aziendale, nel senso che, invece di essere assegnate ad un solo dipendente, esse possono suddividersi fra più lavoratori, ognuno dei quali se le vedrà aggiungere a quelle già espletate: il risultato finale può legittimamente far emergere come in esubero la posizione lavorativa di quel dipendente

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 15082 depositata il 21 luglio 2016 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO - LICENZIAMENTO PER GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO - ILLEGITTIMITA' - REINTEGRAZIONE - INDENNIZZO SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con sentenza depositata il 4.4.13 la Corte d'appello di Ancona, in parziale riforma della sentenza emessa in prime cure dal Tribunale di Pesaro, accertata [...]

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