processo tributario

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 maggio 2019, n. 11682 – L’esercizio della scelta di rideterminare il valore del bene, con conseguente versamento dell’imposta sostitutiva, non preclude al contribuente, in caso di futura cessione, la facoltà di non attenersi al valore

in tema di accertamento, l'obbligo dell'Amministrazione finanziaria di allegare al relativo avviso gli atti indicati nello stesso deve essere inteso in relazione alla finalità integrativa delle ragioni che giustificano l'emanazione dell'atto impositivo ai sensi dell'art. 3, comma 3, della I. n. 241 del 1990, sicché detto obbligo riguarda i soli atti che non siano stati già trascritti nella loro parte essenziale nell'avviso stesso, con esclusione, peraltro, di quelli cui l'Ufficio abbia fatto comunque riferimento, i quali, pur non facendo parte della motivazione, sono utilizzabili ai fini della prova della pretesa impositiva

Commissione Tributaria Regionale per il Veneto, sezione 3, sentenza n. 88 depositata il 19 febbraio 2019 – Il provvedimento di rigetto, è impugnabile, relativo all’istanza di interpello rivolta al comune in ordine a “esenzione in materia di imposta comunale sugli immobili (IMU e TASI)

Commissione Tributaria Regionale per il Veneto, sezione 3, sentenza n. 88 depositata il 19 febbraio 2019 Il provvedimento di rigetto, è impugnabile, relativo all’istanza di interpello rivolta al comune in ordine a “esenzione in materia di imposta comunale sugli immobili (IMU e TASI) FATTO Con rituale ricorso, la parte contribuente in epigrafe nominata (Consorzio eretto [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 aprile 2019, n. 11408 – In tema di tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani, e la dichiarazione di assimilazione dei rifiuti speciali non pericolosi a quelli urbani, previsto dal d.lvo 5/2/1992, nr 22, art. 21 comma 2 (ndr d.lvo 5/2/1997, nr 22, art. 21 comma 2), presuppone necessariamente la concreta individuazione delle caratteristiche, non solo qualitative ma anche quantitative dei rifiuti speciali poiché l’impatto igienico ed ambientale di un materiale di scarto non può essere valutato a prescindere dalla sua quantità

alla proposizione del ricorso per Cassazione avverso la sentenza delle commissioni tributarie regionali devono ritenersi applicabili esclusivamente le disposizioni dettate dal codice di procedura civile, e quindi, con riguardo al luogo della notificazione non già il d.lvo nr 546/1992 art. 17 ma la disciplina di cui all'art. 330 cpc.

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 maggio 2019, n. 11572 – E’ ammissibile il ricorso per cassazione il quale cumuli in un unico motivo le censure di cui all’art. 360, primo comma, n. 3 e n. 5, cod. proc. civ.” – è stato tuttavia rilevato che deve comunque evidenziarsi “specificamente la trattazione delle doglianze relative all’interpretazione o all’applicazione delle norme di diritto appropriate alla fattispecie ed i profili attinenti alla ricostruzione del fatto

è ammissibile il ricorso per cassazione il quale cumuli in un unico motivo le censure di cui all'art. 360, primo comma, n. 3 e n. 5, cod. proc. civ." - è stato tuttavia rilevato che deve comunque evidenziarsi "specificamente la trattazione delle doglianze relative all'interpretazione o all'applicazione delle norme di diritto appropriate alla fattispecie ed i profili attinenti alla ricostruzione del fatto

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 aprile 2019, n. 11491 – La motivazione è solo apparente “quando, benché graficamente esistente, non renda, tuttavia, percepibile il fondamento della decisione, perché recante argomentazioni obbiettivamente inidonee a far conoscere il ragionamento seguito dal giudice per la formazione del proprio convincimento, non potendosi lasciare all’interprete il compito di integrarla con le più varie, ipotetiche congetture

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 30 aprile 2019, n. 11491 Prolungata sottrazione di liquidità di cassa in sede di raccolta delle scommesse - Violazione dei doveri contrattuali di fedeltà e diligenza - Azione intrapresa dalla società nei confronti degli ex dipendenti, di natura contrattuale e non extracontrattuale - Conseguenze in materia di termine prescrizionale e [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 19 aprile 2019, n. 11153 – Nell’ipotesi di pagamento avvenuto nel corso del giudizio non si verifica la cessazione della materia del contendere (che presupponendo il venir meno delle ragioni di contrasto fra le parti, fa venir meno la necessità della pronuncia del giudice) allorché l’obbligato non rinunci alla domanda diretta all’accertamento dell’inesistenza del debito

Nel processo tributario, come in quello civile, la cessazione della materia del contendere presuppone, da un lato, che nel corso del giudizio siano sopravvenuti fatti tali da eliminare le ragioni di contrasto e l'interesse alla richiesta pronuncia di merito e, dall'altro, che le parti formulino conclusioni conformi. Ne consegue che l'allegazione di un fatto sopravvenuto, assunto da una sola parte come idoneo a determinare la cessazione della materia del contendere, comporta la necessità della valutazione del giudice, a cui spetterà l'eventuale dichiarazione dell'avvenuto soddisfacimento del diritto azionato ovvero la pronuncia sul merito dell'azione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 aprile 2019, n. 10919 – In tema di presunzioni, qualora il giudice di merito sussuma erroneamente sotto i tre caratteri individuatori della presunzione (gravità, precisione, concordanza) fatti concreti che non sono invece rispondenti a quei requisiti, il relativo ragionamento è censurabile

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 18 aprile 2019, n. 10919 Tributi - Accertamento sintetico - Redditometro - Indicatori di capacità contributiva - Presunzioni - Requisiti di gravità, precisione e concordanza - Onere di prova contraria del contribuente Rilevato che 1. M.A.Z. ha proposto ricorso per cassazione, per sei motivi, nei confronti dell'Agenzia delle Entrate, che [...]

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