SANZIONI e REATI PENALI

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 25030 depositata il 9 giugno 2023 – In tema di bancarotta fraudolenta per distrazione, l’accertamento della previa disponibilità da parte dell’imputato dei beni non rinvenuti in seno all’impresa non può fondarsi sulla presunzione di attendibilità dei libri e delle scritture contabili dell’impresa prevista dall’art. 2710 cod. civ., dovendo invece le risultanze desumibili da questi atti essere valutate nella  loro  intrinseca  attendibilità,  anche  alla  luce  della documentazione reperita e delle prove concretamente esperibili

In tema di bancarotta fraudolenta per distrazione, l'accertamento della previa disponibilità da parte dell'imputato dei beni non rinvenuti in seno all'impresa non può fondarsi sulla presunzione di attendibilità dei libri e delle scritture contabili dell'impresa prevista dall'art. 2710 cod. civ., dovendo invece le risultanze desumibili da questi atti essere valutate nella  loro  intrinseca  attendibilità,  anche  alla  luce  della documentazione reperita e delle prove concretamente esperibili

Bancarotta fraudolenta per distrazione è esclusa se il bilancio non è conforme alle prescrizioni  imposte  dalla  legge

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza numero 25030 depositata il 9 giugno 2023 intervenendo sul reato di bancarotta riaffermato che "... in tema di bancarotta fraudolenta per distrazione, l’accertamento della previa disponibilità da parte dell’imputato dei beni non rinvenuti in seno all’impresa non può fondarsi sulla presunzione di attendibilità dei libri e [...]

Responsabilità degli enti ai sensi del D. Lgs. 231/2001: presupposti, esclusione e criteri di imputazione oggettiva

In tema di responsabilità degli enti ai sensi del D. Lgs. 231/2001 è di recente intervenuta una interessante sentenza della V sezione penale della Cassazione. In tale sentenza i giudici di legittimità hanno illustrato i seguenti aspetti: necessità della verifica del modello organizzativo per la responsabilità dell'ente; il giudice è chiamato ad adottare il criterio [...]

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 21640 depositata il 2 marzo 2023 – La responsabilità dell’ente, di cui al d.lgs. n. 231 del 2001, sussiste anche quando il reato “presupposto” si estingue per una causa diversa dall’amnistia, pertanto, ai fini della responsabilità dell’ente, il giudice di merito, deve verificare se il reato della persona fisica sia la concretizzazione del rischio che la regola cautelare organizzativa violata mirava ad evitare o, quantomeno, tendeva a rendere minimo; ovvero deve accertare che, se il modello “idoneo” fosse stato rispettato, l’evento non si sarebbe verificato

La responsabilità dell'ente, di cui al d.lgs. n. 231 del 2001, sussiste anche quando il reato "presupposto" si estingue per una causa diversa dall'amnistia, pertanto, ai fini della responsabilità dell'ente, il giudice di merito, deve verificare se il reato della persona fisica sia la concretizzazione del rischio che la regola cautelare organizzativa violata mirava ad evitare o, quantomeno, tendeva a rendere minimo; ovvero deve accertare che, se il modello "idoneo" fosse stato rispettato, l'evento non si sarebbe verificato

L’omessa risposta da parte del datore di lavoro alla richiesta di notizie dell’Ispettorato del Lavoro, avanzata ai sensi dell’art. 4 della Legge n. 628/1961, non integra il reato previsto in caso di notificazione mediante raccomandata A/R, qualora l’omessa risposta si sia perfezionata con la compiuta giacenza

L’omessa risposta da parte del datore di lavoro alla richiesta di notizie dell’Ispettorato del Lavoro, avanzata ai sensi dell’art. 4 della Legge n. 628/1961, non integra il reato previsto in caso di notificazione mediante raccomandata A/R, qualora l’omessa risposta si sia perfezionata con la compiuta giacenza

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 15237 depositata il 12 aprile 2023 – Per le comunicazione del verbale di prescrizioni al datore di lavoro e e della comunicazione dell’avviso Inps di contestazione della violazione di cui all’art. 2, comma 1-bis, del D.L. n. 463 del 1983 l’effettiva conoscenza della richiesta deve essere ritenuta necessaria, perchè fonte diretta dell’obbligo sanzionato penalmente, cosicchè non può essere ritenuta sufficiente una notificazione per compiuta giacenza, la quale esclude, per definizione, l’effettiva conoscenza dell’atto da parte del destinatario.

Per le comunicazione del verbale di prescrizioni al datore di lavoro e e della comunicazione dell'avviso Inps di contestazione della violazione di cui all'art. 2, comma 1-bis, del D.L. n. 463 del 1983 l'effettiva conoscenza della richiesta deve essere ritenuta necessaria, perchè fonte diretta dell'obbligo sanzionato penalmente, cosicchè non può essere ritenuta sufficiente una notificazione per compiuta giacenza, la quale esclude, per definizione, l'effettiva conoscenza dell'atto da parte del destinatario.

Per il reato di omesso versamento IVA risponde l’amministratore nominato prima della data di consumazione del reato anche se la nomina non pubblicata nel registro delle imprese

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 13319 depositata il 30 marzo 2023 intervenendo in tema di reato previsto dall’art. 10-ter D. Lgs. n. 74 del 2000 (omesso versamento IVA per un importo superiore ai 250.000 euro) ha ribadito che "... risponde del reato in questione, quantomeno a titolo di dolo eventuale, [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 21193 depositata il 18 maggio 2023 – Il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti è integrato dal dolo generico ed è configurabile anche nel caso in cui si accerti l’esistenza del successivo stato di insolvenza dell’imprenditore, in quanto è onere di questi ripartire le risorse esistenti al momento di corrispondere le retribuzioni in modo di adempiere all’obbligo di versamento, anche se ciò possa riflettersi sull’integrale pagamento delle retribuzioni

Il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti è integrato dal dolo generico ed è configurabile anche nel caso in cui si accerti l'esistenza del successivo stato di insolvenza dell'imprenditore, in quanto è onere di questi ripartire le risorse esistenti al momento di corrispondere le retribuzioni in modo di adempiere all'obbligo di versamento, anche se ciò possa riflettersi sull'integrale pagamento delle retribuzioni

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