processo tributario

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 26 febbraio 2019, n. 5579 – Estinzione del giudizio avendo la contribuente presentato istanza di definizione agevolata ai sensi dell’art. 11 del decreto-legge n. 50 del 2017 contenente la prova del versamento della sola prima rata dell’importo liquidato in applicazione del beneficio

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 26 febbraio 2019, n. 5579 Tributi - Accertamento - Riscossione - Concessione contributo statale - Sopravvenienza attiva Fatti di causa 1. La Commissione tributaria regionale per la Calabria in Catanzaro, riformando la sentenza di primo grado, ha respinto l'opposizione proposta dalla Società Petrolifera G.T. s.r.l. avverso l'avviso di accertamento n. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 26 febbraio 2019, n. 5576 – E’ denunciabile in cassazione solo l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sé, purché il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 26 febbraio 2019, n. 5576 Tributi - Accertamento - Dichiarazioni fiscali - Agevolazioni tributarie - Associazione - Attività commerciale Fatti di causa 1. E. Z., in proprio e quale ex legale rappresentante dell'Associazione S. D., ricorre, sulla base di un unico motivo, nei confronti dell'Agenzia delle entrate, che resiste con [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 febbraio 2019, n. 5084 – In tema di accertamento tributario, il divieto di utilizzo in sede giudiziaria di documenti non esibiti in sede amministrativa, previsto dall’art. 52, comma 5, del d.P.R. n. 633 del 1972, presuppone che vi sia stata una specifica richiesta degli agenti accertatori

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 21 febbraio 2019, n. 5084 Tributi - Accertamento - Reddito d’impresa - Fallimento - Disciplina delle agevolazioni tributarie - Agevolazioni varie - l’art. 52, comma 5, del d.P.R. n. 633 del 1972 - Rifiuto di esibizione di libri, scritture e documenti Fatti di causa 1. - Il curatore del fallimento [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 26 febbraio 2019, n. 5575 – Nell’ipotesi di “doppia conforme”, prevista dall’art. 348-ter, comma 5, c.p.c., il ricorrente in cassazione – per evitare l’inammissibilità del motivo di cui all’art. 360, n. 5, c.p.c. – deve indicare le ragioni di fatto poste a base, rispettivamente, della decisione di primo grado e della sentenza di rigetto dell’appello, dimostrando che esse sono tra loro diverse

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 26 febbraio 2019, n. 5575 Tributi - Accertamento - Dichiarazioni reddituali - Agevolazioni fiscali - Associazione - Attività commerciale Fatti di causa 1. E.Z., in proprio e in quanto "già" legale rappresentante dell'Associazione S.D., ricorre, sulla base di due motivi, nei confronti dell'Agenzia delle entrate, che resiste con controricorso, per [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 26 febbraio 2019, n. 5570 – In forza del generale rinvio materiale alle norme del codice di procedura civile compatibili, contenuto nell’art. 1, comma 2, del d. lgs. n. 546 del 1992, è applicabile al rito tributario

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 26 febbraio 2019, n. 5570 Tributi - Accertamento - Gruppo societario - PVC - Contenzioso tributario - Procedimento Rilevato che Con sentenza n. 1795/38/2015, depositata ¡1 29 aprile 2015, non notificata, la CTR della Lombardia accolse l'appello dell'Agenzia delle Entrate nei confronti della D. E. Business Services S.r.l. (di seguito [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 26 febbraio 2019, n. 5559 – L’onere della specificità ex art. 366 c.p.c., n. 4, secondo cui il ricorso deve indicare “i motivi per i quali si chiede la cassazione, con l’indicazione delle norme di diritto su cui si fondano”, non debba essere inteso quale assoluta necessità di formale ed esatta indicazione della ipotesi, né di precisa individuazione, nei casi di deduzione di violazione o falsa applicazione di norme sostanziali o processuali, degli articoli, codicistici o di alti testi normativi, comportando invece l’esigenza di una chiara esposizione

in tema di Iva, il d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 19-bis, comma 1, lett. i), esclude che l'imprenditore possa portare in detrazione l'imposta addebitatagli a titolo di rivalsa dal venditore quando l'operazione sia relativa a fabbricati a destinazione abitativa, salvo che per le imprese che hanno ad oggetto esclusivo o principale dell'attività esercitata la costruzione dei predetti fabbricati; ne consegue che, ove l'operazione non rientri nell'oggetto esclusivo o principale dell'attività, il compratore non ne dovrà dimostrare solo l'inerenza e la strumentalità in base a elementi oggettivi e in concreto, secondo la generale previsione di cui al D.P.R. n. 633 del 1972, art. 19, ma dovrà dimostrare anche che il bene non rientra più nella categoria dei beni a destinazione abitativa, per i quali, in base ad un criterio legale oggettivo, è prevista l'esclusione della detrazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 26 febbraio 2019, n. 5526 – Il vizio di violazione di legge consiste in un’erronea ricognizione da parte del provvedimento impugnato della fattispecie astratta recata da una norma di legge implicando necessariamente un problema interpretativo della stessa

Con la proposizione del ricorso per cassazione, il ricorrente non può rimettere in discussione, contrapponendone uno difforme, l'apprezzamento in fatto dei giudici del merito, tratto dall'analisi degli elementi di valutazione disponibili ed in sé coerente, atteso che l'apprezzamento dei fatti e delle prove è sottratto al sindacato di legittimità, dal momento che, nell'ambito di quest'ultimo, non è conferito il potere di riesaminare e valutare il merito della causa, ma solo quello di controllare, sotto il profilo logico formale e della correttezza giuridica, l'esame e la valutazione fatta dal giudice di merito, cui resta riservato di individuare le fonti del proprio convincimento e, all'uopo, di valutare le prove, controllarne attendibilità e concludenza e scegliere, tra le risultanze probatorie, quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 febbraio 2019, n. 5473 – Nel caso in cui diventa definitivo l’avviso di liquidazione, l’impugnazione della cartella esattoriale è ammissibile solo per vizi propri, mentre non può essere fatta per far valere vizi la cui denuncia presupponeva l’impugnazione dell’avviso precedente

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 25 febbraio 2019, n. 5473 Accertamento - Riscossione - Cartella di pagamento - Notifica - Impugnazione Motivi della decisione Il Centro di Fiosiocinesi Terapia S. otteneva un decreto ingiuntivo, che poi veniva annullato con sentenza della Corte di Appello, all'esito della opposizione fatta dal debitore ingiunto. Agenzia delle Entrate notificava [...]

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